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Ulisse (1922)

di James Joyce

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24,192379141 (4.01)9 / 1502
L'Ulisse di Joyce è un'opera fondamentale del Novecento letterario europeo. Il romanzo rovescia il canone epico della tradizione, raccontando non il destino di un eroe, ma la giornata comune di un uomo moderno nelle sue peregrinazioni quotidiane. Un'odissea dentro la realtà di ogni giorno che sa aprire, per squarci e discese nell'abisso psichico dei personaggi, porte sulla verità di ogni uomo. Annotation Supplied by Informazioni Editoriali… (altro)
  1. 321
    Odissea di Homer (_eskarina, chrisharpe)
    _eskarina: Joyce himself recommended Homer's epos to get better insight and understanding of Ulysses.
  2. 220
    Dedalus di James Joyce (ZenMaintenance)
  3. 91
    Infinite Jest di David Foster Wallace (browner56)
    browner56: You will either love them both or hate them both, but you will probably need a reader's guide to get through either one--I know I did.
  4. 70
    L'uomo senza qualità di Robert Musil (roby72)
  5. 125
    Moby Dick di Herman Melville (ateolf)
  6. 62
    La montagna incantata di Thomas Mann (roby72)
  7. 40
    The New Bloomsday Book di Harry Blamires (bokai)
    bokai: The Bloomsday Book is a book length summary of James Joyce's Ulysses. It informs the reader of the general plot, of particular references in Ulysses to events in other books (most usually Dubliners)and includes a minimum of commentary, usually focusing on the religious aspects of the novel. For someone reading Ulysses with a limited knowledge of Joyce, Ireland, or Catholicism, this book may be the deciding factor in their enjoyment of the novel itself.… (altro)
  8. 51
    Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Laurence Sterne (roby72)
  9. 30
    La signora Dalloway di Virginia Woolf (Othemts)
  10. 41
    Shakespeare and Company di Sylvia Beach (andejons)
    andejons: For those who want to read about how the book was published (and other details about Joyce's life in Paris)
  11. 41
    Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin (rrmmff2000)
    rrmmff2000: Both books of a man in a city, celebrating human life in all its variety, and revelling in language.
  12. 31
    Avere e non avere di Ernest Hemingway (ateolf)
  13. 20
    The most dangerous book: the battle for James Joyce's Ulysses di Kevin Birmingham (Cecrow)
    Cecrow: The (Non-fiction) story behind the novel's publication and its struggles with censorship.
  14. 10
    Omeros di Derek Walcott (TheLittlePhrase)
  15. 10
    James Joyce: Portrait of a Dubliner di Alfonso Zapico (drasvola)
    drasvola: This book is a graphic narration of Joyce's life. It's in Spanish. Very well done and informative about Joyce's troubled relation with society, his work and family relationships.
  16. 10
    J R di William Gaddis (chrisharpe)
  17. 10
    La morte di Virgilio di Hermann Broch (chrisharpe)
  18. 00
    Le gesta di Stephen di James Joyce (KayCliff)
  19. 11
    I versetti satanici di Salman Rushdie (chwiggy)
  20. 11
    Modernism: The Lure of Heresy di Peter Gay (charlie68, charlie68)
    charlie68: Book has section on Modernism in literature that includes a section on Ulysses.
    charlie68: A section deals in criticism of James Joyce and specifically Ulysses.

(vedi tutti i 32 consigli)

1920s (5)
100 (23)
Books (59)
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Eccomi qui, davanti alla pagina bianca e con troppe idee per poterle organizzare in una recensione di senso compiuto. L'Ulisse è il libro più impegnativo che abbia letto nella mia vita: nessun altro romanzo mi aveva messo così tanto alla prova. Quindi, posso fin da subito dirvi che l'Ulisse non è libro per tutti: è per chi ha voglia di mettersi alla prova, per chi ha voglia di scervellarsi, per chi ha la costanza di leggere e rileggere. Se non siete tra costoro, non preoccupatevi: ci sono milioni di libri bellissimi che aspettano solo voi!

Però mi piacerebbe davvero scrivere una recensione che vi induca almeno a considerare l'idea di accostarvi a questo capolavoro. Se conoscete la – pessima – fama che l'Ulisse ha tra i lettori, è estremamente improbabile che riesca a stimolare la vostra curiosità. È innegabile quanto sudore neuronale si versi su questo libro (a meno che non siate dei piccoli geni, e in questo caso mi domando perché perdiate tempo a leggere questa recensione).

Ma la fatica paga ed è anche per questo che l'Ulisse è l'Everest dei lettori: dopo aver girato l'ultima pagina, capisci perché la letteratura si divida in a.J. e d.J. Avanti Joyce e Dopo Joyce. Quest'uomo è stato capace di prendere tutto ciò che pensavamo di sapere sulla letteratura – dagli stili agli archetipi – e di rivoltarli come un calzino. Ogni episodio dell'Ulisse ha una sua corrispondenza nell'Odissea, ma le somiglianze tra le due opere sembrano sempre più fragili quanto più proseguiamo nella lettura. Si ha più la sensazione che l'Odissea sia una della tante, possibili chiavi di lettura che possano far luce sulla complessità dell'Ulisse.

Altro riferimento importante è sicuramente Shakespeare, soprattutto l'Amleto, che ricorre molte volte nel romanzo, sia con citazioni sia con affinità dei personaggi con il principe danese shakespeariano. Ma troverete anche tantissima storia irlandese, Oscar Wilde, ballate popolari, Dante, Aristotele, Marx, Mozart, Virgilio e mille altri riferimenti ad altrettante opere, compresa la Bibbia.

Joyce pesca ovunque per creare il suo capolavoro, e non solo in termini contenutistici. Ogni episodio, infatti, è narrato con una tecnica stilistica diversa, spesso con intenti parodici. Questo fa sì che il libro imponga il suo ritmo al lettore. Non illudetevi di dettare legge all'Ulisse: vi sembrerà folle, ma è l'Ulisse che decide come e quando dovete leggerlo. Se vuole commuovervi, vi commuoverà. Se vuole divertirvi, vi divertirà. Se vuole annoiarvi (ebbene sì, Joyce era talmente geniale e consapevole del suo genio che era certo che, anche annoiando volutamente il suo lettore, questi sarebbe rimasto con lui fino alla fine), vi annoierà. Non è un sogno proibito da lettore? Un romanzo così vivo da pretendere la giusta attenzione del lettore. È come un gatto che reclama le coccole, ma poi vi guarda irritato se lo svegliate con una carezza mentre fa il suo pisolino.

Certo che è un gatto molto esigente. Seguire le peregrinazioni del flusso di coscienza è raramente una passeggiatina in campagna. Assomiglia più a una camminata su un ponte traballante sospeso su un lago di lava (avete presente quello in Shrek? Qualcosa del genere. Lo attraversi solo se un grande orco verde ti persuade/costringe a farlo). Diciamo che, dopo aver letto l'Ulisse, si diventa dolorosamente consapevoli di quanto i pensieri nella nostra mente vortichino selvaggi e indomabili. Nessuno pensa in maniera ordinata a meno di non farlo consapevolmente. E così Joyce li riporta pari, pari nel suo romanzo.

Il suo realismo nel riportare i pensieri è rigoroso e per noi lettori spesso confuso. Non sempre si capisce cosa sta pensando chi (e a volte neanche chi sta pensando cosa), ma vi assicuro che fa parte del fascino del romanzo. I primi del Novecento sono gli anni nei quali è nata la psicanalisi, che suscitava grande interesse. Joyce non ne era esente e le sue opere ne sono state influenzate.

Non poteva essere altrimenti, dato che lo scopo di Joyce nell'Ulisse era quello di rappresentare quel gran casino che è l'uomo moderno. E quale modo migliore di farlo se non attraverso i suoi stessi occhi? ( )
  lasiepedimore | Aug 30, 2023 |
Una volta terminato l’Ulisse nel 2007 con la traduzione di Guido De Angelis ripresi l’abitudine di appuntarmi i libri, tanto fu eroica l’impresa che dovevo fare qualcosa di impegnativo. Ho questo libro nel ripiano di una delle mie librerie, che sofferenza questa instabilità dei libri, ostaggi delle mie odissee, dal 2013, come fu pubblicata l’edizione tradotta da Celati non ebbi esitazione. Pensavo di leggerlo nel 2017, ma poi l’ordine è ordine e questa impegnativa lettura è arrivata in un momento terribile. Mamma ha raggiunto Ettore e papà e io rimango con un senso di vuoto, di solitudine assoluta, Paola cerca di colmare, ma gli spazi vuoti sono giganteschi. La lettura dell’Ulisse è impresa epica, un giorno, e che giorno quel 16 giugno 1904 in cui Leopold Bloom, Stephen Dedalus e Molly diventano i grandi rappresentanti della letteratura del 900. Dalla colazione con il rognone al capitolo di chiusura del libro in cui i flussi di coscienza di Molly diventano un attentato alle già deboli coronarie del già indebolito lettore, Ulisse è un viaggio nell’uomo e nelle parole. Celati parla del disordine delle parole, ma dietro quel disordine esiste un lavoro incredibile di minuziosa scelta di milioni di termini, di forme, di vernacoli. Joyce presenta in un solo testo un’escursione intensa nelle letterature, negli stili narrativi, con un testo che da solo diventa simbolo del pluralismo. Plurali le persone, forme e sostanze, il singolare è estraneo all’Ulisse, nonostante la lunga giornata dublinese di Leopold Bloom sia ordinaria. Come ordinaria è la vita di ogni protagonista dell’Ulisse in senso tecnico. Straordinaria è la sintesi di culture, di fatti storici, di citazioni, di metafore, iperboli, parabole, riduzioni, domande senza risposte e risposte senza domande. Ma dietro il disordine dell’Ulisse c’è la sensibilità di Joyce di comprendere i fermenti del secolo che sta iniziando, l’ebreo errante, lo stesso Bloom, che ignora la sorte che la storia gli sta precompilando, la caduta dei grandi imperi coloniali, dell’odiato impero britannico, la solitudine dell’uomo moderno, la crisi del modello famigliare, l’avvento della psico analisi, la destrutturazione del pensiero. Probabilmente una mia superficialità nella lettura mi ha aiutato a affrontare questo testo; perché accetto di non capire tutto, apprezzo il flusso delle parole, il ritmo della pagina, di questa splendida opera che è l’Ulisse di James Joyce. Un capolavoro assoluto. ( )
  grandeghi | Feb 8, 2021 |
Un viaggio. Nell’uomo, dentro le sue emozioni, le sue debolezze, le sue ricchezze, le sue miserie. Tra le religioni, le convinzioni, l’amicizia, la sessualità. E che viaggio! Non è un libro semplice. Perché è al di fuori degli schemi narrativi classici. O meglio è oltre gli schemi, assumendo una fisionomia narrativa del tutto innovativa. Un lungo giorno di due protagonisti, Leopold Bloom e Stephen Dedalus a Dublino, il 14 giugno del 1904. In primo piano la moglie di Bloom, Molly che lo tradisce con il suo impresario teatrale. E sullo sfondo l’umanità che avanza e retrocede lungo il racconto. Che non è un racconto ma una somma di possibili circostanze. Bloom è ebreo, giudeo in un’Irlanda cattolica. Cosa sarebbe successo trent’anni dopo sarebbe la domanda da porre al Cittadino, futuro SS. E questa cultura irlandese ad emergere in questo racconto che anticipa il 900.
Lo stile narrativo è quanto mai complesso e spesso ostico, passando per tutti i sistemi di scrittura. Ma non si tratta di una dotta esercitazione di stile ma di un mondo che si apre attraverso l’ordine delle parole. Peccato non poterlo leggere in inglese. L’Ulisse non è un libro. E’ un infuso nel quale ti immergi e da cui ne esci imbevuto. ( )
  grandeghi | Feb 10, 2019 |
Una famosa interpretazione dell’Ulisse è quella dello scrittore e poeta inglese Thomas Stearns Eliot, secondo il quale “vi è espressa la distanza tra la mediocre realtà contemporanea e la grandezza eroica del mondo greco”. E ancora: “ … nell’Ulisse è esaltato il valore del mito in quanto mezzo dell’uomo per riscattare un'esistenza altrimenti priva di senso …” (affrontata in questo modo l'Ulisse non può che intimidire!)
Ma quella di Eliot, a mio modo di vedere, è una interpretazione intellettualistica forzatamente romantica (tra l’altro mai avvalorata da J. stesso, per quel che ne posso sapere).
D'altra parte, la critica letteraria classica ha molto ha amato gli aspetti epici delle grandi storie, soprattutto quando il linguaggio ne ha supportato e ne ha compenetrato le trame. E certo molti grandi scrittori hanno portato al limite estremo le modalità del narrare l’esplicita e dichiarata “epica umana”.
In essi il linguaggio è a “esclusivo servizio” del racconto e viene elevato a perfetta arte dello scrivere, solo fondendosi armonicamente con questo.
Ma io amo un altro vedere: il punto di vista di un esploratore di portici bassi e di visioni del mondo a volte limpide a volte bruciantemente morbose di conoscenza anelata, di un camminatore di viottoli di campagna, di storie minimalistiche, di passioni riservate che sono però telluriche nel profondo dell'anima, esprimendosi attraverso parole che spesso nascondono nel ritmo il loro essere prede .
Dunque, nell' evoluzione stilistica di Joyce amo vedere come si privilegi il “modo della scrittura”e si inventi un nuovo linguaggio (che da ombra nascosta si palesa ironicamente e prepotentemente alla luce). Sembra, anzi, che questo "modo" possa prevalere sulla storia, conservandone, solo al contorno, l’epicità.
Con Joyce la “grande storia” si sfuma; le vicende non prevedono più eroi o passionali vittime/interpreti delle pulsioni e degli sconvolgimenti dell’anima. Essa resta nascosta alla trama e, tutt’al più, aleggia su questa, magari costituendone una formalità che spesso sa di esercizio di circostanza e di interpretazione della modernità.
Nessuno di noi potrebbe oggettivamente proiettarsi in Enrico IV, in Ettore o Achille o addirittura d/Chisciotte. Ma tutti possiamo “vederci” in Dedalus (timoroso esploratore della vita), in Bloom (cinico ironizzatore di conformismi protestanti e disincantato mentitore), in Buck Mulligan (blasfemia vivente) o in Molly (fascinosa e seducente fedifraga) e nelle loro vicende minimalistiche.
Dunque, cos’è che, malgrado tutto, rende i personaggi Joyciani evocanti o criptici navigatori dell' epica , come sono invece esplicitamente gli eroi Omerici o Riccardo II°, Enrico IV°, Macbeth o i dimoranti dei gironi infernali? Che cosa li illumina di un alone eroico? Esclusivamente la forma/linguaggio.
Che non descrive il loro aspetto (o lo fa in minima parte) e tanto meno i sentimenti e le loro convulsioni; si limita ad accompagnarne i movimenti, gli spostamenti e i percorsi: la parola ritmica prima di tutto.E questa parola ritmica da sola deve rendere il senso del racconto, a costo di essere neologismo. E a volte onomatopeismo.
In Joyce è la forma “linguaggio” che, intrinsecamente, diventa, di volta in volta, drammatica, evocativa, tragica, ironica. In qualche modo referente formale di un mito. ( )
2 vota dddedalus | Feb 20, 2011 |
>

da WIKIPEDIA
  junziguan | Dec 9, 2014 |

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Joyce, Jamesautore primariotutte le edizioniconfermato
Andersson, ErikTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Aubert, JacquesIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Berkel, ChristianNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bindervoet, ErikTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Brandt, MatthiasNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Buhlert, KlausRegistaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Claes, PaulTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Clever, EdithNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
De Angelis, GiulioTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Deutschmann, HeikkoNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dewey, Kenneth FrancisIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ellmann, RichardPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ernst, Morris L.Prefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Gabler, Hans WalterA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hamilton, RichardImmagine di copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hülsmann, IngoNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Henkes, Robbert-JanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Johnson, JeriA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Joyce, Stephen JamesPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kenner, HughIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kiberd, DeclanIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Klaußner, BurghartNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Koch, WolframNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kogge, ImogenNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lehto, LeeviTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mallafrè, JoaquimTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Matic, PeterNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Matthes, UlrichNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Melchior, ClausA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Milberg, AxelNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mokrovolsky, OleksandrTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Noethen, UlrichNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Nys, MonTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Paladino, MimmoIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rois, SophieNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
RTÉ PlayersNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Saarikoski, PenttiTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Samel, UdoNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Schüttauf, JörgNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Steppe, WolfhardA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Tellegen, ToonPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Terek, OleksandrTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Thalbach, AnnaNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vandenbergh, JohnTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vasileva, IglikaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Warburton, ThomasTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Watts, CedricIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wollschläger, HansÜbersetzerautore secondarioalcune edizioniconfermato
Woolsey, John M.Collaboratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Zischler, HannsNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato

È contenuto in

Ha un sequel (non seriale)

Ha l'adattamento

È ispirato a

Ha ispirato

Ha come guida di riferimento/manuale

Ha uno studio

Ha come commento al testo

Ha come concordanza

Ha come guida per lo studente

Ha come guida per l'insegnante

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Titolo canonico
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Epigrafe
Dedica
Incipit
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Stately, plump Buck Mulligan came from the stairhead, bearing a bowl of lather on which a mirror and a razor lay crossed.
Citazioni
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History, Stephen said, is a nightmare from which I am trying to awake.
Think you're escaping and run into yourself. Longest way round is the shortest way home.
The bard’s noserag! A new art colour for our Irish
poets: snotgreen. You can almost taste it, can’t you?
With?
Sinbad the Sailor and Tinbad the Tailor and Jinbad the
Jailer and Whinbad the Whaler and Ninbad the Nailer and
Finbad the Failer and Binbad the Bailer and Pinbad the
Pailer and Minbad the Mailer and Hinbad the Hailer and
Rinbad the Railer and Dinbad the Kailer and Vinbad the
Quailer and Linbad the Yailer and Xinbad the Phthailer.
As we, or mother Dana, weave and unweave our bodies, Stephen said, from day to day, their molecules shuttled to and fro, so does the artist weave and unweave his image.... In the intense instant of imagination, when the mind, Shelley says, is a fading coal, that which I was is that which I am and that which in possibility I may come to be. So in the future, the sister of the past, I may see myself as I sit here now but by reflection from that which I then shall be.
Ultime parole
Dati dalle informazioni generali inglesi. Modifica per tradurlo nella tua lingua.
(Click per vedere. Attenzione: può contenere anticipazioni.)
Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
Lingua originale
DDC/MDS Canonico
LCC canonico
L'Ulisse di Joyce è un'opera fondamentale del Novecento letterario europeo. Il romanzo rovescia il canone epico della tradizione, raccontando non il destino di un eroe, ma la giornata comune di un uomo moderno nelle sue peregrinazioni quotidiane. Un'odissea dentro la realtà di ogni giorno che sa aprire, per squarci e discese nell'abisso psichico dei personaggi, porte sulla verità di ogni uomo. Annotation Supplied by Informazioni Editoriali

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Descrizione del libro
Dublino, 16 giugno 1904, uno dei giorni più importanti sul calendario della letteratura mondiale. È la data scelta da James Joyce per immortalare in poco meno di ventiquattr'ore la vita di Leopold Bloom, di sua moglie Molly e di Stephen Dedalus, realizzando un'opera destinata a rivoluzionare il romanzo. È l'odissea quotidiana dell'uomo moderno, protagonista non di peregrinazioni mitiche e straordinarie, ma di una vita normale che però riserva – se osservata da vicino – non minori emozioni, colpi di scena, imprevisti e avventure del decennale viaggio dell'eroe omerico. "Leggere l'Ulisse", scrive Alessandro Ceni nella sua Nota introduttiva, "è come guardare da troppo vicino la trama di un tessuto” dove le parole, che sono i nodi della trama, rivoluzionano. Trascinata da una scrittura mutevole e mimetica, da un uso delle parole che è esso stesso narrazione, la complessa partitura del romanzo procede con un impeto che scuote e disorienta. Perché “un testo così concepito esige un lettore pronto a traslocarvisi armi e bagagli, ad abitarlo, a starci dentro abbandonando ogni incertezza". Solo immergendosi senza riserve nella scrittura il lettore potrà uscirne davvero, alla fine, inondato di tutta la luce che questo romanzo concentra in sé.
Riassunto haiku

Biblioteca di un personaggio famoso: James Joyce

James Joyce ha una Legacy Library. Legacy libraries sono le biblioteche personali di famosi lettori, aggiunte dai membri di LibraryThing che appartengono al gruppo Legacy Libraries.

Vedi il profilo legale di James Joyce.

Vedi la pagina dell'autore di James Joyce.

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