Immagine dell'autore.

José Saramago (1922–2010)

Autore di Cecità

191+ opere 46,312 membri 1,238 recensioni 253 preferito

Sull'Autore

José Saramago was born on November 16, 1922. He spent most of his childhood on his parent's farm, except while attending school in Lisbon. Before devoting himself exclusively to writing novels in 1976, he worked as a draftsman, a publisher's reader, an editor, translator, and political commentator mostra altro for Diario de Lisboa. He is indisputably Portugal's best-known literary figure and his books have been translated into more than 25 languages. Although he wrote his first novel in 1947, he waited some 35 years before winning critical acclaim for work such as the Memorial do Convento. His works include The Year of the Death of Ricardo Reis, The Stone Raft, Baltasar and Blimunda, The History of the Siege of Lisbon, The Gospel According to Jesus Christ, and Blindness. At age 75, he was awarded the Nobel Prize for Literature in 1998 for his work in which "parables sustained by imagination, compassion and irony, continually enables us to apprehend an elusory reality." He died from a prolonged illness that caused multiple organ failure on June 18, 2010 at the age of 87. (Bowker Author Biography) mostra meno

Serie

Opere di José Saramago

Cecità (1995) 12,960 copie
Le intermittenze della morte (2005) — Autore — 3,073 copie
Tutti i nomi (1997) 2,939 copie
Saggio sulla lucidità (2006) 2,760 copie
La caverna (2003) 2,491 copie
L'uomo duplicato (2002) 2,440 copie
Memoriale del convento (1982) 2,433 copie
Storia dell'assedio di Lisbona (1989) 1,776 copie
Caino (2009) 1,508 copie
Il viaggio dell'elefante (2010) 1,498 copie
La zattera di pietra (1986) 1,490 copie
Viaggio in Portogallo (1981) 777 copie
Le piccole memorie (2009) 540 copie
Una terra chiamata Alentejo (1980) 495 copie
Lucernario (2011) 445 copie
Objecto quase (1978) 369 copie
Blindness / Seeing (2011) 184 copie
Alabarde (2014) 87 copie
Il perfetto viaggio (1988) 83 copie
Poesie (1900) 56 copie
L' anno mille993 (1975) 53 copie
Quaderni di Lanzarote (1994) 50 copie
Teatro (1901) 45 copie
La viuda (1900) 38 copie
Que Farei Com Este Livro? (1998) 34 copie
The Lizard (2016) 31 copie
Os Poemas Possíveis (1982) 25 copie
L'ultimo quaderno (2010) 22 copie
A Noite (1998) 20 copie
Nas Suas Palavras (2010) 20 copie
The Silence of Water (2011) 19 copie
Provavelmente Alegria (1999) 15 copie
El Hombre y La Cosa (2006) 14 copie
Palestina existe 2002 (2002) — Collaboratore — 12 copie
Cadernos de Lanzarote (1997) 12 copie
Os Apontamentos (1990) 12 copie
Lisbona (2010) 12 copie
Discursos de Estocolmo (1999) 11 copie
Menus souvenirs (2014) 7 copie
SOMOS CUENTOS DE CUENTOS (2001) 6 copie
Romanzi e racconti (1999) 6 copie
A estátua e a pedra (2013) 6 copie
Del resto e di me stesso (2018) 5 copie
كل الأسماء (2002) 5 copie
Folhas Políticas (2015) 4 copie
Lucarna (2011) 4 copie
A Bagagem do Viajante (2018) 3 copie
El último cuaderno (2011) 3 copie
Andrea Mantegna (2002) 3 copie
EL SILENCIO DEL AGUA (2011) 3 copie
Todos os Nomes (2015) 3 copie
¿Qué Democracia? (2005) 2 copie
Umut Tarlalari (2013) 2 copie
The Centaur 2 copie
Belki de Nese (2018) 2 copie
المنور (2014) 2 copie
The Notebook (Volume 2) (2010) — Autore — 2 copie
Stolece u Alentezu (2016) 2 copie
O poeta perguntador — A cura di — 2 copie
Moby Dick em Lisboa (1996) 2 copie
Kameni splav (2017) 1 copia
Memórias 1 copia
La vedova 1 copia
Kisirdöngü (2015) 1 copia
Not Defterimden (2009) 1 copia
Double the Epub (2013) 1 copia
Cuadernos de Lanzarote I — Autore — 1 copia
1997 1 copia
Piedra de Luna (1999) 1 copia
Le të ulërijmë (2012) 1 copia
piedra 1 copia
Mały pamiętnik (2012) 1 copia
Casi un objeto — Autore — 1 copia
Le poesie 1 copia
elefante 1 copia
Male uspomene 1 copia

Opere correlate

Telling Tales (2004) — Collaboratore — 342 copie
I turchi alla scoperta dell'America (1994) — Prefazione, alcune edizioni147 copie
Blindness [2008 film] (2009) — Original book — 31 copie
Nobel Writers on Writing (2000) — Collaboratore — 14 copie
Salgado, Parma (2002) — Prefazione — 3 copie
Haut ab!: Haltungen zur rituellen Beschneidung (2014) — Collaboratore — 3 copie
Conferencias presidenciales de Humanidades — Collaboratore — 1 copia

Etichette

Informazioni generali

Nome canonico
Saramago, José
Nome legale
Saramago, José de Sousa
Data di nascita
1922-11-16
Data di morte
2010-06-18
Luogo di sepoltura
cremated, ashes scattered
Sesso
male
Nazionalità
Portugal
Luogo di nascita
Azinhaga, Santarém, Portugal
Luogo di morte
Tías, Las Palmas, Spanje
Luogo di residenza
Azinhaga, Portugal
Lissabon, Portugal
Lanzarote, Spanje
Attività lavorative
novelist
poet
playwright
journalist
Relazioni
Rio, Pilar del (echtg.)
Organizzazioni
Portuguese Communist Party (joined 1969)
Premi e riconoscimenti
Nobelprijs voor Literatuur (1998)
Prémio Camoes (1995)
Breve biografia
Il padre di Saramago, José de Sousa, era un agricoltore, che si trasferì con la famiglia a Lisbona nel 1924, dove trovò lavoro come poliziotto. Il fratello minore di Saramago, Francisco, morì a soli due anni, pochi mesi dopo l'arrivo a Lisbona.
A causa delle difficoltà economiche, Saramago fu costretto ad abbandonare gli studi all'Istituto Tecnico. Dopo occupazioni precarie di ogni tipo, trovò un impiego stabile nel campo dell'editoria e per dodici anni lavorò come direttore di produzione.
Saramago sposò Ida Reis nel 1944. La loro unica figlia, Violante, nacque nel 1947.
Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo Terra del peccato (che in seguito ripudiò come un figlio scapestrato), ma il dittatore del Portogallo, Salazar, a cui Saramago si era sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica, non l'accolse benevolmente. S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista Portoghese nel 1969, riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime.
Durante gli anni sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista Seara Nova. La sua prima raccolta di poesie I poemi possibili risale a quegli anni, precisamente al 1966.
Negli anni settanta diventò direttore di produzione per una casa editrice e, dal 1972 al 1973, curò l'edizione del giornale Diario de Lisboa. In quegli stessi anni pubblicò diverse poesie, Probabilmente allegria (1970), diverse cronache, come Di questo e d'altro mondo (1971), Il bagaglio del viaggiatore (1973) e Le opinioni che DL ebbe (1974), ma anche testi teatrali, romanzi e racconti.
Dal 1974 in poi, in seguito alla cosiddetta "Rivoluzione dei garofani" Saramago si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria.
Saramago pubblicò qualche anno dopo, nel 1977, il romanzo Manuale di pittura e calligrafia e, nel 1980, Una terra chiamata Alentejo. Il successo arrivò, però, con Memoriale del convento (1982). Nello spazio di pochi anni videro la luce altre due opere importanti, L'anno della morte di Ricardo Reis (1984) e La zattera di pietra, che gli varranno, oltre al successo di pubblico, numerosi riconoscimenti della critica.
Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell'assedio di Lisbona, una delle più belle storie d'amore mai scritte, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità. Nel 1998 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura perché "con parabole, sostenute dall'immaginazione, dalla compassione e dall'ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare". Del discorso che tenne alla consegna del premio famoso è l'incipit: "l'uomo più saggio ch'io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere", disse riferendosi a suo nonno.
Sempre nel 1998 Saramago sposò, in seconde nozze, Pilar del Rio che ha tradotto le sue opere in lingua spagnola.
Nel 2002 fu eletto presidente onorario dell'Associazione Luca Coscioni (associazione Radicale) per la libertà di ricerca scientifica.
Saramago è morto il 18 giugno 2010 intorno alle 13,00 nella sua residenza di Tías, nelle Isole Canarie.
Nel 2011 viene pubblicato postumo un suo romanzo scritto nel 1953, Lucernario.

Utenti

Discussioni

Group Read, March 2019: The Double in 1001 Books to read before you die (Marzo 2019)
Group Read, May 2015: The Year of the Death of Ricardo Reis in 1001 Books to read before you die (Mag 2015)
Group Read for July, 2013: Baltasar and Blimunda in 1001 Books to read before you die (Luglio 2013)
Group Read "Blindness" by Jose Saramago in 75 Books Challenge for 2013 (Aprile 2013)
MISSING by Jose Saramago in Book talk (Giugno 2012)
The Double in Author Theme Reads (Febbraio 2011)
Who is Jose Saramago? in Author Theme Reads (Dicembre 2010)
Blindness Group Read: Week Two (Spoiler Thread) in 75 Books Challenge for 2010 (Ottobre 2010)
Blindness Group Read: Week One (Spoiler Thread) in 75 Books Challenge for 2010 (Settembre 2010)
Blindness Group Read: General Discussion Thread in 75 Books Challenge for 2010 (Settembre 2010)

Recensioni

Che grande scrittore Saramago che passa da testi complessi, di rara intensità ad un racconto breve che incanta, una favola per bambini adulti, uno stile semplice semplice per raccontare la storia dell’uomo che andò dal re per chiedergli una barca. L’obiettivo era scoprire l’isola sconosciuta, l’isola che non c’è di Barrie, ma come si può trovare una cosa sconosciuta dove tutto è noto. Ma nonostante le ritrosie del re l’uomo viene accolto a corte dalla donna delle pulizie e riesce ad ottenere la barca, il sovrano è troppo timoroso di perdere ossequi, qualche richiesta bisogna pur accettarla. E allora l’uomo va a prendere possesso della barca per scoprire l’isola sconosciuta e non va da solo, l’accompagna la signora delle pulizie del re che decide di diventare la signora delle pulizie dell’uomo che cerca un’isola sconosciuta. Ma non è semplice cercare qualcosa che non c’è, se tutto quello che esiste già si sa e l’uomo ha difficoltà a trovare un equipaggio e alla fine si trova da solo nel mare con la donna delle pulizie. Sulla loro barca che diventa l’isola sconosciuta. Poche pagine, ma di pura goduria.… (altro)
 
Segnalato
grandeghi | 23 altre recensioni | Jan 19, 2024 |
Durante la lettura di Cecità penso di essere rimasta fregata dalla mia empatia, che forse è già andata in vacanza, o è da qualche parte mezza morta per l’afa. È vero che la mia dotazione iniziale di questa capacità non era delle più sostanziose, ma non mi aspettavo di rimanere così fredda davanti a un romanzo come Cecità, che ha tutte le carte in regola per sconvolgere chi legge.

Non vi dico quanto mi ha preoccupato non essere particolarmente toccata da questa storia: ho lavorato tanto su me stessa per avere un livello (per me) accettabile di empatia che ho passato parte del romanzo a dirmi Ehilà, questo è proprio il momento in cui dovresti sentirti male per la situazione nella quale si trovano i personaggi…. Non mi ha smosso nemmeno il pensiero che questa cecità dipenda dal non voler vedere – le sofferenze altrui, le loro necessità, i loro bisogni – e, cavolo, cosa c’è di più attuale da leggere mentre lasciamo affogare gente nel Mediterraneo perché dobbiamo pisciare più lontano dei poteri forti dell’UE, chiunque essi siano?

Non posso nemmeno biasimare Saramago, perché Cecità è un romanzo immenso, un esperimento, un cosa accadrebbe se che merita di essere letto perché ogni tanto è bene ricordarsi di tirare fuori il capo dal culo e guardare – guardare davvero – cosa ci accade intorno.

Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.

Non so cosa non abbia funzionato con me con questo romanzo: forse il fatto che si dilungasse in dettagli, ha diluito la potenza con la quale avrebbe potuto colpirmi, mentre altre persone è proprio quello che hanno trovato scioccante; oppure, il mio lato razionale si è concentrato sul modo in cui cambia il mondo, “fregandosene” dei dettagli raccapriccianti e pretendendo invece dettagli sui cambiamenti e non ce ne sono perché, uno degli elementi più terrificanti, è proprio che nessunə sa cosa stia accadendo di preciso.

Come che sia, fregatevene della mia opinione e leggete questo romanzo e, se siete persone empatiche, preparatevi a stare male perché Saramago qui picchia duro con voi – e cerca di risvegliare quellə che, come me, sono un po’ tardə...
… (altro)
 
Segnalato
lasiepedimore | 386 altre recensioni | Jan 11, 2024 |
Il 24 ottobre 2023, quando è in pieno corso un nuovo conflitto tra Israele ed Hamas con massivi bombardamenti sulla striscia di Gaza ed una crisi umanitaria che coinvolge due milioni di palestinesi costantemente bersagliati da aviazione e artiglieria dello stato ebraico, la diplomazia internazionale, pressata dall’opinione pubblica internazionale per le immagini che passano nei telegiornali, fatica ancora a trovare un equilibrio tra la doverosa condanna dello spietato e deprecabile assalto terroristico di Hamas in Israele e la richiesta del rispetto del diritto internazionale da parte di Israele, la cui azione di “difesa” suona come un eufemismo, innanzi a tanta distruzione nella striscia di Gaza.

In quello stesso giorno, in seduta alle Nazioni Unite, il Segretario Generale al Palazzo di Vetro, Antonio Guterres, sulla genesi della nuova ondata di violenza dice: «è importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla, seguono 56 anni di soffocante occupazione». Per spezzare il circuito della guerra, secondo Guterres, è necessario riconoscere che «le sofferenze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas», ma anche che «quegli attacchi spaventosi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese».

Apriti cielo: il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha prontamente dichiarato di non avere alcuna intenzione di incontrare Guterres: «Dopo il 7 ottobre non c’è spazio per un approccio equidistante. Hamas deve essere cancellato dal mondo». Ancor più esplicita la reazione dell’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Gilad Erdan: «Guterres mostra comprensione per la campagna di omicidi di massa di bambini, donne e anziani: non è adatto a guidare l’Onu. Si dimetta immediatamente». Ora, al di là di l'enfatizzazione delle parole in un momento difficilissimo per gli equilibri dell’intero Medio Oriente, sarebbe opportuno, prima di esprimere ogni giudizio su quanto detto da Antonio Guterres, documentarsi su cosa è veramente accaduto in quei 56 anni che il Segretario Generale dell’ONU ha voluto citare.

Nella vasta bibliografia sul tema ho parlato di diversi libri: clicca qui

Per gettare benzina sul fuoco, ma anche per il rispetto del pluralismo delle idee, la base per la democrazia e per comprendere, riflettere e farsi un’idea della questione, credo che vada letto (solo poi si potrà valutare se essere o meno d’accordo con l’autore) questo piccolo volumetto dal titolo “Israele e Palestina. Dalle pietre di Davide ai carri armati di Golia” (Stampa Alternativa - Le Strade Bianche) firmato da José Saramago, scrittore portoghese insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998, ma noto soprattutto per essere dichiaratamente ateo e dissacrante con la ogni forma di religione. Valgono quali esempi i sui libri “Caino” e “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” che gli valsero le aspre critiche del clero e la censura imposta sul libro dal governo portoghese che indussero a lasciare il paese per vivere alle Canarie. Oltre a ciò, è bene dirlo subito, Saramago è inequivocabilmente schierato contro Israele per la sua politica anti palestinese.

“Dal punto di vista degli ebrei, Israele non potrà mai essere sottoposto a giudizio, dopo essere stato torturato e bruciato ad Auschwitz. Mi chiedo se quegli ebrei che morirono nei campi di concentramento nazisti, che furono perseguitati per tutta la Storia, che furono trucidati nei pogrom, che marcirono nei ghetti, mi chiedo se questa immensa moltitudine di infelici non proverebbe vergogna per gli atti infami che i suoi discendenti stanno commettendo” (da “Israele e Palestina. Dalle pietre di Davide ai carri armati di Golia”. Sinossi in quarta di copertina).

Questo volumetto, curato da Claudio Scaia, di fatto ripubblica un articolo che l’autore lusitano ebbe a scrivere per il quotidiano spagnolo “El Pais” il 21 aprile 2002, calamitando su di sé una valanga di accuse di antisemitismo da tutta la comunità ebraica. Basti citare ciò che scrisse Abraham Foxman, presidente dell’ADL (Associazione contro la diffamazione nei confronti del popolo ebraico): «I commenti di José Saramago sono sovversivi e profondamente offensivi, oltre a dimostrare l’ignoranza relativa agli argomenti che porta a sostegno dei suoi pregiudizi nei confronti degli ebrei». Basterebbe solo questo per sollevare la questione: Saramago è antisemita o quello che ha scritto riflette ciò che molti altri intellettuali pensano, ma non dicono?

Per poterlo affermare o smentire credo sia fondamentale leggere ciò che egli ha scritto nel corso della sua carriera letteraria, magari non soffermandosi esclusivamente su questo articolo. Considerato da molti un “cattivo maestro”, così lo appella un articolo sul sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano in un articolo del 2013, non può però annoverarsi tra i “negazionisti”. Certamente non è filo israeliano, ma definirlo un antisemita sarebbe una estremizzazione, così come una banalizzazione del suo pensiero. A leggere questo suo intervento si evince che Saramago non è contro il popolo ebraico in quanto tale, ma contro la sua religione, o meglio contrario all’uso strumentale che ne è fatto, esattamente come egli è contro la religione islamica e quella cristiana. Leggendo le sedici pagine di questo libro l’autore, così come nei lavori già ricordati, ricorre alla citazione della storia narrata nelle Antiche Scritture, per dare ad essa il peso della strumentalizzazione.

Come è ben sottolineato nella prefazione voluta dall’editore, la convinzione che esista un popolo “eletto” che scaccia dalla propria terra un altro popolo perseguitato e lo massacra in base al volere imperscrutabile di un essere immaginario, non convince Saramago, soprattutto perché chi perseguita ed agisce per volere divino in questa storia è un popolo, quello ebraico, a sua volta perseguitato, scacciato e massacrato su ampia scala per tutta la storia, con particolare sistematica disumanità nell’ultimo secolo. Oltretutto, fa notare il premio Nobel portoghese, gli israeliani tendono a fare appello alle persecuzioni che hanno subito per dare una giustificazione a quelli che Saramago chiama espressamente “crimini”, un atteggiamento che, agli occhi dello scrittore portoghese, non è giustificabile, non attenua le colpe, ma ne amplifica il biasimo.

Si legge in un attimo e soprattutto ci offre un punto di vista, non la verità. In modo particolare in una vicenda in cui bene e male non stanno completamente da nessuna delle due parti. L’idea di non disperdere questo scritto di José Saramago è venuta a Stampa Alternativa (il cui nome già la etichetta come votata alla controinformazione), casa editrice romana fondata nel 1970 da Marcello Baraghini che prese ad ispirazione le Alternative Press anglosassoni. Stampa Alternativa è molto nota per la sua collana Millelire, che fece da trampolino in Italia al rilancio delle edizioni super economiche. Questo libro è scaricabile gratuitamente in ebook.
… (altro)
 
Segnalato
Sagitta61 | Oct 26, 2023 |
Il giorno seguente non morì nessuno: già l'incipit è un capolavoro e ci annuncia la genialata tramite la quale Saramago può parlare della nostra umanità partendo da una situazione estremamente improbabile. È come un ricercatore che, lavorando su un modello matematico, arriva a dimostrare qualche legge dell'universo.

E cosa ci dimostra mai Saramago? Lo scrittore portoghese ci mostra come, sebbene la morte sia da sempre cruccio dell'essere umano, la sua improvvisa assenza faccia sorgere nuovi e impellenti interrogativi. Alcuni di questi sono di ordine, per così dire, pratico: cosa fare di tutti questi vecchi allettati e moribondi, ma incapaci di congedarsi dalla vita? Altri interrogativi, invece, riguardano, per esempio, le religioni, che erano nate proprio per alleviare la paura della morte.

Come se la cavano gli umani? Da umani: in qualche modo ci si arrangia. I filosofi cercano di tirar fuori una nuova filosofia, la Chiesa si appella agli imperscrutabili disegni di Dio, la politica si accorda con la maphia per il lavoro sporco... Insomma, si tira avanti.

Peccato, però, che la morte – con la “m” minuscola, non la Morte, l'assoluto che la mente umana non può concepire – decida di riprendere le sue usuali mansioni. Tramite misteriose lettere viola, che avviseranno per tempo il prossimo defunto, in modo che possa sistemare i suoi affari e salutare i suoi affetti.

[Video sul blog de La Lettera Viola dei Legittimo Brigantaggio]

Lungi dall'essere contenti del gentile preavviso, gli esseri umani si daranno alla pazza gioia per il tempo loro rimanente, infischiandosene di affari e affetti. Probabilmente la morte se ne dorrebbe se non avesse a che fare con una lettera che non vuole saperne di arrivare a destinazione...

Saramago ha uno stile superbo e ribelle, visto che rifiuta diversi segni di punteggiatura e scrive lunghi periodi, piuttosto malvisti di questi tempi. A questo proposito, ho trovato particolarmente efficace la mancanza di virgolette o accapo nei discorsi diretti: rende fisicamente impossibile allontanarsi dal romanzo finché il dialogo non è finito e dà proprio l'idea dello scambio di battute diretto, immediato.

In chiusura, non posso che dire qualcosa sull'ironia di Saramago. Mi ha fatto ridere in diversi passaggi: ridere della morte, degli esseri umani e quindi di me stessa. Allo stesso tempo mi ha fatto intristire per quegli aspetti dell'essere umani che poco ci piacciono e ancor meno ricordiamo (perlomeno coloro che ne sono consapevoli).
… (altro)
 
Segnalato
lasiepedimore | 104 altre recensioni | Sep 12, 2023 |

Liste

1990s (2)
1980s (2)

Premi e riconoscimenti

Potrebbero anche piacerti

Autori correlati

Statistiche

Opere
191
Opere correlate
9
Utenti
46,312
Popolarità
#345
Voto
3.9
Recensioni
1,238
ISBN
1,645
Lingue
40
Preferito da
253

Grafici & Tabelle