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Robinson Crusoe (1719)

di Daniel Defoe

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20,020268140 (3.57)540
During one of his several adventurous voyages in the 1600s, an Englishman becomes the sole survivor of a shipwreck and lives for nearly thirty years on a deserted island.
1710s (1)
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Ho letto Robinson Crosue in viaggio per la Colombia. L’ho iniziato a Roma. Sono andato molto avanti in aereo. Cento pagine fino a Miami. Poi sull’aereo per Cartagena. E l’ho finito lì. Che grandissimo racconto di viaggio. E diventa straordinario se gustato durante un viaggio. La straordinaria storia di Robinson Crosue è celeberrima. Il naufragio, l’isola deserta, l’indigeno venerdì, i selvaggi. Il romanzo di viaggio, una diversa e differente visione delle conquiste. Differente per noi. Perché Robinson Crosue è la sintesi massima dell’unione britannica del periodo delle conquiste. Gli indigeni che devono essere civilizzati, sono selvaggi, cannibali, solo con Dio, con il nostro Dio, possono diventare umani. E questo non succede solo nelle isole dell’Atlantico sperduto. No, succede anche nella Russia orientale, dove Robinson ritiene necessario mettere a fiamme e fuoco un villaggio perché venera divinità pagane. E la cultura anglosassone emerge anche nelle storie, nelle vite, negli atteggiamenti di Robinson. Libertà, amore, rispetto, dignità, coraggio. Sempre altre rispetto ai problemi. Indiscussa superiorità degli inglesi sulle altre razze. Cultura cristiana, ma mai cattolica. E poi esplorazione generosa, con la bandiera oltre le idee. Ma, ripeto, una lettura strepitosa, un racconto di viaggio meraviglioso. ( )
  grandeghi | Dec 26, 2019 |
Pubblicato nel 1719, "Robinson Crusoe" ottenne fin dal primo apparire un enorme successo, dovuto oltre che alla moda dei racconti di viaggio, alla scrittura semplice ed elegante e al fascino di un eroe che incarna tutte le virtù della classe media inglese e diventa icona dello sviluppo cosiddetto civile. Nel suo rapporto con il "selvaggio" Venerdì, di cui è padrone e precettore, l'astuto Robinson prefigura così il colonialismo britannico. E la sua solitudine di naufrago si fa scelta, conseguenza inevitabile del dominio, oltre che allegoria della condizione esistenziale dell'uomo. L'isola dove si svolgono le avventure del naufrago Robinson rappresenta tutti i problemi e le contraddizioni di quel mondo moderno che, agli inizi del XVIII secolo, si andava delineando nel confronto tra l'Europa e le nuove terre scoperte.

Non un libro di avventura, come credevo, ma piuttosto il racconto di come il naufrago Robinson re-inventa la sua vita. La scoperta dei valori importanti, dell’essenziale per la sopravvivenza, la ricerca di tecniche e lo studio per dotarsi dei beni di prima necessità. Il dramma della solitudine, le soddisfazioni dei successi, le difficoltà per guadagnarsi da vivere. La storia di una rinascita, fisica, materiale, sociale e spirituale di un uomo irrequieto in fuga da un mondo che non riusciva a farsi bastare.
  Cerberoz | Mar 13, 2012 |
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“Robinson Crusoe,” though, remains something truly special: It belongs in that small category of classics — others are “The Odyssey” and “Don Quixote” — that we feel we’ve read even if we haven’t. Retellings for children and illustrations, like those by N.C. Wyeth, have made its key scenes universally recognizable.... A classic is a book that generations have found worth returning to and arguing with. Vividly written, replete with paradoxes and troubling cultural attitudes, revealing a deep strain of supernaturalism beneath its realist surface, “Robinson Crusoe” is just such a classic and far more than a simple adventure story for kids.
aggiunto da danielx | modificaWashington Post, Michael Dirda (sito a pagamento)
 
A friend of mine, a Welsh blacksmith, was twenty-five years old and could neither read nor write, when he heard a chapter of Robinson read aloud in a farm kitchen. Up to that moment he had sat content, huddled in his ignorance, but he left that farm another man. There were day-dreams, it appeared, divine day-dreams, written and printed and bound, and to be bought for money and enjoyed at pleasure. Down he sat that day, painfully learned to read Welsh, and returned to borrow the book. It had been lost, nor could he find another copy but one that was in English. Down he sat once more, learned English, and at length, and with entire delight, read Robinson... It was the scene of Crusoe at the wreck, if I remember rightly, that so bewitched my blacksmith. Nor is the fact surprising. Every single article the castaway recovers from the hulk is “a joy for ever” to the man who reads of them. They are the things that should be found, and the bare enumeration stirs the blood.
aggiunto da SnootyBaronet | modificaCornhill Magazine, Robert Louis Stevenson
 
Crusoe has been called a kind of Protestant monk, and it is true that he turns the chance of his isolation into an anchorite’s career. The story is one of spiritual realization — almost half a lifetime spent on contemplation works profound changes, whatever the subject’s religion. We can watch Crusoe become, year by year, a better, wiser man... Robinson Crusoe may still be the greatest English novel. Surely it is written with a mastery that has never been surpassed. It is not only as convincing as real life. It is as deep and as superficial as direct experience itself.
aggiunto da SnootyBaronet | modificaSaturday Review of Literature, Kenneth Rexroth
 

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Defoe, Danielautore primariotutte le edizioniconfermato
Abbott, Elenore PlaistedIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Anthony, NigelNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
AviPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Becker, May LambertonIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bown, DerickIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Casaletto, TomNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Cortázar, JulioTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Crowley, Joseph DonaldA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dell'Acqua, EdgardoIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Duvoisin, RogerIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Eguía, Marta SusanaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Falké, PierreIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Finnemore, J.Illustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Grandville, JeanIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hadden, J. CuthbertIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Herder, RonaldA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Keith, RonNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kelly, James Williamautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kredel, FritzIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Miller, Norbertautore secondarioalcune edizioniconfermato
Paget, WalterIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pocock, Guy N.Introduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Richetti, JohnIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ross, AngusA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rowlands, WilliamTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Swados, HarveyPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vance, SimonNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vincent, OdetteIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ward, LyndIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wilson, Edward ArthurIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Winter, MiloIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Woolf, VirginiaIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wyeth, N.C.Illustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato

Appartiene alle Collane Editoriali

Blau (15)

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Ha l'adattamento

È riassunto in

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Incipit
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"I was born in the year 1632, in the city of York, of a good family, though not of that country, my father being a foreigner of Bremen, who settled first at Hull: he got a good estate by merchandise, and leaving off his trade, lived afterward at York, from whence he had married my mother, whose relations were named Robinson, a very good family in that country, and from whom I was called Robinson Kreutznaer; but, by the usual corruption of words in England, we are now called, nay, we call ourselves, and write our name Crusoe, and so my companions always called me.
Citazioni
Ultime parole
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Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
Lingua originale
DDC/MDS Canonico
During one of his several adventurous voyages in the 1600s, an Englishman becomes the sole survivor of a shipwreck and lives for nearly thirty years on a deserted island.

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Penguin Australia

4 edizioni di questo libro sono state pubblicate da Penguin Australia.

Edizioni: 0141439823, 0140367225, 014119510X, 0141199067

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