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Guerra e pace (1868)

di Leo Tolstoy

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24,397388104 (4.27)27 / 2389
Nominated as one of America's best-loved novels by PBS's The Great American Read Often called the greatest novel ever written, War and Peace is at once an epic of the Napoleonic Wars, a philosophical study, and a celebration of the Russian spirit. Tolstoy's genius is seen clearly in the multitude of characters in this massive chronicle--all of them fully realized and equally memorable. Out of this complex narrative emerges a profound examination of the individual's place in the historical process, one that makes it clear why Thomas Mann praised Tolstoy for his Homeric powers and placed War and Peace in the same category as the Iliad: "To read him . . . is to find one' s way home . . . to everything within us that is fundamental and sane."… (altro)
  1. 170
    I miserabili di Victor Hugo (chrisharpe)
  2. 80
    Vita e destino di Vasily Grossman (chrisharpe, longway)
  3. 50
    I Buddenbrook di Thomas Mann (roby72)
  4. 20
    La Storia di Elsa Morante (roby72)
  5. 10
    Agosto 1914: Nodo primo di Alexander Solschenizyn (ukh)
  6. 10
    La Lumière des justes di Henri Troyat (Eustrabirbeonne)
    Eustrabirbeonne: Well, Henri Troyat is no Tolstoy of course, and he did not pretend he was : he described himself as a mere "storyteller". Yet some of his fiction is real good, and this "cycle" is certainly his best. And of course, Russian-born Lev Aslanovich Tarasov had in mind the never-written sequel to "War and Peace" about the Decembrist uprising, which Tolstoy initiates in the final chapters of "War and Peace" with his hints at Pierre's active participation in a "society". Would Natasha, already a mother of four in 1820, have left her children behind to follow Pierre in Siberia, as other convicts' wives did?… (altro)
  7. 10
    The Dynasts di Thomas Hardy (CurrerBell)
    CurrerBell: Hardy's "Immanent Will" has much in common with Tolstoy's historical determinism. Personally, I'm in that probably quite small minority that prefers The Dynasts over Tolstoy's novel – partly because I find in Hardy's "The Road to Waterloo" scene (3.VI.vii) one of the greatest of antiwar poems.… (altro)
  8. 10
    Dio ha misurato il tuo regno: una storia transilvana di Miklós Bánffy (WirSindAlive)
    WirSindAlive: Both works share the thrilling stories in a the historical setting of the hight aristocracy, mixed with some political backgroungd.
  9. 10
    La sonata a Kreutzer di Leo Tolstoy (BINDINGSTHATLAST)
  10. 11
    Los mas bellos cuentos rusos. Prologo con resena critica de la obra, vida y obra del autor, y marco historico. (Spanish Edition) di Alexander Pushkin (carajava)
    carajava: Es muy recomendable despues o, en todo caso antes de leer guerra y paz, puesto que, mejorarà tu forma de ver el mundo donde viviàn los rusos, comprenderlo y razonar sus precarias situaciònes.
  11. 11
    Gli anni di Virginia Woolf (roby72)
  12. 11
    Il viaggiatore del secolo di Andrés Neuman (rrmmff2000)
  13. 02
    Via col vento di Margaret Mitchell (fulner)
    fulner: rich people sit around and talk about war as if it didn't matter
  14. 14
    Suite française di Irène Némirovsky (chrisharpe)
Europe (2)
1860s (4)
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Io e Guerra e pace

Era il 1982, ero alle medie, e la mia professoressa di italiano aveva questa strana pretesa: che leggessimo un tot di libri all’anno e che ci facessimo una scheda di lettura. A me leggere è sempre piaciuto, ma essere obbligato a fare una scheda di lettura no. Oggi per ogni libro che leggo faccio un comizio, che altro non è che una scheda di lettura, e lo faccio perché non ne sono obbligato. All’epoca accadeva il contrario, ero obbligato e non facevo le schede di lettura. L’unico modo per non fare una scheda di lettura era non leggere. E infatti alle medie lessi pochissimo. Ma non potevo dire che non leggevo e basta. Bisognava trovare una scusa. In biblioteca mi imbattei in questo tomo gigante, forse avevo sentito da qualcuno che era un caposaldo della letteratura mondiale, si parlava di guerre napoleoniche, argomento quanto mai noioso per un adolescente in seconda media. Bene. Inizio questo, è lunghissimo, la prof mi darà il tempo necessario, non lo finirò mai perché noiosissimo, ma intanto l’anno scolastico finirà. E così fu. Non credo di essere andato oltre pagina 100.

Siamo a fine 2019, novembre o dicembre, non ricordo esattamente. Sul socialino si inizia a parlare di Guerra e pace, che è un romanzo bello, importante, che è così e cosà, che c’è una traduzione moderna di Emanuela Guercetti e cose così. Mi procuro l’edizione digitale da MLOL, la inizio, mi piace e prendo l’edizione cartacea. Era il 4 dicembre 2019. Dopo 10 mesi – o 38 anni, fate voi – nonostante la professoressa di italiano delle medie e nonostante il lockdown che mi ha inspiegabilmente bloccato la lettura, posso dire di essere arrivato alla fine. Ne è valsa la pena.

Perché guerra e pace è difficile

Paradossalmente non è la sua lunghezza la difficoltà di questo romanzo. Ho letto libri altrettanto lunghi senza grandi difficoltà e molto velocemente. (Un saluto al ciclo della Fondazione di Asimov.) Né lo è il suo stile, che la traduzione della Guercetti lo rende tutto sommato un romanzo moderno e attuale. Nemmeno i comizi dell’autore (ne parlo dopo) sono un problema, visto che in genere mi sono piaciuti. Nonostante questo, mi è sembrato non finisse mai.

Ci sono le parti in francese, perché all’epoca il francese era la lingua internazionale che faceva cultura, e le parti in francese non sono tradotte nel testo e la traduzione non è a fine pagina, ma a fine libro. Molto scomoda.

Ci sono una infinità di personaggi, storici e immaginari, e ogni personaggio ha una miriade di grafie diverse, vezzeggiativi, francesismi, varianti. L’edizione Einaudi mette all’inizio del primo volume un elenco di quelli principali. Dati i personaggi poi ci sono le relazioni fra di loro. Ho messo tutto su un foglio di carta e dopo il primo volume avevo un groviglio inestricabile di linee. Un immenso scarabocchio.

Ci sono una infinità di luoghi geografici. Qualcuno li ha messi in una mappa, ma vi sfido a unire i puntini mentre leggete. Molto presto mi sono rassegnato a non sapere dove si svolgevano i fatti, a parte Mosca e Pietroburgo che sono luoghi facilmente rintracciabili su qualsiasi cartina.

Sono descritti molti eventi storici e alcuni di questi necessitano di un ripasso, di chiarimenti. Le note non aiutano. Santa Wikipedia ha provveduto spesso alla mia ignoranza. San Barbero ha chiarito altri aspetti, cercate Napoleone e Guerra e pace assieme al nome di Barbero su YouTube. Sono conferenze lunghe, ma necessarie per capire meglio.

Ci sono molti comizi esistenziali, filosofici e storici in mezzo al racconto di fantasia del romanzo. Personalmente non li ho trovati pesanti, ma a qualcuno questi comizi potrebbero apparire indigesti.

Nonostante tutto questo il romanzo è moderno, avvincente, molto bello.

Il romanzo

“Non è romanzo, non poema, tanto meno cronaca storica.” così dice Toltoj nel poscritto che trovate nell’edizione di LiberLiber. In effetti è un miscuglio di tutto questo. Le parti storiche sono romanzate e inserite in un disegno di fantasia più ampio. Con la sensibilità odierna, comunque, lo possiamo tranquillamente catalogare nel romanzo storico.

Il romanzo racconta le vicende di cinque famiglie di nobili russi (Bezùchov, Bolkónskij, Drubeckój, Kuràgin e la famiglia Rostov) fra il 1805 e il 1820. Sullo sfondo le guerre napoleoniche contro la Russia fino alla conquista di Mosca del 1812 e la conseguente ritirata. I Rostov, i Bolkónskij e i Bezùchov la fanno da padroni nel racconto e di queste famiglie si parla nell’epilogo del romanzo.

La Guerra nel titolo sono appunto gli avvenimenti storici, descritti con molto realismo e in modo molto verosimile (l’autore è stato ufficiale nell’esercito). Tutti gli eventi storici appaiono come guidati da una necessità, da leggi storiche. I personaggi storici non hanno nessun grado di libertà: possono fare solo quello che poi fanno.

La Pace nel titolo sono le vicende personali dei personaggi immaginari. La loro profondità ce li fa conoscere nell’intimo, la loro libertà è maggiore anche se si perde nelle necessità storiche.

L’Epilogo parte seconda è di fatto un saggio storico filosofico: cosa muove gli uomini? Cosa è la storia? Gli uomini sono liberi o vincolati a necessità materiali? Una riflessione molto moderna, dove si intravedono sullo sfondo le riflessione filosofiche del tempo, dal marxismo nascente, alla rivoluzione darwiniana. Vi ho anche visto un possibile spunto per la psicostoria di Asimov, sarebbe bello sapere se Asimov avesse in mente (anche) Guerra e pace quando iniziò a scrivere della sua Fondazione. È inutile che qui vi dica altro, che non sono certo degno di fare un riassunto di queste riflessioni tolstoiane.

Non mi resta che augurarvi buona lettura.
(Io spero di rileggerlo una seconda volta.) ( )
  ilcomizietto | Oct 17, 2020 |
vol. III
  Peppeus | Aug 19, 2017 |
"Guerra e pace"di Leone Tolstoi Biblioteca Moderna Mondadori, 3a edizione 1951
volume primo pagg 416
volume secondo pagg 444
volume terzo pagg 475
volume quarto pagg 413
totale pagg. 1748
(buttatti sulle pagine, dicono...)
un'impresa titanica, e per me un percorso personale: i libri, del 1951, erano di mio nonno materno, che non ho mai conosciuto e che è morto nel 1952, non so nemmeno se ha finito di leggerlo, infatti il IV tomo è praticamente intonso (e ciò mi ha fatto molta impressione)
Come commentare "Guerra e Pace"?
Sinceramente non so: come ho detto nelle impressioni spicciole di lettura, c'è il mondo dentro. Quel che ho capito è che noi oggi lo leggiamo come un romanzo mentre Tolstoj voleva scrivere un saggio e le storie dei Besuchov, dei Rostov e dei Bolkonskj per lui sono state solo uno strumento per analisi storiche, politiche, filosofiche e morali
  ShanaPat | Jul 1, 2017 |
Guerra e pace è considerato il libro-mattone per eccellenza, sinonimo di pesantezza e prolissità. Con questi pregiudizi in mente mi sono approcciata al romanzo con timore quasi reverenziale, ma quello che mi sono trovata davanti è stato un libro profondo, ma non difficile; imponente, ma non verboso. E' un'opera monumentale, densa di riflessioni sulla storia, sulla natura degli uomini e sul destino dei popoli, ma allo stesso tempo i personaggi sono vividi e le loro vicende appassionanti: seguiamo il principe Andrej sui campi di battaglia, facciamo nostri i dubbi di Pierre, palpitiamo insieme a Natasha al suo primo ballo.
Guerra e pace è molto più di un romanzo e sarebbe riduttivo giudicarlo solo come tale: è un'epopea, un trattato di storia, ma soprattutto una dichiarazione d'amore viscerale alla Russia, ad un popolo grande nella sua semplicità, che col suo spirito indomito è riuscito nell'impresa che non è riuscita all'esercito dello zar, ossia sconfiggere Napoleone.
Naturalmente su quasi 1500 pagine è normale ci siano cose che ho apprezzato meno di altre: ad esempio le riflessioni dell'autore non sempre le ho trovate condivisibili, e le 30 pagine finali dell'epilogo forse sono un po' troppo tecniche ed a mio modesto parere non aggiungono nulla all'opera, ma nel complesso è stata una lettura che mi ha arricchito e che lascerà il segno. ( )
  Lilirose_ | Feb 27, 2017 |
Non si può negare che la mole e la fama inducano timore, eppure questo è un libro dal quale è facile farsi avvolgere, trascinati dalla scrittura leggera e non di rado arguta (almeno per quanto riguarda la parte narrativa) in un mondo lontano abitato da personaggi che vengono raccontati esprimendo un’umanità tale che è impossibile rimanere insensibili ai loro destini. Un simile coinvolgimento riesce a rendere minima la seccatura dei dialoghi in francese – la lingua della aristocrazia russa del tempo che costringe spesso a correre alle traduzioni poste a fondo volume – e in pratica a ignorare quelli che altrove sarebbero difetti, come i personaggi abbandonati quando non servono più (la signorina Bourienne, Vera Rostova e il marito Berg, i Drubeckoj, il caso macroscopico di Héléne Bezuchova) oppure le forzate coincidenze che iniziano a contraddistinguere molte svolte mentre ci si avvicina alla conclusione. Lo scrittore dipinge così un grande affresco che rievoca un passato per lui recente, intrecciando le vicende di alcune famiglie della piccola e media nobiltà (i cui componenti riecheggiano sovente i consanguinei dell’autore) sullo sfondo dei tragici avvenimenti che contrassegnano le guerre napoleoniche di principio Ottocento raggiungendo il proprio apice e l’inizio della propria fine nella presa di Mosca. Nei libri iniziali, c’è una netta distinzione tra le parti dedicate al fiume tranquillo della vita quotidiana e alla concitazione dei campi di battaglia: nel prosieguo, al contrario, i due aspetti si alternano in modo più dinamico man mano che gli eventi bellici si avvicinano fino a toccare l’esistenza dei protagonisti. Il complesso contribuisce a creare una tensione crescente che neppure le pedanti dissertazioni sulla storia riescono a rovinare: da un certo punto in poi, difatti, Tolstòj si fissa sull’esigenza di dimostrare la sua teoria sull’ineluttabilità degli accadimenti nei confronti delle azioni del singolo, sia pure egli Napoleone o la zar, e alcuni capitoli, per non parlare del secondo epilogo, finiscono per risultare avulsi dal resto oltre che pesanti da digerire. Si tratta però, sebbene l’autore la pensasse in maniera diversa, di un aspetto secondario al confronto della vera forza del romanzo che sta nella costruzione di psicologie a tutto tondo che vengono definite più attraverso l’azione che la riflessione: prendono vita per questa via persone con i loro pregi e i loro difetti in una galleria di ‘gente comune’ da cui sono banditi ogni protagonismo o elevazione al disopra del gruppo. Il discorso vale per le figure minori, tra le quali spicca il ‘buon contadino’ Platon Karataev, come per le molte principali, tutte impegnate alla ricerca di un senso della vita che solo le incombenze della vita stessa finiranno per fornire: gli idealismi di Andrej, i tormenti più terra-terra di Nikolaj, la tortuosa vicenda umana di Pierre (ovvero ‘anche i soldi non danno la felicità’), l’ingenuo entusiasmo di Nataša e l’atteggiamento sottomesso di Maria trasformati dallo scorrere del tempo sono solo gli esempi più in evidenza, giacchè una volta iniziato l’elenco si rischierebbe di non vederne la fine. All’inizio i caratteri preminenti sono adolescenti o poco più alle prese con una generazione di padri assai poco accomodante (solo l’amabile ma debole conte Rostov fa da contrappeso ai dispotici vegliardi Bezuchov e Bolkonskij) mentre in conclusione abbiamo di fronte degli adulti intenti a discutere il futuro proprio e del proprio mondo: in mezzo ci sono amori fortunati e sfortunati (o semplicemente rubati), incroci sentimentali, personaggi arrivisti o arroganti, ricevimenti e lunghi viaggi per le campagne dominate ancora dalla servitù della gleba nonché un imponente numero di scene madri distribuite con una certa equanimità. Le morti di giovani e vecchi, la rivolta dei contadini, Pierre nella Mosca invasa tra incendi e fucilazioni fanno parte di una ben più lunga lista, affiancati peraltro da alcuni ‘larghi’ di pari efficacia, come la vacanza in campagna, natalizia e innevata, dei ragazzi Rostov oppure il lungo episodio della caccia; a fare da contrasto, vi sono le grandi scene di massa delle battaglie di Austerlitz e Borodino, con la dolente umanità dei soldati sacrificata alla trombonaggine della maggior parte dei loro comandanti, con quasi la sola eccezione di Kutuzov, impegnato a navigare sottotraccia affinchè gli eventi lavorino per lui. Nella narrazione dell’invasione del 1812 si avverte più di un pizzico di orgoglio nazionalistico, ma il giudizio sulla guerra rimane netto: l’impressione è però che ciò che importa davvero a Tolstòj siano gli esseri umani, le loro interazioni e il loro sviluppo (o non-sviluppo) spirituale, argomenti qui analizzati con una profondità e una vastità difficile da trovare altrove senza che questo vada mai a scapito del piacere di raccontare. ( )
  catcarlo | Dec 1, 2016 |
The novel is not just a masterclass in fiction, Ms Li believes, but a remedy for distress. At the most difficult times in her life, she says, she has turned to it again and again, reassured by its “solidity” in the face of uncertainty.
aggiunto da tim.taylor | modificaThe Economist (Apr 25, 2020)
 
I had it on my desk for about a year, and now I've given up and put it back on the shelf.
aggiunto da Sylak | modificaStylist [Issue 338], Paula Hawkins (Oct 12, 2016)
 
Tolstoy’s singular genius is to be able to take the torrent of conscious experience and master it. There are countless moments in the book where this happens ...
 

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Tolstoy, Leoautore primariotutte le edizioniconfermato
Adler, MortimerA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Alcántara, Francisco JoséTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Andresco, IreneTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Andresco, LauraTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bahar, NurettinTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bayley, JohnIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bell, ClaraTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bergengruen, WernerTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bloemen, YolandaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Boutelje, A. E.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Briggs, AnthonyTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Cadei, ErmeTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Carson, Carol DevineDesignerautore secondarioalcune edizioniconfermato
Christian, R.F.Introduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Conrad-Lütt, BarbaraTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dahl, HjalmarTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Davidson, FrederickNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dunnigan, AnnTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dunnigan, AnnTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Eberle, TheodorIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Edmonds, RosemaryTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Eichenberg, FritzIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Faber zu Faur, Christian Wilhelm vonIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Figes, OrlandoPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Foote, PaulTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Freedman, BarnettIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Fuller, EdmondA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Garnett, ConstanceTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Gibian, GeorgeA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Gifford, HenryA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Grusemann, MichaelTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Guertik, ÉlisabethTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hartig, K.Progetto della copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hilbert, ErnestIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hockenberry, JohnPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hollo, J. A.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hutchins, Robert M.A cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kúper, LydiaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kropotkin, AlexandraTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Laín Entralgo, JoséTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Malcovati, FaustoIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Maude, AylmerTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Maude, LouiseTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Maugham, W. SomersetA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mongault, HenriTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pacini, GianlorenzoTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Papma, DieuwkeTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pascal, PierreIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pevear, RichardTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Röhl, HermannTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rho, AnitaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Sýkora, VilémTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Sýkorová, TamaraTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Sibaldi, IgorTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Sibley, DonIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Thomassen, EjnarTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Topolski, FelixIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Verestchagin, VassilyIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Volokhonsky, LarissaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vries, H.R. deTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vries, René deTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Whitman, J. FranklinIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wiebes, MarjaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wilde, Barbara deDesignerautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wilson, A.N.Introduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Zveteremich, PietroTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato

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Epigrafe
Dedica
Incipit
Eh bien, mon prince, Genes et Lucques ne sont plus que des apanages, proprietà, de la famille Buonaparte.
Citazioni
Una voce segreta ci dice che, se siamo oziosi, dobbiamo essere colpevoli. Se l'uomo potesse trovare uno stato nel quale, essendo ozioso, si sentisse utile e compisse il proprio dovere, ritroverebbe una parte della beatitudine primordiale. E di tale stato di ozio obbligatorio e incensurabile gode una categoria intera, la categoria dei militari. In questo stato obbligatorio e incensurabile è consistita e consisterà la maggior attrattiva della carriera militare.
Pierre si ricordava di aver sentito raccontare che, alla guerra, i soldati, esposti alle palle nelle trincee, quando non avevano nulla da fare, si cercavano ostinatamente un'occupazione per sopportare più facilmente il pericolo. E a Pierre tutti gli uomini apparivano come tanti soldati che si salvavano dalla vita: chi con l'ambizione, chi col giuoco, chi facendo leggi, chi con le donne, chi coi balocchi, chi coi cavalli, chi con la politica, chi con la caccia, chi col vino, chi con gli affari di Stato. «Non ci sono cose futili e non ci sono cose importanti, tutto è eguale: pur di salvarsi dalla vita come meglio si sa! – pensava Pierre. – Pur di non vederla, questa terribile "lei"».
Il 12 giugno le forze dell'Europa occidentale varcarono le frontiere della Russia e cominciò la guerra, cioè si compì un fatto contrario alla ragione umana e a tutta la natura umana. Milioni di uomini commisero gli uni contro gli altri così innumerevoli malefici, inganni, tradimenti, rapine, falsificazioni ed emissioni di assegnati falsi, saccheggi, incendi ed assassini, quanti per secoli interi non ne raccoglierebbero gli annali di tutti i tribunali del mondo, e che, in quel periodo di tempo, la gente che li commise non considerò come delitti.
Per studiare le leggi della storia, noi dobbiamo mutare del tutto l'oggetto delle nostre osservazioni, lasciare in pace i re, i ministri e i generali, e studiare gli elementi omogenei infinitamente piccoli che guidano le masse.
Simili alla scimmia che, avendo infilato il braccio nella stretta gola di un vaso e afferrato una manciata di noci, non apre il pugno per non perdere quel che ha preso e con questo si perde, i francesi uscendo da Mosca dovevano evidentemente perire perché trascinavano dietro a loro quello che avevano depredato, ma gettar via questa roba era impossibile, come è impossibile alla scimmia aprire il pugno con le noci.
Ultime parole
(Click per vedere. Attenzione: può contenere anticipazioni.)
Nota di disambiguazione
This is the complete work "War and Peace" by Leo Tolstoy. Do not combine with single volumes of the work, or with abridgments of the work.
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Nominated as one of America's best-loved novels by PBS's The Great American Read Often called the greatest novel ever written, War and Peace is at once an epic of the Napoleonic Wars, a philosophical study, and a celebration of the Russian spirit. Tolstoy's genius is seen clearly in the multitude of characters in this massive chronicle--all of them fully realized and equally memorable. Out of this complex narrative emerges a profound examination of the individual's place in the historical process, one that makes it clear why Thomas Mann praised Tolstoy for his Homeric powers and placed War and Peace in the same category as the Iliad: "To read him . . . is to find one' s way home . . . to everything within us that is fundamental and sane."

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