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Orhan Pamuk

Autore di Il mio nome è rosso

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Sull'Autore

Orhan Pamuk was born in Istanbul, Turkey on June 7, 1952. After graduating from Robert College in Istanbul, he studied architecture at the Istanbul Technical University. After three years, he decided to become a writer and graduated from the Institute of Journalism at the University of Istanbul in mostra altro 1976. In 1982, he published his first novel Cevdet Bey and His Sons, which received both the Orhan Kemal and Milliyet literary prizes. His novel, My Name Is Red, won the French Prix Du Meilleur Livre Etranger, the 2002 Italian Grinzane Cavour, and the 2003 International IMPAC Dublin Literary Award. He has received numerous Turkish and international literary awards for his works including the 2006 Nobel Prize in Literature. His recent work includes A Strangeness in My Mind. (Bowker Author Biography) Orhan Pamuk is the author of six previous novels, including "The White Castle" & "The New Life". He lives in Istanbul with his family. (Publisher Provided) mostra meno
Fonte dell'immagine: Elena Seibert

Opere di Orhan Pamuk

Il mio nome è rosso (1998) 7,056 copie
Neve (2002) 7,054 copie
Istanbul. Hatiralar ve sehir (2003) 3,639 copie
Il museo dell'innocenza (2008) 2,262 copie
Il libro nero (1990) 2,223 copie
Il castello bianco (1979) 1,801 copie
La nuova vita (1994) 1,117 copie
La casa del silenzio (1983) 756 copie
The Red-Haired Woman (2016) 533 copie
Nights of Plague (2021) 358 copie
The Innocence of Objects (2012) 138 copie
La valigia di mio padre (2006) 103 copie
The Innocence of Memories (2016) 22 copie
Ben Bir Agacim (2013) 11 copie
Orange (2020) 8 copie
Hidden Face: Scenario (1991) 8 copie
To Look Out the Window (2016) 8 copie
Balkon (2018) 7 copie
雪 (上) (2012) 2 copie
雪 (下) (2012) 2 copie
Kar Üzerine Yazilar (2021) 2 copie
Ruttoyöt (2023) 2 copie
Kara Kitap 25 Yaþinda (2016) 2 copie
JETA E RE 2 copie
Pestnetter 1 copia
Libri i zi 1 copia
Noći tuge 1 copia
Novi život 1 copia
Ime mi je rdeca (2007) 1 copia
Pamuk Orhan 1 copia
Nieve 1 copia
Rudowlosa, wydanie II (2018) 1 copia

Opere correlate

The Paris Review Interviews II (2014) — Introduzione, alcune edizioni307 copie
Granta 77: What We Think of America (2002) — Collaboratore — 218 copie
Granta 85: Hidden Histories (2004) — Collaboratore — 171 copie
Granta 68: Love Stories (1999) — Collaboratore — 151 copie
Granta 61: The Sea (1998) — Collaboratore — 148 copie
Granta 149: Europe: Strangers in the Land (2019) — Collaboratore — 41 copie
Istanbul (1800) — Prefazione — 28 copie
Pensar a Cultura (Em Portuguese do Brasil) (2013) — Collaboratore — 4 copie

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Informazioni generali

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Discussioni

Vbadics - My Name Is Red in 75 Books Challenge for 2012 (Mag 2012)
1001 Group Read-February: Snow in 1001 Books to read before you die (Marzo 2012)

Recensioni

Ho trovato questo libro molto faticoso da leggere; l'autore si perde nel racconto di mille fatti a contorno della vicenda principale. Difficile.
 
Segnalato
Claudy73 | 6 altre recensioni | May 23, 2023 |
Di Pamuk ho già letto ed apprezzato Il mio nome è rosso quindi ero preparata al suo stile particolare, e questo romanzo, benchè più modesto sia nelle dimensioni che negli intenti, si è rivelato altrettanto originale.
Il tema centrale è quello del doppio, infatti i due protagonisti passano la vita tormentati da una domanda fatale: perché io sono io? Non troveranno mai risposta ed anzi il concetto di identità assumerà contorni sempre più sfumati sia per loro che per il lettore. Il dualismo fra il Maestro ottomano e lo schiavo veneziano è ovviamente una metafora per analizzare la dicotomia tra oriente e occidente, tema particolarmente caro all'autore e in generale molto sentito in tutta la Turchia contemporanea, lacerata fra questi poli opposti; la tesi sostenuta nel libro secondo la quale due identità possono fondersi e confondersi è il modo scelto da Pamuk per mostrarci che forse così opposti non sono.
La scrittura è la stessa che ricordavo: intricata, povera di descrizioni e ricca di digressioni filosofiche ed astratte. Insomma una prosa che non regala niente e che richiede una soglia dell'attenzione sempre alta, tuttavia dotata di un fascino conturbante che saprà avvincere chiunque non si lasci scoraggiare alla prima difficoltà.
Non è un libro per tutti: per me stata è un'esperienza di lettura molto diversa da quelle a cui sono abituata, nel bene e nel male.
… (altro)
 
Segnalato
Lilirose_ | 40 altre recensioni | Apr 5, 2021 |
E' un libro particolare, perché imbevuto delle millenarie tradizioni orientali e allo stesso tempo innovativo nella struttura e nello stile.
Ci sono tre piani di lettura che si intrecciano continuamente come in un gioco ad incastro: innanzitutto abbiamo un mistero da risolvere, che costituisce l'ossatura del romanzo; la parte più intima ed introspettiva è rappresentata invece dalla storia di Nero e Sekure, una vicenda agrodolce piena di amore, confusione e rimpianti; infine ad un livello più universale e filosofico troviamo la vera anima di quest'opera: una disamina profonda sullo stretto legame tra arte, filosofia e religione, di cui Pamuk si serve per mettere a fuoco l'eterno conflitto tra oriente e occidente, che tormentava i miniaturisti alla fine del '500 e continua a lacerare la Turchia di oggi.
Questi aspetti così diversi tra loro si armonizzano grazie ad una ardita scelta stilistica: una polifonia di voci che si alternano a raccontare, ognuna delle quali ribalta il nostro punto di vista e ci porta a vedere il mondo coi suoi occhi. Il punto di vista multiplo non è certo una novità, ma qui l'autore con una concezione quasi animistica del mondo da voce ai morti, agli oggetti inanimati e perfino ad un colore.
Non è una lettura semplice e soprattutto non è scorrevole: la narrazione avanza lentamente, con un ritmo cadenzato che se da un lato ben si accorda alle atmosfere del romanzo, dall'altro lato non permette mai un vero coinvolgimento.
Confesso che ogni tanto mi sono sentita spiazzata dall'eccesso di nomi e dettagli ed ho fatto un po' fatica ad immedesimarmi nei personaggi, che ho sentito tutti molto lontani da me e dal mio modo di pensare occidentale.
Nel complesso lo giudico un libro di grande spessore, forse un po' troppo ambizioso nelle intenzioni, ma di sicuro scritto magistralmente.
… (altro)
 
Segnalato
Lilirose_ | 172 altre recensioni | Jun 16, 2020 |
La vita, le convenzioni e il caso trasformano il colpo di fulmine tra Kemal e Füsun prima in una passione erotica travolgente e poi in un interminabile, languido corteggiamento. Per otto anni Kemal sarà al fianco di una donna seducente e irraggiungibile, nell'attesa e nella speranza di realizzare il suo sogno d'amore.
Nel primo romanzo dopo il Premio Nobel (2006), Pamuk ci regala lo struggente ritratto di un incontro e la storia indimenticabile di un'epoca e di una città, la sua, Istanbul.

Negli anni Settanta, in una Istanbul divisa tra la voglia di aprirsi al lusso dell'Occidente e quella di rinchiudersi nelle tradizioni più conservatrici, Kemal si piega alle leggi turche e rinuncia alla storia d'amore con la cugina Füsun. La sua vita si sgretola e, per rimetterne insieme i pezzi, l'uomo decide di collezionare gli oggetti appartenuti all'amata ormai perduta. Solo per poterli guardare, annusare, toccare. Alla fine, quando la sua esistenza subirà una nuova e dolorosa svolta, quegli oggetti diventeranno il «Museo dell'innocenza», la testimonianza eterna del suo amore per Füsun.
… (altro)
 
Segnalato
kikka62 | 68 altre recensioni | Apr 2, 2020 |

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