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Gente di Dublino (1914)

di James Joyce

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16,694197228 (3.91)1 / 441
Published in 1914 after 10 years of argument with publishers over charges of "obscenity," these stories were once described by Joyce as "a chapter in the moral history of my country." Their collection in one volume offers a unified vision across the Joycean literary landscape, where a claustrophobic and "paralyzed" Dublin spirals outward to a wide ranging, boundless universe.… (altro)
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823.912 JOY
  ScarpaOderzo | Apr 17, 2020 |
823.912 JOY
  ScarpaOderzo | Apr 16, 2020 |
La Dublino di Joyce è una città priva di ogni attrattiva. Il colore dominante è il marrone, le faccate delle case sono seriosamente rispettabili, il verde sbiadito o marcescente, un fiume mediocre e grigiastro, i pub fumosi punti d’incontro per forti bevitori, solo di tanto in tanto il sole ha un guizzo di vitalità arrossando il tramonto. Malgrado l’aspetto cupo e provinciale che spingerebbe a fuggire a gambe levate, essa esercita un fascino quasi paralizzante sui cittadini che la abitano: schiacciati da una religiosità opprimente e dediti alle convenzioni sociali al solo scopo di apparire rispettabili, sono spiritualmente deboli (o moribondi) e finiscono per girare in tondo come il cavallo citato ne ‘I morti’. Nei quindici racconti - o, sarebbe meglio dire, quattordici più un romanzo breve, ‘I morti’ per l’appunto - i simboli si sprecano, a partire dalla paralisi fisica di Padre Flynn che, sin dall’iniziale ‘Due sorelle’, rappresenta quella morale di tutti i dublinesi: per cogliere tutte le sfaccettature, le storie andrebbero perciò rilette più volte, ma si può goderne anche senza perdersi nelle note grazie alla scrittura prosciugata ma affascinante e alle figure che si delineano col passare delle pagine e finiscono per rimanere nella memoria. Come, ad esempio, il giovane protagonista disilluso di ‘Arabia’, la giovane Eveline del racconto omonimo che rinuncia all’amore per paura della novità, i cinici sfruttatori de ‘I due galanti’ e le speculari cacciatrici di marito in ‘Pensione di famiglia’, il piccolo Chandler e il suo bambino urlante in ‘Una picola nube’, il deprecabile Farrington che scarica sul figlio innocente le frustrazioni della sua vita nel breve noir intitolato ‘Rivalsa’, la concezione della vita di Duffy così rigida da costare la vita alla signora Sinico (‘Un caso pietoso’), la triste vita della brutta lavandaia Maria: Joyce ordina i racconti raggruppandoli per età dei protagonisti - prima l’infanzia, poi la giovinezza, infine l’età matura – indicando che la paralisi resta uguale indipendentemente dall’età dei personaggi. Ci sono poi i tre racconti dedicati alla vita pubblica, con i politici de ‘Il giorno dell’edera’ che si perdono in chiacchiere, la signora Kearney de ‘Una madre’ che sacrifica la propria figlia alla propria ambizione e il disturbante ‘La grazia’ in cui la religione è una patina che serve a coprire i vizi e può giustificare ogni cosa, inclusa l’avidità lodata dal prete simoniaco nella predica finale. Già questo racconto riprende un po’ tutti i temi precedenti e infatti concludeva la raccolta originaria: ora è invece solo una sorta di preparazione a ‘I morti’ che, occupando oltre un quarto del volume, svetta brillante sulle comunque validissime pagine che lo hanno preceduto. Il rito borghese della cena attuale allestita dalle sorelle Morkan è vivace solo in superficie mentre in realtà è solo lo stanco ripetersi di una rappresentazione sociale: altrettanto falsa si rivela la vitalità che pervade il loro nipote Gabriel che, nel momento culminante in cui resta infine solo con la moglie, scopre di essere assai più vicino alla morte (spirituale) e ai morti di quanto potesse pensare. L’immagine spietata del suo vero io che lo specchio gli restituisce cancellando ogni vanitosa fantasia chiude pagine davvero magistrali in un crescendo di emozione che la lingua misurata non riesce a trattenere. ( )
  catcarlo | Oct 8, 2014 |
Adoro Joyce , adoro il modo di disegnare gli ambienti con la penna, di introdurre il lettore nella vita del personaggio, di farlo immedesimare , imbrigliarlo in mille ambienti , mille personaggi.
Eppure devo ancora leggere l'Ulisse. ( )
  nilo | Dec 13, 2007 |
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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Joyce, Jamesautore primariotutte le edizioniconfermato
Brown, TerenceA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Cabrera Infante, GuillermoTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Cancogni, FrancaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Clarke, J. J.Fotografoautore secondarioalcune edizioniconfermato
Colum, PadraicIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Davidson, FrederickNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Doyle, GerardNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ellmann, RichardA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Fleckhaus, WillyProgetto della copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hynes, TadhgNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Jacques, RobinIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Johnson, JeriA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
McCallion, DavidNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
McKenna, T. P.Narratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Norton, JimNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
O'Brien, GerryNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Reichert, KlausA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Scholes, Robert E.A cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Senn, FritzA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Zet, ApfelProgetto della copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Zimmer, Dieter E.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Titolo canonico
Titolo originale
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Data della prima edizione
Personaggi
Luoghi significativi
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Premi e riconoscimenti
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Epigrafe
Dedica
Incipit
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The Sisters

There was no hope for him this time: it was the third stroke.
An encounter: It was Joe Dillon who introduced the Wild West to us.
Araby: North Richmond Street, being blind, was a quiet street except at the hour when the Christian Brothers' School set the boys free.
Eveline: She sat at the window watching the evening invade the avenue.
After the race: The cars came scudding in towards Dublin, running evenly like pellets in the groove of the Naas Road.
Citazioni
Traversando il Grattan Bridge abbassò gli occhi con compatimento sulla fila dei miseri aborti di case lungo le rive del fiume. Gli apparivano come un branco di vagabondi ammucchiati gli uni addosso agli altri sulla banchina, coi vecchi pastrani fuligginosi e infangati; vagabondi stupefatti dal panorama del tramonto, che attendessero il primo freddo notturno per alzarsi, riscuotersi e partire.
Ultime parole
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Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
Lingua originale
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DDC/MDS Canonico

Risorse esterne che parlano di questo libro

Wikipedia in inglese (2)

Published in 1914 after 10 years of argument with publishers over charges of "obscenity," these stories were once described by Joyce as "a chapter in the moral history of my country." Their collection in one volume offers a unified vision across the Joycean literary landscape, where a claustrophobic and "paralyzed" Dublin spirals outward to a wide ranging, boundless universe.

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Descrizione del libro
Riassunto haiku

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Penguin Australia

4 edizioni di questo libro sono state pubblicate da Penguin Australia.

Edizioni: 0141182458, 0140186476, 0241956854, 0141199628

Urban Romantics

2 edizioni di questo libro sono state pubblicate da Urban Romantics.

Edizioni: 1909175722, 1909175463

Tantor Media

Una edizione di quest'opera è stata pubblicata da Tantor Media.

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