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Alice Sebold

Autore di Amabili resti

10+ opere 46,426 membri 1,250 recensioni 79 preferito

Sull'Autore

Alice Sebold was born in Madison, Wisconsin on September 6, 1963. She attended college at Syracuse University. She was raped as a freshman. Her first book, Lucky, is a memoir which tells the story of that event in her life and its aftermath. Following graduation from Syracuse, she went to the mostra altro University of Houston for her graduate degree and received an MFA from the University of California, Irvine. Her other books include The Lovely Bones and The Almost Moon. She won the American Booksellers Association Book of the Year Award for Adult Fiction in 2003 for The Lovely Bones and the Bram Stoker Award for First Novel in 2002. In 2009 a feature film was released of The Lovely Bones starring Mark Wahlberg and Rachel Weisz. (Bowker Author Biography) mostra meno
Fonte dell'immagine: Credit: David Shankbone, Oct. 2007

Opere di Alice Sebold

Amabili resti (2002) 36,047 copie, 943 recensioni
Lucky (1999) 5,803 copie, 115 recensioni
La quasi luna (2007) 4,203 copie, 181 recensioni
The Best American Short Stories 2009 (2009) — A cura di — 363 copie, 11 recensioni
Sebold, Alice 2 copie
2005 1 copia
AFORTUNADA 1 copia
Quase Noite (2008) 1 copia

Opere correlate

Il giardino segreto (1911) — Introduzione, alcune edizioni35,946 copie, 558 recensioni
The Lovely Bones [2009 film] (2010) — Original book — 97 copie
The Secret Society of Demolition Writers (2005) — Collaboratore — 49 copie

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Recensioni

Attenzione: questa recensione è stata scritta prima che uscisse la notizia che Anthony Broadwater non è stato l’uomo che ha violentato Sebold nel 1980.

Ero fortunata; la gente teneva per me.

In questa frase c’è tutta l’essenza di questo memoir nel quale Alice Sebold racconta del suo stupro e di quello che ne è seguito; di come sia facile non essere credute subito quando si denuncia una violenza sessuale; di come nessunə ti crederà mai se non rispetti i requisiti della vittima ideale.

Quando fu violentata, Sebold era vergine, non indossava vestiti provocanti, era una tranquilla studentessa, veniva da una famiglia acculturata; aveva provato a difendersi e il suo corpo portava diverse tracce di violenza; il suo stupratore era un uomo nero con dei precedenti. Basta essere un agnello aggredito (o, addirittura, ucciso) da un lupo cattivo e la gente sarà dalla tua parte.

E se non lo sei?

Sebold non lo dice mai esplicitamente, ma non ha bisogno di farlo: i fatti parlano da soli. Ancora troppa gente (e molta ricopre ruoli istituzionali) non è disposta a credere alle vittime e a ritenere responsabile lo stupratore. Ancora troppa gente ritiene la donna violentata parimenti, o interamente, colpevole della violenza subita perché i suoi atteggiamenti non sono stati abbastanza innocenti, i suoi vestiti abbastanza casti, la sua vita sessuale abbastanza morigerata. Come se la donna più disinibita e provocante andasse in giro non aspettando altro che poter essere violentata. Come se la pudicizia abbia mai salvato una donna dalla violenza degli uomini.

Fa incazzare pensare che ancora oggi Sebold sarebbe una donna fortunata: per essere sopravvissuta alla violenza sessuale, per aver trovato le parole per raccontarla e per aver trovato persone disposte ad ascoltarla e crederle. Fortunata in circostanze dove non dovrebbe esserci fortuna, ma una rete di solidarietà pronta ad accogliere e sostenere le vittime.

E invece…
… (altro)
 
Segnalato
lasiepedimore | 114 altre recensioni | Jan 11, 2024 |
Avevo grandi aspettative su questo libro.
Inizia in maniera devastante con la morte di questa ragazzina e si viene subito a conoscenza anche di chi ha commesso questo crimine e poi...????
Poi si perde, sviluppa tanti aspetti che poco hanno a che fare, secondo me,
con il modo in cui il libro inizia. Si continua a leggere e vorresti sapere di piu ma non arriva e
prevale la delusione, ho fatto fatica a finirlo..
L'assassino resta quasi in secondo piano, ed emergono lati che io ho trovato poco interessanti...
L'idea di far raccontare, in prima persona la vicenda alla protagonista, non che vittima per me è buona...
Mi aspettavo altro e molto di più...peccato..!!
… (altro)
 
Segnalato
Sally68 | 942 altre recensioni | May 16, 2018 |
“E allora cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo anche senza di me.”

Mi aspettavo una cosa e ne ho trovata un’altra, ma dopo lo smarrimento iniziale devo dire che tutto è proseguito nel migliore dei modi.
Non è una storia incentrata su chi muore, ma su chi resta.
In questo caso chi muore è una bambina, e lo fa nel peggiore dei modi, ma nel romanzo viene dato poco spazio sia al modo in cui è morta sia alle indagini che dovrebbero identificare l’assassino e ritrovare il suo corpo.
Questa volta, pur sottolineando l’atrocità della sua morte, l’obiettivo si sposta sulle infinite rovine che lascia dietro di se un avvenimento del genere nelle persone della cerchia familiare, aggravato dal fatto che si tratta di una bambina di cui non si troverà più nemmeno il corpo.
È così che nel romanzo la voce narrante della bambina, situata per l’occasione in una sorta di limbo con terrazza sulla terra, oltre che tenere d’occhio il killer e relative indagini, accompagna gli altri componenti della famiglia in un durissimo percorso che dovrà servire a superare il grandissimo disagio della sua scomparsa.
Dicono che il peggio sia sempre per chi muore, saggezza popolare, credo però che il messaggio principale di questa storia , anche se con qualche eccesso in alcune parti, sia giusto, fatti del genere sconvolgono la vita e quello che rappresentava una certezza fino a qualche ora prima non lo è più dopo, ciò che rimane è solo devastazione senza fine ed è molto più facile mandare tutto in pezzi piuttosto che cercare di superare questi momenti aiutandosi in tutti i modi possibili.
Susie accompagnerà la sua famiglia in questo doloroso tragitto di accettazione fatto di angoscia e profonda disperazione, lasciandoli solo quando sarà ormai certa che, pur nel suo continuo ricordo, abbiano ricominciato a vivere…
… (altro)
 
Segnalato
barocco | 942 altre recensioni | Jun 6, 2017 |
I pro: storia commovente, visione dell'Aldilà abbastanza originale, una figura paterna adorabile.

I contro: stile acerbo e mal rifinito, trama a volte dispersa, finale forzato.

Per me una lettura piacevole, ma né la meraviglia che dicono molti, né il disastro che è per alcuni.
½
 
Segnalato
Amarillide | 942 altre recensioni | Nov 18, 2012 |

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