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Ulisse (1922)

di James Joyce

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20,327285134 (4.03)4 / 1377
Presents a recording of the novel which describes the adventures and exploits of Leopold Bloom as he wanders through Dublin on a single day, June 16, 1904. Set within the context of Homer's Odyssey, Joyce uses stream of consciousness as a literary device to illuminate the internal thoughts of Bloom, his wife, Molly, and other assorted characters.… (altro)
  1. 291
    Odissea di Homer (_eskarina, chrisharpe)
    _eskarina: Joyce himself recommended Homer's epos to get better insight and understanding of Ulysses.
  2. 200
    Dedalus di James Joyce (ZenMaintenance)
  3. 91
    Infinite Jest di David Foster Wallace (browner56)
    browner56: You will either love them both or hate them both, but you will probably need a reader's guide to get through either one--I know I did.
  4. 70
    L'uomo senza qualità di Robert Musil (roby72)
  5. 105
    Moby Dick di Herman Melville (ateolf)
  6. 40
    The Bloomsday Book di Harry Blamires (bokai)
    bokai: The Bloomsday Book is a book length summary of James Joyce's Ulysses. It informs the reader of the general plot, of particular references in Ulysses to events in other books (most usually Dubliners)and includes a minimum of commentary, usually focusing on the religious aspects of the novel. For someone reading Ulysses with a limited knowledge of Joyce, Ireland, or Catholicism, this book may be the deciding factor in their enjoyment of the novel itself.… (altro)
  7. 51
    Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Laurence Sterne (roby72)
  8. 41
    Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin (rrmmff2000)
    rrmmff2000: Both books of a man in a city, celebrating human life in all its variety, and revelling in language.
  9. 41
    Shakespeare and Company di Sylvia Beach (andejons)
    andejons: For those who want to read about how the book was published (and other details about Joyce's life in Paris)
  10. 52
    La montagna incantata di Thomas Mann (roby72)
  11. 31
    Avere e non avere di Ernest Hemingway (ateolf)
  12. 20
    The most dangerous book: the battle for James Joyce's Ulysses di Kevin Birmingham (Cecrow)
    Cecrow: The (Non-fiction) story behind the novel's publication and its struggles with censorship.
  13. 10
    J R di William Gaddis (chrisharpe)
  14. 10
    La signora Dalloway di Virginia Woolf (Othemts)
  15. 10
    Omeros di Derek Walcott (TheLittlePhrase)
  16. 10
    James Joyce: Portrait of a Dubliner di Alfonso Zapico (drasvola)
    drasvola: This book is a graphic narration of Joyce's life. It's in Spanish. Very well done and informative about Joyce's troubled relation with society, his work and family relationships.
  17. 10
    La morte di Virgilio di Hermann Broch (chrisharpe)
  18. 00
    La Medusa di Vanessa Place (fuguette)
    fuguette: Place's work is a free-form experiment tracking the depraved, obsessive, unfiltered thoughts of her characters.
  19. 11
    Modernism: The Lure of Heresy di Peter Gay (charlie68, charlie68)
    charlie68: Book has section on Modernism in literature that includes a section on Ulysses.
    charlie68: A section deals in criticism of James Joyce and specifically Ulysses.
  20. 11
    I versetti satanici di Salman Rushdie (chwiggy)

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Books (59)
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Mostra 5 di 5
Una volta terminato l’Ulisse nel 2007 con la traduzione di Guido De Angelis ripresi l’abitudine di appuntarmi i libri, tanto fu eroica l’impresa che dovevo fare qualcosa di impegnativo. Ho questo libro nel ripiano di una delle mie librerie, che sofferenza questa instabilità dei libri, ostaggi delle mie odissee, dal 2013, come fu pubblicata l’edizione tradotta da Celati non ebbi esitazione. Pensavo di leggerlo nel 2017, ma poi l’ordine è ordine e questa impegnativa lettura è arrivata in un momento terribile. Mamma ha raggiunto Ettore e papà e io rimango con un senso di vuoto, di solitudine assoluta, Paola cerca di colmare, ma gli spazi vuoti sono giganteschi. La lettura dell’Ulisse è impresa epica, un giorno, e che giorno quel 16 giugno 1904 in cui Leopold Bloom, Stephen Dedalus e Molly diventano i grandi rappresentanti della letteratura del 900. Dalla colazione con il rognone al capitolo di chiusura del libro in cui i flussi di coscienza di Molly diventano un attentato alle già deboli coronarie del già indebolito lettore, Ulisse è un viaggio nell’uomo e nelle parole. Celati parla del disordine delle parole, ma dietro quel disordine esiste un lavoro incredibile di minuziosa scelta di milioni di termini, di forme, di vernacoli. Joyce presenta in un solo testo un’escursione intensa nelle letterature, negli stili narrativi, con un testo che da solo diventa simbolo del pluralismo. Plurali le persone, forme e sostanze, il singolare è estraneo all’Ulisse, nonostante la lunga giornata dublinese di Leopold Bloom sia ordinaria. Come ordinaria è la vita di ogni protagonista dell’Ulisse in senso tecnico. Straordinaria è la sintesi di culture, di fatti storici, di citazioni, di metafore, iperboli, parabole, riduzioni, domande senza risposte e risposte senza domande. Ma dietro il disordine dell’Ulisse c’è la sensibilità di Joyce di comprendere i fermenti del secolo che sta iniziando, l’ebreo errante, lo stesso Bloom, che ignora la sorte che la storia gli sta precompilando, la caduta dei grandi imperi coloniali, dell’odiato impero britannico, la solitudine dell’uomo moderno, la crisi del modello famigliare, l’avvento della psico analisi, la destrutturazione del pensiero. Probabilmente una mia superficialità nella lettura mi ha aiutato a affrontare questo testo; perché accetto di non capire tutto, apprezzo il flusso delle parole, il ritmo della pagina, di questa splendida opera che è l’Ulisse di James Joyce. Un capolavoro assoluto. ( )
  grandeghi | Feb 8, 2021 |
823.912 JOY
  ScarpaOderzo | Apr 16, 2020 |
Un viaggio. Nell’uomo, dentro le sue emozioni, le sue debolezze, le sue ricchezze, le sue miserie. Tra le religioni, le convinzioni, l’amicizia, la sessualità. E che viaggio! Non è un libro semplice. Perché è al di fuori degli schemi narrativi classici. O meglio è oltre gli schemi, assumendo una fisionomia narrativa del tutto innovativa. Un lungo giorno di due protagonisti, Leopold Bloom e Stephen Dedalus a Dublino, il 14 giugno del 1904. In primo piano la moglie di Bloom, Molly che lo tradisce con il suo impresario teatrale. E sullo sfondo l’umanità che avanza e retrocede lungo il racconto. Che non è un racconto ma una somma di possibili circostanze. Bloom è ebreo, giudeo in un’Irlanda cattolica. Cosa sarebbe successo trent’anni dopo sarebbe la domanda da porre al Cittadino, futuro SS. E questa cultura irlandese ad emergere in questo racconto che anticipa il 900.
Lo stile narrativo è quanto mai complesso e spesso ostico, passando per tutti i sistemi di scrittura. Ma non si tratta di una dotta esercitazione di stile ma di un mondo che si apre attraverso l’ordine delle parole. Peccato non poterlo leggere in inglese. L’Ulisse non è un libro. E’ un infuso nel quale ti immergi e da cui ne esci imbevuto. ( )
  grandeghi | Feb 10, 2019 |
>

da WIKIPEDIA
  junziguan | Dec 9, 2014 |
Una famosa interpretazione dell’Ulisse è quella dello scrittore e poeta inglese Thomas Stearns Eliot, secondo il quale “vi è espressa la distanza tra la mediocre realtà contemporanea e la grandezza eroica del mondo greco”. E ancora: “ … nell’Ulisse è esaltato il valore del mito in quanto mezzo dell’uomo per riscattare un'esistenza altrimenti priva di senso …” (affrontata in questo modo l'Ulisse non può che intimidire!)
Ma quella di Eliot, a mio modo di vedere, è una interpretazione intellettualistica forzatamente romantica (tra l’altro mai avvalorata da J. stesso, per quel che ne posso sapere).
D'altra parte, la critica letteraria classica ha molto ha amato gli aspetti epici delle grandi storie, soprattutto quando il linguaggio ne ha supportato e ne ha compenetrato le trame. E certo molti grandi scrittori hanno portato al limite estremo le modalità del narrare l’esplicita e dichiarata “epica umana”.
In essi il linguaggio è a “esclusivo servizio” del racconto e viene elevato a perfetta arte dello scrivere, solo fondendosi armonicamente con questo.
Ma io amo un altro vedere: il punto di vista di un esploratore di portici bassi e di visioni del mondo a volte limpide a volte bruciantemente morbose di conoscenza anelata, di un camminatore di viottoli di campagna, di storie minimalistiche, di passioni riservate che sono però telluriche nel profondo dell'anima, esprimendosi attraverso parole che spesso nascondono nel ritmo il loro essere prede .
Dunque, nell' evoluzione stilistica di Joyce amo vedere come si privilegi il “modo della scrittura”e si inventi un nuovo linguaggio (che da ombra nascosta si palesa ironicamente e prepotentemente alla luce). Sembra, anzi, che questo "modo" possa prevalere sulla storia, conservandone, solo al contorno, l’epicità.
Con Joyce la “grande storia” si sfuma; le vicende non prevedono più eroi o passionali vittime/interpreti delle pulsioni e degli sconvolgimenti dell’anima. Essa resta nascosta alla trama e, tutt’al più, aleggia su questa, magari costituendone una formalità che spesso sa di esercizio di circostanza e di interpretazione della modernità.
Nessuno di noi potrebbe oggettivamente proiettarsi in Enrico IV, in Ettore o Achille o addirittura d/Chisciotte. Ma tutti possiamo “vederci” in Dedalus (timoroso esploratore della vita), in Bloom (cinico ironizzatore di conformismi protestanti e disincantato mentitore), in Buck Mulligan (blasfemia vivente) o in Molly (fascinosa e seducente fedifraga) e nelle loro vicende minimalistiche.
Dunque, cos’è che, malgrado tutto, rende i personaggi Joyciani evocanti o criptici navigatori dell' epica , come sono invece esplicitamente gli eroi Omerici o Riccardo II°, Enrico IV°, Macbeth o i dimoranti dei gironi infernali? Che cosa li illumina di un alone eroico? Esclusivamente la forma/linguaggio.
Che non descrive il loro aspetto (o lo fa in minima parte) e tanto meno i sentimenti e le loro convulsioni; si limita ad accompagnarne i movimenti, gli spostamenti e i percorsi: la parola ritmica prima di tutto.E questa parola ritmica da sola deve rendere il senso del racconto, a costo di essere neologismo. E a volte onomatopeismo.
In Joyce è la forma “linguaggio” che, intrinsecamente, diventa, di volta in volta, drammatica, evocativa, tragica, ironica. In qualche modo referente formale di un mito. ( )
2 vota dddedalus | Feb 20, 2011 |
Mostra 5 di 5
For readers to whom books are an important means of learning about life, it stands preeminent above modern rivals as one of the most monumental works of the human intelligence.
aggiunto da Shortride | modificaTime (Jan 29, 1934)
 
During the one exciting day in Dublin, Joyce turns the mind of Bloom inside out. The history of Ireland comes to us in refracted rays. Through Stephen Dedalus we are introduced to Joyce's own profound spiritual uneasiness, his sense of loss, his hatred of the pragmatic commercial ethic, his need for the moorings and soundings of the medieval Catholic synthesis, his mental honesty that won't permit him to accept a religion, no matter what its appeal, so long as his intelligence tells him it is a figment of dream.
aggiunto da Shortride | modificaThe New York Times, John Chamberlain (sito a pagamento) (Jan 25, 1934)
 

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Joyce, Jamesautore primariotutte le edizioniconfermato
Erns, Morris L.Prefazioneautore principalealcune edizioniconfermato
Andersson, ErikTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Aubert, JacquesIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Berkel, ChristianNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bindervoet, ErikTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Brandt, MatthiasNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Buhlert, KlausRegistaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Claes, PaulTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Clever, EdithNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
De Angelis, GiulioTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Deutschmann, HeikkoNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dewey, Kenneth FrancisIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ellmann, RichardPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ernst, Morris L.Prefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Gabler, Hans WalterA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hülsmann, IngoNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Henkes, Robbert-JanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Johnson, JeriA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Joyce, Stephen JamesPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kenner, HughIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Klaußner, BurghartNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Koch, WolframNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kogge, ImogenNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lehto, LeeviTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mallafrè, JoaquimTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Matic, PeterNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Matthes, UlrichNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Melchior, ClausA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Milberg, AxelNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Noethen, UlrichNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Nys, MonTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Paladino, MimmoIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rois, SophieNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Saarikoski, PenttiTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Samel, UdoNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Schüttauf, JörgNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Steppe, WolfhardA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Tellegen, ToonPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Thalbach, AnnaNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vandenbergh, JohnTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Warburton, ThomasTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Watts, CedricIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wollschläger, HansÜbersetzerautore secondarioalcune edizioniconfermato
Woolsey, John M.Collaboratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Zischler, HannsNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato

È contenuto in

Ha un sequel (non seriale)

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History, Stephen said, is a nightmare from which I am trying to awake.
Think you're escaping and run into yourself. Longest way round is the shortest way home.
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Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
Lingua originale
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DDC/MDS Canonico
Presents a recording of the novel which describes the adventures and exploits of Leopold Bloom as he wanders through Dublin on a single day, June 16, 1904. Set within the context of Homer's Odyssey, Joyce uses stream of consciousness as a literary device to illuminate the internal thoughts of Bloom, his wife, Molly, and other assorted characters.

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2 edizioni di questo libro sono state pubblicate da Penguin Australia.

Edizioni: 0141182806, 0141197412

 

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