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Le ore (1998)

di Michael Cunningham

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UtentiRecensioniPopolaritàMedia votiCitazioni
11,926213442 (3.92)557
Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. Anzi, la letteratura è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a dire se stessa. È l'idea centrale di questo romanzo. Tre donne lo abitano. La prima è una donna famosa, una scrittrice famosa: Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col dèmone della sua scrittura. Le altre due sono donne che abitano luoghi e tempi diversi. Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi e Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra.… (altro)
  1. 131
    La signora Dalloway di Virginia Woolf (twomoredays, TammyMarshall)
    twomoredays: If you don't read Mrs. Dalloway before The Hours, I suspect it wouldn't be nearly as fulfilling a reading experience.
    TammyMarshall: It gives you a much fuller appreciation of what Cunningham accomplished with his wonderful novel, "The Hours."
  2. 20
    The Love Song of J. Alfred Prufrock and other poems di T. S. Eliot (aulsmith)
    aulsmith: Cunningham is constantly referencing Prufrock. If you haven't read it, you should
  3. 10
    Casa di bambola di Henrik Ibsen (lucy.depalma)
  4. 10
    The Hours [2002 film] di Stephen Daldry (TheLittlePhrase)
  5. 00
    Ohio Angels di Harriet Scott Chessman (Miels)
  6. 11
    Five Bells di Gail Jones (fountainoverflows)
  7. 01
    L'assassino cieco di Margaret Atwood (sturlington)
  8. 01
    John Cheever: Collected Stories and Other Writings di John Cheever (Cecilturtle)
1990s (37)
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Mostra 2 di 2
Non so se definirlo una delusione, però questo libro mi ha lasciato parecchie perplessità.
Ma andiamo per gradi: l'idea è indubbiamente suggestiva, un romanzo scritto dal triplice punto di vista di una scrittrice, della sua protagonista e di una sua lettrice; ognuna di loro ha una personalità ben distinta ed è immersa in una diversa epoca storica, ma i problemi che affrontano sono universali e convergono tutti sull'accettazione di sé e la ricerca della realizzazione personale.
Interessanti anche i vari rimandi e collegamenti, che contribuiscono a farci percepire il legame spirituale fra queste tre figure apparentemente così diverse.
Tutto perfetto quindi? Sì ma fin troppo, perchè quel che ci ritroviamo tra le mani è un esercizio intellettuale e non un romanzo vero e proprio. Ogni particolare è studiato a tavolino, ogni parola è calibrata per creare una certa impressione: insomma un'opera tutta cerebrale a cui mancano il pathos e la spontaneità. Perfino lo stile è privo di identità, affascinante ma a ben guardare non è altro che la prosa della Woolf riveduta e corretta.
In conclusione un libro con tante qualità ma freddo, che non è riuscito ad entrarmi nel cuore. ( )
  Lilirose_ | Dec 5, 2021 |
In un gioco di specchi riflessi, appare e scompare ubiqua la figura femminile di Clarissa Dalloway, catturata dal romanzo di Virginia Wolf, e l’autore stesso si sostituisce abilmente alla penna della scrittrice, diventa egli stesso Virginia Wolf.
Ma la vera protagonista, in un universo di figure femminili contrastate e vitali, è Laura Brow, straziata dalla banalità di un matrimonio ordinario.
La normalità claustrofobia della sua vita ha però un’improvvisa sincope, un tempo discordante.
L’angustia che la pervade, alla vista della glassatura mal riuscita sulla torta preparata “amorevolmente” per il compleanno del marito, la induce, per ben due ore, ad infrangere gli schemi, provando un’evasione di cui nessuno dovrà sapere nulla.
Troverà rifugio all’Hotel Normandy, non per tradire, ma semplicemente per inabissarsi momentaneamente e sottrarsi alla sua vuota quotidianità.
Emerge amaramente l’impalpabilità, l’inconsistenza dei fili, delle relazioni che tessono la vita metropolitana.
La scrittura è scabra e di un grande nitore. ( )
  tonymazzariolet | Oct 8, 2008 |
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Cunningham gives you every chance to hear his echoes of Woolf's style: the whimsical similes, the rueful parentheses, the luminous circumstantial detail. And the narrative method is a homage to Woolf's novel. Each section imitates Mrs Dalloway by being restricted to the events of a single day, and follows the stream of one consciousness, only to leave it, for a sentence or a paragraph, for another....Imitation is fitting because Woolf's original novel was trying to do justice to the sharpness of new experience, even as it detonates old memories, and this endeavour is always worth trying afresh.
aggiunto da KayCliff | modificaThe Guardian, John Mullan (Jun 24, 2011)
 
We don't have to read ''Mrs. Dalloway'' before we can read ''The Hours,'' and no amount of pedantic comparison-hunting will help us understand it if we don't understand it already. But the connections between the two books, after the initial, perhaps overelaborate laying out of repetitions and divergences, are so rich and subtle and offbeat that not to read ''Mrs. Dalloway'' after we've read ''The Hours'' seems like a horrible denial of a readily available pleasure -- as if we were to leave a concert just when the variations were getting interesting.
 

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Cunningham, Michaelautore primariotutte le edizioniconfermato
Alopaeus, MarjaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Cotroneo, IvanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Goddijn, ServaasTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hodge, PatriciaNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Titolo canonico
Titolo originale
Titoli alternativi
Data della prima edizione
Personaggi
Luoghi significativi
Eventi significativi
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Premi e riconoscimenti
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Epigrafe
“Cercheremo ora una terza tigre, ma come le altre anche questa sarà una forma di ciò che sogno, una struttura fatta di parole e non la tigre in carne e ossa che al di là di tutti i miti solca la terra. Conosco queste cose abbastanza bene, e tuttavia una forza continua a spingermi in questa vaga, irragionevole e antica ricerca, e continuo a inseguire ora dopo ora un’altra tigre, la bestia che non si trova nei versi.”

Jorge Luis Borges, L’Altra Tigre, 1960
“Non ho tempo per descrivere i miei piani. Dovrei dire una quantità di cose su ‘Le Ore’ e la mia scoperta, su come scavo delle belle caverne dietro i miei personaggi: credo che dia esattamente quello che voglio, umanità, umorismo, profondità. L’idea è che le caverne siano collegate, e ciascuna venga alla luce nel momento presente.”

Virginia Woolf, nel diario, 30 agosto 1923
Dedica
Questo libro è per Ken Corbett
Incipit
Si affretta, via di casa, indosso ha un cappotto troppo pesante per il clima.
Citazioni
Ultime parole
Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
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Lingua originale
DDC/MDS Canonico
LCC canonico

Risorse esterne che parlano di questo libro

Wikipedia in inglese (2)

Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. Anzi, la letteratura è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a dire se stessa. È l'idea centrale di questo romanzo. Tre donne lo abitano. La prima è una donna famosa, una scrittrice famosa: Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col dèmone della sua scrittura. Le altre due sono donne che abitano luoghi e tempi diversi. Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi e Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra.

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Riassunto haiku

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