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Erik Larson (1) (1954–)

Autore di La città bianca e il diavolo

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Sull'Autore

Erik Larson was born in Brooklyn on January 3, 1954. He graduated Summa Cum Laude from the University of Pennsylvania and went to graduate school at Columbia University. Larson worked for the Wall Street Journal and then began writing non-fiction books. He is the bestselling author of the National mostra altro Book Award finalist and Edgar Award-winning, The Devil in the White City, which has been optioned for a feature film by Leonardo DiCaprio. He also wrote In the Garden of the Beasts, Issac's Storm, Thunderstruck and The Naked Consumer. Larson has taught non-fiction writing at San Francisco State University, the Johns Hopkins Writing Seminars, and the University of Oregon. (Bowker Author Biography) mostra meno
Fonte dell'immagine: Steve Campion (benjfrank)

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Question about Erik Larsen in Non-Fiction Readers (Mag 2015)
History; Nonfiction; True Crime; Erik Larson; Daniel Stashower in If You Like Then You Will Love (Luglio 2013)

Recensioni

Inizierò questa recensione lamentandomi dell’infelice scelta del titolo (quello originale è Thunderstruck, giusto per darvi un’idea di cosa è stato fatto qui). Cosa vi fa venire in mente questo titolo? Un romanzo giallo? Marconi che si improvvisa investigatore per scoprire chi ha ucciso Cora Crippen?

Ecco, Guglielmo Marconi e l'omicidio di Cora Crippen non è niente di tutto questo: prima di tutto non è un romanzo, ma la ricostruzione storica della scoperta del radiotelegrafo da parte di Marconi e dell’omicidio di Cora Crippen, due vicende che finiranno sorprendentemente per influenzarsi – per così dire – a vicenda. Quindi, no, Marconi non fa l’investigatore – e siatene content*, mi è sembrato un tizio piuttosto insopportabile.

Neri Pozza? Ci siamo capiti, no?

Detto questo, qualcun@ di voi ha idea di chi fosse Cora Crippen? Per gli inglesi, dopo gli omicidi di Jack lo Squartatore viene quello di Cora Crippen, che infatti ha ispirato film (anche di Hitchcock) e libri. Inoltre, proprio come Jack lo Squartatore, ogni tanto anche l’omicidio di Cora Crippen ritorna a far parlare di sé: nel 2007, infatti, uno studio stabilì che i resti un tempo attribuiti a lei, in realtà appartenessero non solo a un’altra persona, ma addirittura a un uomo. Un altro drammatico caso nel quale la pena di morte per il (presunto) assassino si è mostrata in tutto il suo orrore…

La parte su Marconi – il racconto delle due vicende si alterna – è interessante: non sapevo che il nostro connazionale avesse scoperto il radiotelegrafo procedendo sostanzialmente a caso, senza neanche avere una solida preparazione accademica (il che forse è stato un bene perché tutti gli accademici erano convinti che non si potessero utilizzare le onde radio per comunicare, soprattutto a grandi distanze). Resta il fatto che avesse un carattere di merda e più volte durante la lettura si ha voglia di pigliarlo a randellate…

In conclusione, la lettura di Guglielmo Marconi e l'omicidio di Cora Crippen è stata interessante e ho imparato molte cose in maniera leggera, tanto che si può affrontare il libro anche con temperature estive proibite (se amate il mondo del non fiction). Non vi esalterà (a meno che non amiate alla follia il processo che porta alla scoperta tecnico-scientifica e i gialli su come si arriva a spezzettare la vittima) e forse in alcuni punti vi annoierà pure (e vi chiederete: ma dove sta andando a parare?), ma al suo interno ci sono molte informazioni apprezzabili e un poderoso lavoro da parte dell’autore.
… (altro)
 
Segnalato
lasiepedimore | 142 altre recensioni | Sep 21, 2023 |
Questo libro non era affatto come mi aspettavo, ma anziché deludermi mi ha davvero entusiasmato.

L'avevo preso in seguito a un documentario sui serial killer e mi aspettavo di leggere in effetti la storia di H. H. Holmes. Invece, già dalle prime pagine, mi sono accorta che la parte riguardante questo assassino era del tutto marginale, come un ripensamento inserito a posteriori.

Il libro di fatto ripercorre la storia della Grande Esposizione di Chigago del 1893: uomini, idee ed eventi che portarono a qualcosa che rappresentò tutto un periodo storico. Larson sa rendere appassionante la vicenda, ricostruita principalmente dal punto di vista dell'architetto Daniel H. Burnham, riportando il lettore contemporaneo alla Chigago di fine XIX secolo. Ed ecco le strade in terra battuta illuminate da lampioni a gas, i primi grattacieli, nelle cui cantine dinamo azionate a vapore accendevano impianti elettrici a corrente continua, il contrasto tra il progresso della tecnica e le condizioni igieniche arretrate, che vedevano convivere la capacità di invertire il flusso di un fiume e la desolante mancanza di una struttura fognaria; ecco i movimenti sindacali, il declino del mito della grande frontiera, la recessione, gli strilloni nelle strade e i grandi industriali a fumare sigari davanti a tavole imbandite. E mentre la prima grande ruota panoramica si staglia contro il cielo, vero miracolo dell'ingegneria, l'Ottocento finisce e comincia il Novecento.

Che di Holmes alla fine si parli poco, devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Ammetto però di essere un'appassionta di storia, quindi il mio è un giudizio di parte.
… (altro)
½
 
Segnalato
Amarillide | 700 altre recensioni | Feb 15, 2015 |
Il libro racconta l'esperienza di William E. Dodd come ambasciatore statunitense nella Berlino degli anni Trenta del secolo scorso. La struttura alterna capitoli sulle vicende politico-diplomatiche con capitoli di focus sulle vicende personali (e perlopiù amorose) di Martha Dodd, figlia dell'ambasciatore. Ne emerge un affresco estremamente dettagliato e vivido dell'atmosfera quotidiana negli anni dell'ascesa al potere di Hitler, quando la diplomazia internazionale non voleva aprire gli occhi sui molti segni preoccupanti che preannunciavano i drammi a venire.

Larson ha raccolto tantissimi dettagli, quasi troppi a volte, e la lettura procede necessariamente a rilento. Si tratta comunque di un'opera notevole perché il modo in cui questi personaggi passano dall'entusiasmo all'inquietudine e infine alla paura comunica ben più di quanto possa fare un'analisi storica a posteriori.
… (altro)
½
 
Segnalato
Amarillide | 340 altre recensioni | Dec 22, 2012 |

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