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Lucien Stryk (1924–2013)

Autore di Haiku

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Sull'Autore

Lucien Stryk, whose translations figure prominently in Zen, is co-editor with the late Takashi Ikemoto, of the Penguin Book of Zen Poetry. He lives in Dekalb, Illinois. (Bowker Author Biography)

Opere di Lucien Stryk

Haiku (1996) — Traduttore — 155 copie
Poesie zen (1977) — Traduttore — 138 copie
Zen Poetry: Let the Spring Breeze Enter (1995) — Traduttore — 78 copie
Zen: Poems, Prayers, Sermons, Anecdotes, Interviews (1965) — Traduttore — 78 copie
Afterimages: Zen Poems (1971) — Traduttore — 40 copie
The Gift of Great Poetry (1992) 31 copie
Dumpling Field: Haiku Of Issa (1991) — Traduttore — 25 copie

Opere correlate

On Love and Barley: Haiku of Basho (1985) — Traduttore — 401 copie
Poets of World War II (2003) — Collaboratore — 135 copie
Crow With No Mouth : Ikkyu : Fifteenth Century Zen Master (1989) — Prefazione, alcune edizioni110 copie
Zen Inspirations: Essential Meditations and Texts (2000) — Prefazione, alcune edizioni44 copie
Atomic Ghost: Poets Respond to the Nuclear Age (1995) — Collaboratore — 30 copie
A Good Man: Fathers and Sons in Poetry and Prose (1993) — Collaboratore — 20 copie
Inheriting the Land: Contemporary Voices from the Midwest (1993) — Collaboratore — 16 copie

Etichette

Informazioni generali

Nome legale
Stryk, Lucien Henry
Data di nascita
1924-04-07
Data di morte
2013-01-24
Luogo di sepoltura
Highgate Cemetery, London, England, UK
Sesso
male
Nazionalità
Poland
USA
Luogo di nascita
Kolo, Poland
Luogo di morte
London, England, UK
Luogo di residenza
Chicago, Illinois, USA
DeKalb, Illinois, USA
Istruzione
Indiana University (BA)
University of Paris (Sorbonne)
University of London (1950-51)
University of Iowa (MFA)
University of Maryland, College Park
Attività lavorative
poet
professor
translator
editor
Relazioni
Stryk, Dan (son)
Organizzazioni
United States Army (WWII)
Premi e riconoscimenti
Grove Press fellowship, 1960
Asia Society grant for Yale University, 1961
Fulbright grant for Iran, 1961-62
Ford Foundation fellow at University of Chicago, 1963
Shared first prize (with John Berryman and Hayden Carruth), New "Chicago" Poem Competition, Chicago Daily News, 1963
New Poetry Series Award, Swallow Press, 1965 (mostra tutto 21)
Excellence in Teaching Award, Northern Illinois University, 1967
Isaac Rosenbaum Poetry Award, 1968
Grant, National Translation Center, 1969
Poetry Award, Society of Midland Authors, 1973 and 1978
Robert F. Fergusson Memorial Award, Friends of Literature, 1974
Winner, All Nations Poetry Contest, 1974
Poetry fellow, National Endowment for the Arts, 1975-76
Islands and Continents Translation Award, 1978
Illinois Arts Council award from Poetry on the Buses Contest, 1978
Literary Awards, 1979, 1983, 2001, and artists' grant, 1983
Illinois Governor's Award for the Arts, 1980
Rockefeller Foundation fellow, 1983
Illinois Author of the Year, 1992
Lucien Stryk Prize, American Literary Translators Association
Honorary doctorate, Northern Illinois University

Utenti

Recensioni

This retrospective from the late Northern Illinois University professor has a fascinating arc. Early poems are a picaresque seres of scenes from three continents, while late works linger at garage sales, on jogging paths, at the oral surgeon's office and in other small-town haunts. In between are his translations of Chinese and Japanese zen poets, which inform the meditative facets of his own work.
 
Segnalato
rynk | Jul 11, 2021 |
This 1960s anthology includes Gwendolyn Brooks, Paul Carroll and other urban voices, but mostly writing inspired by farms and small towns, scenery of dwindling interest to the current Iowa Workshop crop. Short bios reveal the prosaic jobs of the poetic R.R. Cuscaden (Paperboard Packaging magazine) and Geneva, Illinois neighbor Bruce Etter (Encyclopedia Britannica); documentarian and children's author Thomas McGrath "has the distinction of having made several of the better political blacklists." Memorable lines come from Bruce Cutler ("We'd rule with water if/ our souls knew the metabolism of rain"), Frederic Eckman ("She said: mix me a drink, philosopher"), John Knoepfle ("The radio/ dredges an old channel/ among obsolete songs") and James Wright ("He died in public. He claimed the secret right/ to be ashamed"). The rural vibe of this volume suggests the future direction of its editor: Recent obits for Lucien Stryk trace a long career writing and translating zen poetry.… (altro)
 
Segnalato
rynk | Jul 11, 2021 |
In trying to communicate the ineffable and unexplainable — the world of No-thing — the philosophy of Zen, perhaps more than any other, depends on suggestive example rather than authoritative exposition. This collection presents in diverse forms of literature and experience — poems, prayers, sermons, anecdotes, interviews, and talks — the indefinable yet unmistakable essence of Zen.
 
Segnalato
PSZC | Mar 12, 2019 |
Ci sono piccolissime cose nella vita in grado di affascinare più di grandi cose. Una di queste è l’Haiku. Non è una poesia vera e propria, non è un aforisma, non è un detto o un proverbio. È solo un semplice gioiello poetico che raccoglie in 17 sillabe un’emozione. È un componimento dell’anima. Dove tante parole non servono, agisce la delicata e quasi insostenibile leggerezza di una carezza. Rileggendo questo post mi è venuta l’idea di scrivere di haiku in occasione di questa stagione, l’autunno. Una stagione che ben si presta a fare operazioni del genere. Non per fare poesia o atteggiarmi a poeta, quanto piuttosto a cercare di mantenermi in forma facendo attività creativa prima che il letargo autunnale ci ricopra con il suo manto ingiallito. I motivi di ispirazione non mancano: foglie secche, alberi in fiamme coperti di foglie ingiallite, profumo di noci e di castagne … La stagione autunnale suggerisce immagini e sensazioni imprevedibili. Abbondano i suoni della natura e i canti degli animali che la abitano con tutti gli spiriti reali o immaginari che la popolano.

Sere fa, al tramonto, mentre facevo la mia solita passeggiata attraversando una macchia di terreno coltivata a ulivi e uva sono stato letteralmente invaso da uno strepitoso frinire di grilli. Non so se questo è il verbo giusto, in genere usato per le cicale, ma fa lo stesso. Era come un concerto scatenato, modulato a onde su quel tratto pianeggiante, alla luce evanescente di un tramonto che segnava la fine del giorno, ai piedi del monte, guardando verso la valle, alle spalle dello “sterminator Vesevo” di leopardiana memoria. Sembrava quasi che quel concerto segnasse la conclusione di una stagione che, come in una sinfonia naturale, annunciava il trapasso verso l’autunno. Le foglie sparse al suolo facevano sentire il lamento della loro fine sotto i miei passi. Ecco, le foglie. Simbolo dell’autunno. Una sola foglia o in tante. Appese ad un ramo secco e sfinito, accumulate a mucchi, a strati, portate dal vento, disperse nei cieli e negli angoli nascosti della natura. Ecco che compare nella mente l’illuminazione, l’improvvisa epifania:

foglia solitaria
dove sono finite tutte?

foglie mutano
se stesse a colori
È quella la mia ombra?

E intanto sbirciano,
furtive,
le foglie morte

Il soffio del vento autunnale
s’insinua tra le cose
volti di uomini

Su un ramo secco
si posa un corvo,
crepuscolo autunnale

Sono solo alcuni esempi di composizioni in forma di haiku. Ognuna di essa è una vera e propria apparizione, una immagine, una intuizione, un ricordo, una sensazione, insomma un sentimento di appartenenza e condivisione con il mistero che si fa realtà attraverso poche parole. Sta a chi legge crearsi la situazione, inventarla e adattarla ai suoi gusti, ai suoi sogni, alla sua realtà, una sua profondità che sfugge alle letture superficiali: quello che vediamo è solo la punta dell’iceberg, ma sotto c’è tutta la montagna. Quella che a noi sembra un’immediata naturalezza è invece frutto di un lungo percorso, di un rigido allenamento alla meditazione, alla comprensione della realtà, nella quale l’autore si immerge profondamente, non limitandosi a osservarla dall’esterno. In una stagione di mutamenti come è l’autunno, ecco allora che i poeti si sforzano di cogliere la relazione tra le cose. Una foglia solitaria suscita il pensiero anche di altre. Dove sono finite? Quale percorso avranno seguito? Quali incontri avranno fatto? Foglie che mutano colore. Perché si trasformano? Com’è che nessuna di esse sarà mai simile ad un altra? Nessuno potrà mai trovare due foglie esattamente uguali. Come gli esseri umani. Perché mai? Le foglie all’ombra di un albero di fianco ad una tomba. Guardano fisse oltre il marmo. Ogni anno le rivedo e le ritrovo mentre io sono qui sotto e aspetto di tornare. Le cose degli uomini sono come i loro volti che le vedono. Il vento autunnale si insinua tra di loro e le invita a riflettere. Il corvo è il personaggio principale dell’ultimo Haiku che vi ho proposto. Che ci fa un corvo su di un ramo secco in un paesaggio autunnale? Date voi una risposta alla domanda e liberate la vostra mente al vento dell’autunno con un Haiku.
---
Questo libro raccoglie composizioni di 140 poeti di 25 paesi diversi, tutte scritte in lingua inglese. Vi assicuro che ogni poesia è fonte di ispirazione, illuminazione, epifanie. Ognuno le percepisce in maniera diversa, perchè diverse sono le sensazioni, gli stati d'animo, le impressioni. Possono essere esteriori o interiori, ogni kaiku è una interpretazione e descrizione del mondo. Ma l'immaginazione gioca un ruolo decisivo, importante, necessaria sia per chi scrive che per chi legge kaiku.
… (altro)
 
Segnalato
AntonioGallo | 1 altra recensione | Nov 2, 2017 |

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