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Laurie Halse Anderson

Autore di Speak

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Sull'Autore

Laurie Halse Anderson was born in Potsdam, New York on October 23, 1961. She received a B.S.L.L. in Languages and Linguistics from Georgetown University in 1984. Before becoming a full-time author, she worked as a freelance reporter. Her first book, Ndito Runs, was published in 1996. She has mostra altro written numerous books for children including Turkey Pox, No Time for Mother's Day, Fever 1793, Speak, Catalyst, Independent Dames: What You Never Knew about the Women and Girls of the American Revolution, Chains and The Impossible Knife of Memory. She also created the Wild at Heart series, which was originally published by American Girl but is now called the Vet Volunteers series and is published by Penguin Books for Young Readers. Anderson has been nominated and won multiple honorary awards for her literary work. For the masterpiece Speak, Anderson won the Printz Honor Book Award, a National Book Award nomination, Golden Kite award, the Edgar Allan Poe Award, and the Los Angeles Times Book Prize. Her book Fever 1793 won the American Library Association Best Book for Young Adults selection and the Junior Library Guild selection. In 2008, Chains was selected for the National Book Award Finalist and in 2009 was awarded for its Historical Fiction the Scott O'Dell Award. (Bowker Author Biography) mostra meno
Fonte dell'immagine: photo by Becky Rech

Serie

Opere di Laurie Halse Anderson

Speak (1999) 14,791 copie
Fever 1793 (2000) 6,385 copie
Wintergirls (2009) 4,057 copie
Chains (2008) 4,011 copie
Twisted (2007) 2,561 copie
Le emozioni difettose (2002) 2,078 copie
The Impossible Knife of Memory (2014) 1,375 copie
Forge (2010) 1,329 copie
Prom (2005) 1,136 copie
SHOUT (2019) 905 copie
Fight for Life (2000) 714 copie
Ashes (2016) 681 copie
Speak: The Graphic Novel (2018) 607 copie
Homeless (2000) 522 copie
Trickster (2000) 286 copie
Say Good-Bye (1986) 280 copie
Storm Rescue (2001) 271 copie
Manatee Blues (2000) 265 copie
Teacher's Pet (1964) 188 copie
Time to Fly (2002) 136 copie
Trapped (2001) 82 copie
Acting Out (2012) 82 copie
Fear of Falling (2001) 78 copie
New Beginnings (2012) 74 copie
Masks (2002) 56 copie
Wonder Women of History (2021) 52 copie
End of the Race (2003) 48 copie
No Time for Mother's Day (1999) 40 copie
Turkey Pox (1996) 39 copie
Ndito Runs (1996) 38 copie
Treading Water (2014) 14 copie
Helping Hands (2013) 12 copie
Left Behind (2016) 11 copie
A Ticket to Saudi Arabia (2001) 8 copie
Saudi Arabia (2000) 7 copie
Mluv (2016) 3 copie
The Epilogue 1 copia

Opere correlate

Here We Are: Feminism for the Real World (2017) — Collaboratore — 262 copie
Love & Sex (2001) — Collaboratore — 69 copie
Guys Read: Heroes and Villains (2017) — Collaboratore — 46 copie
Dirty Laundry: Stories About Family Secrets (1998) — Collaboratore — 39 copie

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(M94'12) Speak, Laurie Halse Anderson in World Reading Circle (Gennaio 2013)

Recensioni

Genere Young Adult. Un libro che affronta il terribile tema della violenza sessuale.
 
Segnalato
Claudy73 | 720 altre recensioni | Dec 14, 2017 |
Kate, dopo la morte della madre, vive con il padre e il fratello e cerca di far funzionare le cose nel modo più normale possibile.
Quando la sua vita semplice, normale, controllata, viene nuovamente sconvolta, Kate dovrà affrontare ciò che non può più rimanere nascosto e represso.
In Kate, come in tutti noi, ci sono diversi aspetti, diverse parti della sua personalità: quella che mostra a tutti e quella più privata. Lei le chiama Kate Buona, la ragazza e la figlia perfetta e controllata che tutti vedono e Kate Cattiva, irriverente e fastidiosa, che mente, fa e pensa cose che nessuno deve sapere.
Kate è un personaggio molto “reale”, in cui ci si può ritrovare molto, anche per le cose più semplici e quotidiane, come lo sforzarsi di avere pensieri felici e non lasciarsi andare a pensieri che minacciano di sommergerci; il cercare qualcosa a cui pensare – o non pensare – per riuscire ad addormentarsi; il sentirsi un fallimento; l’ essere preoccupati per il futuro, sia quello più immediato, sia quello che sembra più distante e lontano; il dover mantenere le apparenze della famiglia perfetta, mentre in realtà i rapporti sono difficili e superficiali.
È un libro molto commovente, con situazioni che toccano particolarmente e che possono far riflettere, però, nonostante tutto, non lo definirei un libro triste. É duro, schietto, un libro che colpisce, sincero, autentico, intenso, ed in certi momenti, grazie anche allo stile di scrittura, davvero piacevolissimo, mi ha fatto anche sorridere.
Inoltre è presente anche Melinda, la protagonista di “Speak”, cosa che mi è piaciuta molto e che crea un legame tra un libro e l' altro, anche se le storie sono comunque indipendenti l' una dall' altra.
… (altro)
 
Segnalato
cla86 | 56 altre recensioni | Oct 7, 2011 |
Arriva un momento nella vita che si avvertire il bisogno di staccare la spina, di scappare, nascondersi, sfogarsi, per poter sfuggire dalla realtà, che talvolta è talmente cruda che bisogna allontanarsi da essa solo per poter respirare…
c’è chi lo fa rifugiandosi nei libri, chi si sfoga con la musica…
… chi con la corsa.
È il caso di Kate Malone, studentessa modello all’ultimo anno di liceo che “sogna” di scappare dalla sua città, dal suo passato, entrando in una delle facoltà più prestigiose del paese, il M.I.T….
Kate Malone, che scappa dai suoi problemi, dalle sue preoccupazioni, dai suoi fantasmi correndo a più non posso fino a sfinirsi, fino a tormentare i suoi muscoli, e solo all’ora può permettersi di fermarsi… solo quando viene sopraffatta dalla stanchezza tanto che non ha più neanche la forza di pensare…
Pensare ad una lettera d’ammissione che tarda ad arrivare…
A un padre che prima di tutto pensa ai suoi fedeli…
A un fratellino con problemi respiratori…
… alla morte della madre.

Corri più veloce.
Il sudore mi gocciola sul viso e mi scende giù per il collo. Corro, sudo, evaporo… distillo me stessa dall’oscurità: miscele, sostanze, composti, elementi, atomi. Quella presenza mi sta addosso. Corri più veloce, spingiti al di là del muro, oltre i limiti. Ho il petto squarciato: niente polmoni con cui respirare, niente cuore che batte.

[…]

Ora gli alberi stanno mettendo le foglie, le strade sono asciutte e io volo, seminuda, senza fiato, corro nella notte vuota verso un luogo in cui non ho bisogno di pensare.
Vorrei non fermarmi mai.


Ma prima o poi arriva per tutti il momento di fermarsi, di uscire dal guscio e affrontare quella realtà che ci fa così tanto paura, venire a patti con i propri “demoni”, che sia il presente, il passato o un futuro ormai in certo… pensare sul da farsi e rimettersi in gioco.
Kate comincerà a rallentare la sua corsa nel momento in cui due eventi la scuoteranno dal suo torpore e dal suo modo di vedere ristretto e “a senso unico”: la lettera di rifiuto del M.I.T. e il dover ospitare a casa sua una sua compagna di classe, Teri Litch, e il “fratellino” di quest’ultima, Mikey, dopo che la loro casa è stata distrutta da un incendio…
… Teri, Mikey, e la lettera di rifiuto, saranno il CATALIZZATORE che porterà un drastico cambiamento nell’arrogante ed egocentrica Kate fino a costringerla ad affrontare il dolore represso della morte di sua madre.

Se potessi correre tutto il tempo, la mia vita andrebbe alla grande. Finché continuo a muovermi, ho l’impressione di avere ogni cosa sotto controllo.


Kate smetterà di correre… una corsa senza sosta, che non le ha dato pace sin da quando aveva nove anni… una corsa che inizierà il giorno del funerale della madre e che solo gli eventi drastici del presente riusciranno ad arrestare.




“Le emozioni difettose” è un libro che ti porta a pensare, a riflettere…
Un libro dedicato si a un giovane pubblico, ma che parla anche alle coscienze di chi giovane ormai non lo è da un bel pezzo…
Ognuno di noi, nel proprio passato o nel proprio presente, racchiude in se una Kate.
Penso che chiunque leggendo questo libro e vivendo in prima persona LE EMOZIONI della protagonista si sia rivisto in molte azioni o pensieri… in molte scelte.
La Anderson ha dato un quadro chiaro e diretto di quella che è la realtà della società moderna, dove ognuno tiene in grande considerazione le APPARENZE, perché apparire è tutto, dare un quadro di sé che la società possa accettare – la “Kate Buona”, come si definisce la protagonista stessa – sottovalutando invece la vera personalità delle singole persone, che magari spesso esula da quelli che sono i “duri” e “rigidi” dettami della società – la “Kate Cattiva”, i cui pensieri spesso farebbero rabbrividire chi le sta accanto.
Nello stesso tempo, l’autrice ha descritto in modo eccellente quello che io definisco “il secondo momento critico della vita”.
Abbiamo l’adolescenza, che noi tutti sappiamo per esperienza diretta quanto sia dura, successivamente – una volta usciti da questo periodo – arriva il momento della scelta più importante: quando ci ritroviamo all’ultimo anno di liceo a domandarci e adesso? Cosa dovrò fare? Continuare a studiare? Entrare in un buon college? Andare a lavorare? O magari prendermi un anno di riposo?

La Anderson, mi ha fatto fare un salto nel passato…
In quel periodo dove arriva il momento di fermarsi a pensare sul proprio futuro…

CONSIGLIATO!!!
… (altro)
 
Segnalato
blake16 | 56 altre recensioni | Oct 3, 2011 |
Kate, dopo la morte della madre, vive con il padre e il fratello e cerca di far funzionare le cose nel modo più normale possibile.
Quando la sua vita semplice, normale, controllata, viene nuovamente sconvolta, Kate dovrà affrontare ciò che non può più rimanere nascosto e represso.

In Kate, come in tutti noi, ci sono diversi aspetti, diverse parti della sua personalità: quella che mostra a tutti e quella più privata. Lei le chiama Kate Buona, la ragazza e la figlia perfetta e controllata che tutti vedono e Kate Cattiva, irriverente e fastidiosa, che mente, fa e pensa cose che nessuno deve sapere.

Kate è un personaggio molto “reale”, in cui ci si può ritrovare molto, anche per le cose più semplici e quotidiane, come lo sforzarsi di avere pensieri felici e non lasciarsi andare a pensieri che minacciano di sommergerci; il cercare qualcosa a cui pensare – o non pensare – per riuscire ad addormentarsi; il sentirsi un fallimento; l’ essere preoccupati per il futuro, sia quello più immediato, sia quello che sembra più distante e lontano; il dover mantenere le apparenze della famiglia perfetta, mentre in realtà i rapporti sono difficili e superficiali.

È un libro molto commovente, con situazioni che toccano particolarmente e che possono far riflettere, però, nonostante tutto, non lo definirei un libro triste. É duro, schietto, un libro che colpisce, sincero, autentico, intenso, ed in certi momenti, grazie anche allo stile di scrittura, davvero piacevolissimo, mi ha fatto anche sorridere.

Inoltre è presente anche Melinda, la protagonista di “Speak”, cosa che mi è piaciuta molto e che crea un legame tra un libro e l' altro, anche se le storie sono comunque indipendenti l' una dall' altra.
… (altro)
 
Segnalato
cla86 | 56 altre recensioni | Sep 30, 2011 |

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