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Cecità (1995)

di José Saramago

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Serie: Ensaio sobre a cegueira (1)

UtentiRecensioniPopolaritàMedia votiConversazioni / Citazioni
12,072376455 (4.07)5 / 565
In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.… (altro)
  1. 203
    La strada di Cormac McCarthy (browner56, ateolf, lilisin, petterw)
    browner56: Two harrowing, well-written looks at what we can expect when society breaks down
  2. 150
    La peste di Albert Camus (amyblue, roby72)
  3. 70
    Il giorno dei Trifidi di John Wyndham (infiniteletters)
  4. 60
    Il signore delle mosche di William Golding (petterw)
  5. 73
    Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro (Simone2)
  6. 41
    Nel paese delle ultime cose di Paul Auster (BenTreat, Vonini)
    BenTreat: Both books are personal, tragic accounts of the collapse of civil society.
    Vonini: Same surreal feel, absent government, feeling of people being left to their fates, creeping despair, dismantling of society.
  7. 42
    José Saramago: A Consistência dos Sonhos - Cronobiografia di Fernando Gómez Aguilera (Ronoc)
  8. 20
    Il condominio di J. G. Ballard (bertilak)
  9. 20
    1984 di George Orwell (petterw)
  10. 10
    Le intermittenze della morte di José Saramago (Birbuv)
  11. 10
    State of Siege di Albert Camus (colagold)
  12. 00
    Into That Darkness di Steven Price (lkernagh)
  13. 12
    Il rinoceronte di Eugène Ionesco (CGlanovsky)
    CGlanovsky: Surreal epidemic spreads through the population.
  14. 12
    Rumore bianco di Don DeLillo (chrisharpe)
1990s (13)
To Read (29)
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1-5 di 11 (prossimo | mostra tutto)
Ciechi che, pur vedendo, non vedono.

Mi guardo intorno dopo aver ascoltato Sergio Rubini e vorrei vedere tutto bianco. Vorrei, come tanti miei colleghi o miei superiori, essere capace di vivere nel caos che quotidianamente generiamo con la nostra incapacità, senza più vederlo, con l’indifferenza del “tanto è sempre stato così”. Vorrei essere capace, come loro, di sentirmi innocente per lo spreco e la sporcizia cui contribuiamo cercando di raggiungere, comunque sia, obiettivi più importanti – così sembra – del vivere ordinato, pulito, gentile, educato, rispettoso dell’altro, chiunque o qualsiasi cosa esso sia.

E invece no. Vedo. Ma non lo urlo con stupita gioia come accade ai personaggi del libro. Vedo lo squallore, l’interesse personale perseguito comunque, indifferente alle ricadute sugli altri, sul mondo.

Vedo e ascolto: dichiarazioni roboanti quasi urlate contro; contro non si sa cosa, ma contro, comunque. Oppure discorsi sussurrati di disillusione finalizzati a giustificare la propria ignavia, il proprio supinò accettare ciò che non si ritiene di poter cambiare.

In tutto questo marasma bianco stupiscono le poche righe che annunciano un gruppo in cui si parla di organizzazione. È ancora possibile? O saranno solo dei preliminari per l’edificazione di strutture nelle quali altoparlanti anonimi diffonderanno altri comunicati altisonanti utili solo a coprire altre cecità?
  claudio.marchisio | Oct 25, 2022 |
Racconto particolare sulla natura umana. Indicato in periodo covid-19 ( )
  permario | Aug 3, 2020 |
In una città qualunque, di un paese qualunque, un guidatore sta fermo al semaforo in attesa del verde quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è cosi. Gli viene diagnosticata una cecità dovuta a una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge la sua vittima in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città, e l'intero paese. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
  kikka62 | Mar 8, 2020 |
Questo incredibile romanzo di Josè Saramago invita a riflettere sull'imprevedibilità della vita e sull'importanza del preservarsi umani in condizioni disumane. A partire da un episodio di cecità bianca che ha colpito un uomo fermo al semaforo, si innesca a catena un'epidemia che velocemente coinvolge tutti. L'unico personaggio che per tutto il romanzo manterrà la vista è la moglie dell'oculista dal quale si era recato l'uomo fermo al semaforo nel tentativo di cercare una risposta al proprio improvviso malanno. I contagiati in un primo momento sono rinchiusi dalle forze dell'ordine in un manicomio dismesso, dove, paradossalmente, si mantiene un barlume di civiltà: i ciechi sono costretti dalla situazione ad abituarsi a vivere da ciechi e sono in questo aiutati dalla moglie dell'oculista, che però con intelligenza non rivela, se non a pochi, di non essere cieca. Quando i contagiati si ritroveranno al di fuori del manicomio, dovranno prendere atto di quanto disumana sia diventata la vita di tutti gli uomini ciechi: le case sono state prese d'assalto dai ciechi alla ricerca di cibo, l'aria è gonfia di sporco e fetore e le strade sono tappeti di morti. Solo due occhi possono vedere tutto questo, finché, all'improvviso, tutti riacquisteranno la vista... ( )
  Fillide | Sep 16, 2016 |
Un'epidemia di cecità sconvolge un intero paese, trasformandolo in poche settimane in un inferno. Noi assistiamo al progressivo abbrutimento della civilità con gli occhi dell'unica donna ancora dotata di vista ("la moglie del medico"), che si fa carico di uno sparuto gruppetto di persone unite un po' dal caso e un po' dalla necessità.
Quello che colpisce subito è la mancanza di una qualsiasi forma di solidarietà o di empatia: a cominciare dallo stato, che ai primi segni del contagio si limita a rinchiudere i malcapitati come bestie, in condizioni di sopravvivenza precarie; ma negli stessi internati la patina di umanità si sgretola subito alle prime difficoltà: prevalgono la paura, l'utilitarismo e nel caso dei "ciechi malvagi" l'istinto di sopraffazione e la violenza brutale. E' un mondo nuovo, è come se la perdità della vista avesse privato ognuno della sua natura più intima di essere umano, tanto che in tutto il romanzo non verremo mai a conoscenza dei nomi dei protagonisti, definiti solo dalle loro caratteristiche superficiali e ormai anacronistiche ("il medico", "la ragazza dagli occhiali scuri" ecc...). Il gruppo su cui l'autore focalizza la nostra attenzione però compie un percorso di crescita e trasformazione nel corso del romanzo: dopo essere stati privati della dignità ed essere scesi al livello più infimo di esistenza reinventano se stessi, trovano un modo nuovo e forse migliore di essere uomini: una sorta di purificazione, simboleggiata proprio dalla pioggia salvifica alla fine del romanzo, che si chiude con un barlume di speranza. Il pessimismo antropologico dell'autore non è totale quindi, c'è sempre una possibilità di riscatto (anche se per arrivarci bisogna distruggere e ricostruire). Lo stile è molto particolare: niente nomi, niente punteggiatura, niente divisione in paragrafi o capitoli; enonostante la difficoltà apparente non sono rimasta mai disorientata, anzi proprio grazie a questo stile "fiume" la narrazione non perde mai mordente e non ci sono tempi morti.
Non uso questa parola con leggerezza di solito ma credo che Cecità sia un piccolo capolavoro, uno di quei libri che ti restano dentro e che ridefiniscono almeno in parte la propria identità di lettori. ( )
  Lilirose_ | Jun 8, 2016 |

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Saramago, Joséautore primariotutte le edizioniconfermato
Davis, JonathanNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Desti, RitaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lemmens, HarrieTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mertin, Ray-GüdeTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pontiero, GiovanniTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Weissová, LadaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Titolo canonico
Titolo originale
Titoli alternativi
Data della prima edizione
Personaggi
Luoghi significativi
Eventi significativi
Film correlati
Premi e riconoscimenti
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Epigrafe
Se puoi vedere, guarda.
Se puoi guardare, osserva.
Libro dei Consigli
Dedica
A Pilar
A mia figlia Violante
Incipit
Il disco giallo si illuminò.
Citazioni
Ultime parole
Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
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Lingua originale
DDC/MDS Canonico
LCC canonico

Risorse esterne che parlano di questo libro

Wikipedia in inglese

Nessuno

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

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Descrizione del libro
In una città qualunque un guidatore sta fermo al semaforo in attesa del verde, quando si accorge di cominciare a perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma quando viene ricoverato in ospedale gli viene diagnosticata una cecità dovuta a una malattia sconosciuta. Nel frattempo il male si estende ai medici, agli infermieri e al personale dell'ospedale, e colpisce progressivamente l'intera città. I malati vengono ospitati (o forse rinchiusi) in una gigantesca costruzione. La moglie del guidatore, che non è stata contagiata, si finge cieca per farsi internare e poter stare vicina al marito. E scopre un mondo sconosciuto che, paradossalmente, rivela molte cose sul mondo di chi "credeva di vedere".
Riassunto haiku

Copertine popolari

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Voto

Media: (4.07)
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