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La strada (2006)

di Cormac McCarthy

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34,576140776 (4.06)1 / 1547
In this postapocalyptic novel, a father and his son walk alone through burned America. Nothing moves in the ravaged landscape save the ash on the wind. It is cold enough to crack stones, and when the snow falls it is gray. They sky is dark. Their destination is the coast, although they don't know what, if anything, awaits them there. They have nothing; just a pistol to defend themselves against the lawless bands that stalk the road, the clothes they are wearing, a cart of scavenged food--and each other. This book boldly imagines a future in which no hope remains, but in which the father and his son, "each the other's world entire," are sustained by love. It is an unflinching meditation on the worst and the best that we are capable of: ultimate destructiveness, desperate tenacity, and the tenderness that keeps two people alive in the face of total devastation.--From publisher description.… (altro)
Aggiunto di recente dajamiller2009, spayne92, biblioteca privata, readingwhetstone, eleach7, rearle, hodges27, pallett88, arson09
  1. 315
    Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood (mrstreme)
  2. 304
    L'ultimo degli uomini di Margaret Atwood (goodiegoodie)
  3. 251
    Cecità di José Saramago (browner56, ateolf, lilisin)
    browner56: Two harrowing, well-written looks at what we can expect when society breaks down
  4. 181
    Io sono leggenda di Richard Matheson (PDcastello)
    PDcastello: Same type of small and silent epic
  5. 150
    I figli degli uomini di P. D. James (macktan894)
  6. 130
    Addio Babilonia di Pat Frank (BookshelfMonstrosity)
  7. 142
    L'anno del diluvio di Margaret Atwood (JD456)
  8. 132
    Un cantico per Leibowitz di Walter M. Miller Jr. (skroz, goodiegoodie)
  9. 121
    L'ultima spiaggia di Nevil Shute (Navarone)
  10. 123
    Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy (dmitriyk)
    dmitriyk: Written simply, with a very similar style and attitude.
  11. 179
    L'ombra dello scorpione di Stephen King (2810michael)
  12. 103
    La Terra sull'abisso di George R. Stewart (psybre)
    psybre: Earth Abides, a classic post-apocalyptic novel published in 1949, is a bit less dark, and as an ecological fable, contains more science than The Road. When pondering to read The Road again, read this book instead.
  13. 70
    Into the Forest di Jean Hegland (owen1218)
  14. 30
    I Who Have Never Known Men di Jacqueline Harpman (Tanglewood, tottman)
    tottman: Both are dystopian novels with engaging and driven main characters. They are bleak but extraordinarily moving and compelling.
  15. 73
    Il giorno dei Trifidi di John Wyndham (hazzabamboo)
    hazzabamboo: Two post-apocalyptic masterpieces, with much of their power coming from their focus on a couple of characters and the exotic horrors that threaten them.
  16. 51
    The Pesthouse di Jim Crace (llishman, MarkYoung)
  17. 41
    L' uccello dipinto di Jerzy Kosiński (Stbalbach)
    Stbalbach: Kosinski & McCarthy were born 5 weeks apart in 1933 and were ages 6-12 during WWII. Both books are dark violent fables told from a child's view.
  18. 30
    Rivers di Michael Farris Smith (GCPLreader)
  19. 42
    La parabola del seminatore di Octavia E. Butler (Boohradley)
    Boohradley: There are a lot of similarities between the plot of this book and The Road. In Parable of the Sower an adolescent girl, who suffers from hyper-empathy, makes a long journey in hope of survival in a hostile, post-apocalyptic world.
  20. 31
    Diluvio di fuoco di René Barjavel (grimm)

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AP Lit (315)
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1-5 di 8 (prossimo | mostra tutto)
Senza dubbio, uno dei romanzi più angoscianti che abbia letto nella mia vita, tanto che ho dovuto “riprender fiato” con altre letture.

I protagonisti sono un padre e un figlio: si ritrovano in un mondo devastato con nient'altro che il legame dell'uno con l'altro. La narrazione è stringata e rende (molto) bene l'urgenza di provvedere alle necessità impellenti di questi due sopravvissuti, dal cibo al calore. Il mondo attorno a loro è desolato, polveroso e attraversato da predoni cannibali: padre e bambino non possono far altro che appoggiarsi a vicenda, sostenendo la reciproca voglia di vivere. Una vita che stenta a trovare il senso del vivere quando ogni cosa sembra morta.

Leggendo, non riuscivo a togliermi dalla mente Se questo è un uomo di Primo Levi. C'è un capitolo in cui Levi cerca di ricordarsi il Canto XXVI dell'Inferno di Dante per poterlo tradurre e spiegare ad uno dei suoi compagni. Perché? Sembra un episodio così bizzarro. Ma Levi, in quel contesto così disumanizzante, aveva bisogno di sentirsi ancora umano, di ricordarsi di essere umano.

Così è per il padre e il figlio. Il loro legame ricorda loro di essere umani, anche se intorno a loro il mondo è perso. E proprio dall'innocenza e dalla fiducia del bambino verrà l'unico barlume di speranza in tutto il romanzo.

L'unico neo è stata la conclusione. Mi ha lasciato parzialmente insoddisfatta: mi sarei aspettata qualcosa di più incisivo, qualcosa che mi restasse in mente. Invece, la disperazione respirata in gran parte del romanzo soffoca anche la speranza che nasce dal finale. Un peccato, se speranza doveva esserci. ( )
  lasiepedimore | Aug 30, 2023 |
"La strada" di Cormac McCarthy, pubblicato nel 2006 e vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007, è un romanzo che ho deciso di leggere attratto dalle numerose acclamazioni di capolavoro che ha ricevuto. L'autore è recentemente scomparso. Tuttavia, dopo aver concluso la lettura, devo ammettere che il libro non è stato esattamente ciò che mi aspettavo.

Racconta il viaggio di un padre e di suo figlio in un mondo post-apocalittico, devastato da una catastrofe non specificata che ha ridotto la natura a un paesaggio grigio e desolato, e gli esseri umani a bande di predoni e cannibali. I due protagonisti, chiamati semplicemente "il padre" e "il figlio", si dirigono verso sud, sperando di trovare un clima più mite e qualche forma di civiltà. Lungo la strada, devono affrontare la fame, il freddo, la violenza e la disperazione, ma anche momenti di tenerezza e solidarietà.

Da subito, mi ha colpito la sensazione di lentezza e ripetitività nella narrazione. I protagonisti sembrano trascorrere la maggior parte del loro tempo alla ricerca di cibo, accendendo fuochi e proteggendosi da un'umanità diventata selvaggia e malvagia. Questo costante ciclo mi ha fatto sentire come se stessi vivendo la monotonia del loro viaggio e a volte avrei desiderato un po' più di azione o sviluppo della trama.

Il romanzo è scritto in uno stile asciutto e minimalista, con frasi brevi e dialoghi scarni, privi di punteggiatura. Prevale l'aspetto descrittivo, con poche digressioni o riflessioni. Il lettore segue le vicende dei due personaggi senza conoscere i loro nomi, le loro origini o le loro motivazioni.

Devo ammettere che non mi ha entusiasmato. L'ho trovato lento, monotono e ripetitivo. I protagonisti non fanno che camminare, cercare cibo, accendere fuochi, dormire e scappare dai nemici. La storia sembra procedere per accumulazione di episodi simili tra loro, senza una vera trama o una conclusione soddisfacente.
Il continuo peregrinare dei protagonisti diventa una sorta di metafora della fatica dell'esistenza umana in un contesto così estremo. Inoltre, attraverso questa apparente circolarità, l'autore sembra voler esplorare l'aspetto descrittivo della malvagità umana, mostrando come le persone possano diventare bestiali e crudeli quando sono costrette a lottare per sopravvivere. L'idea della malvagità umana come riflesso delle circostanze esterne non è particolarmente originale: McCarthy riesce comunque a rendere il concetto in modo convincente e a stimolare la riflessione sulle profondità oscure dell'animo umano.

Non nego che il romanzo possa avere dei significati profondi e delle implicazioni morali. Si può leggere come una denuncia della malvagità umana, che emerge in tutta la sua crudeltà quando le condizioni sociali si deteriorano. Si può anche interpretare come una celebrazione dell'amore paterno, che spinge il padre a proteggere il figlio a ogni costo e a trasmettergli i valori della bontà e della speranza. Tuttavia, queste tematiche non mi sono sembrate originali o innovative. Mi sono sembrate piuttosto banali e scontate.

Dove il romanzo brilla è nella sua rappresentazione del rapporto padre-figlio. Il legame tra il protagonista adulto e il suo giovane figlio è commovente e toccante. Nel mezzo di un mondo spietato e crudele, il padre protegge instancabilmente il figlio e cerca di fornirgli le migliori condizioni di vita possibili, nonostante le avversità. Questo tema della paternità e della fiducia incondizionata nel proprio genitore aggiunge profondità e umanità alla storia.

Pur non essendo un romanzo del tutto adatto ai miei gusti personali, ne riconosco la forza evocativa e la capacità di affrontare temi profondi e complessi. ( )
  glisquarcini | Jul 31, 2023 |
Nessun colore, solo un accenno di bianco, il nero delle notti senza stelle e un’infinita serie di sfumature di grigio. Cenere ovunque che, prima ancora che giunga a terra, sporca la neve che cade da un cielo in cui il sole è sempre coperto dalle nubi. E’ un mondo morto quello in cui avanzano l’uomo e il bambino, padre e figlio diretti da qualche parte verso sud armati solo di una pistola con due colpi e un carrello della spesa in cui stanno tutti i loro averi: mangiano quel poco che ancora si trova e cercano di ripararsi in qualche modo dal freddo onnipresente e da precipitazioni sovente furiose. Nella desolazione attorno a loro, i pochi esseri umani sopravvissuti sono ormai regrediti a uno stato bestiale e a scaldare i protagonisti, più che i falò improvvisati che accendono con fatica, è il fuoco dell’amore reciproco, in cui trovano la forza di andare avanti anche se la loro impresa può apparire insensata. Leggere i romanzi di McCarthy non è di norma una passeggiata, ma questo è disperante in modo particolare e così per un bel po’ gli ho girato attorno: se è vero che ci sono poche tracce della violenza che contraddistingue le altre opere dell’autore di Providence, la sua Terra post-apocalittica (molto post, l’azione si svolge svariati anni dopo un’ecatombe non spiegata) si intrufola nell’animo del lettore spandendovi un’insidiosa angoscia. Eppure, malgrado l’ambientazione opprimente e con la sola, tenue fiammella di umana speranza che muove i personaggi, il libro sa coinvolegere con forza inaspettata grazie anche a una scrittura che procede per frasi brevi in una lingua ritmata che riesce a ricostruire un mondo con il minimo di parole possibili e a modellare dialoghi fondamentali anche quando paiono ai limiti dell’afasia. Se si esclude qualche paragone artisticheggiante che un po’ stride con l’estrema concretezza di gran parte della narrazione, lo scrittore dimostra ancora una volta di sapere come farsi seguire in un territorio di poca immediatezza: per raggiungere lo scopo, qui c’è la rinuncia ai capitoli e la scelta di un racconto spezzato in gruppi di poche frasi che scolpiscono un susseguirsi di scene dando vita a uno sviluppo quasi cinematografico. Così le pagine scorrono anche se, a ben guardare, nel libro ben poche cose succedono a parte il viaggio, sorta di icona statunitense in versione raggelata perché il grigiore uniforme rende il paesaggio sempre uguale: il vero fulcro è il rapporto tra padre e figlio (il volume è dedicato all’erede avuto dall’autore in tarda età) con il primo che, tormentato da qualche ricordo della vita di prima, cerca disperatamente di difendere il secondo, la cui innocenza va svanendo con il passare dei chilometri. Quando, dopo poco più di duecento pagine, il genitore non ce la farà più, il ragazzo sarà infine costretto a scegliere da solo in un finale di meravigliosa ambiguità. ( )
  catcarlo | Oct 8, 2014 |
Una storia apocalittica costruita in maniera talmente cinematografica da risultarmi quasi studiata a tavolino. ( )
  testafralemani | Jan 17, 2012 |

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
McCarthy, Cormacautore primariotutte le edizioniconfermato
Borràs, RosaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Chabon, MichaelPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
DuBois, GérardIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Golüke, GuidoTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hansen, JanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hirsch, FrançoisTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Murillo Fort, LuisTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Oates, Joyce CarolIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Preis, ThomasTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Stechschulte, TomNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Testa, MartinaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato

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Epigrafe
Dedica
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This book is dedicated to
John Francis McCarthy
Incipit
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When he woke in the woods in the dark and the cold of the night he'd reach out to touch the child sleeping beside him.
Citazioni
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He'd not have thought the value of the smallest thing predicated on a world to come. It surprised him. That the space which these things occupied was itself an expectation (149).
From daydreams on the road there was no waking. He plodded on. He could remember everything of her save her scent. Seated in a theatre with her beside him leaning forward listening to the music. Gold scrollwork and sconces and the tall columnar folds of the drapes at either side of the stage. She held his hand in her lap and he could feel the tops of her stockings through the thin stuff of her summer dress. Freeze this frame. Now call down your dark and your cold and be damned.
He pulled the boy closer. Just remember that the things you put into your head are there forever, he said. You might want to think about that.

You forget some things, don't you?

Yes. You forget what you want to remember and you remember what you want to forget.
It took two days to cross that ashen scabland. The road beyond fell away on every side. It's snowing, the boy said. He looked at the sky. A single gray flake sifting down. He caught it in his hand and watched it expire there like the last host of christendom.
He thought if he lived long enough the world at last would be lost. Like the dying world the newly blind inhabit, all of it slowly fading from memory.
Ultime parole
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(Click per vedere. Attenzione: può contenere anticipazioni.)
Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
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In this postapocalyptic novel, a father and his son walk alone through burned America. Nothing moves in the ravaged landscape save the ash on the wind. It is cold enough to crack stones, and when the snow falls it is gray. They sky is dark. Their destination is the coast, although they don't know what, if anything, awaits them there. They have nothing; just a pistol to defend themselves against the lawless bands that stalk the road, the clothes they are wearing, a cart of scavenged food--and each other. This book boldly imagines a future in which no hope remains, but in which the father and his son, "each the other's world entire," are sustained by love. It is an unflinching meditation on the worst and the best that we are capable of: ultimate destructiveness, desperate tenacity, and the tenderness that keeps two people alive in the face of total devastation.--From publisher description.

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