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Una banda di idioti (1980)

di John Kennedy Toole

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18,909416172 (3.95)1 / 597
Ignatius J. Reilly of New Orleans, --selfish, domineering, deluded, tragic and larger than life-- is a noble crusader against a world of dunces. He is a modern-day Quixote beset by giants of the modern age. In magnificent revolt against the twentieth century, Ignatius propels his monstrous bulk among the flesh posts of the fallen city, documenting life on his Big Chief tablets as he goes, until his maroon-haired mother decrees that Ignatius must work.… (altro)
  1. 254
    Comma 22 di Joseph Heller (InvisiblerMan)
  2. 92
    La breve favolosa vita di Oscar Wao di Junot Díaz (citygirl, 2810michael)
  3. 61
    Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey (mcenroeucsb)
    mcenroeucsb: Books with Delusional/Enlightened Outcast protagonists
  4. 72
    Il giovane Holden di J. D. Salinger (mcenroeucsb)
    mcenroeucsb: Books with Delusional/Enlightened Outcast protagonists
  5. 40
    Handling Sin di Michael Malone (caseydurfee)
  6. 40
    Managing Ignatius: The Lunacy of Lucky Dogs and Life in New Orleans di Jerry Strahan (lilithcat)
    lilithcat: The true craziness behind Toole's fiction.
  7. 41
    Il re della pioggia di Saul Bellow (ShelfMonkey)
  8. 41
    The Dog of the South di Charles Portis (framberg)
    framberg: less well known but similar type of humor
  9. 63
    Paura e delirio a Las Vegas di Hunter S. Thompson (mcenroeucsb)
    mcenroeucsb: Books with Delusional/Enlightened Outcast protagonists
  10. 31
    Little Big Man di Thomas Berger (mcenroeucsb, mcenroeucsb)
    mcenroeucsb: Books with Amusing Rogue protagonists
    mcenroeucsb: Books with Delusional/Enlightened Outcast protagonists
  11. 43
    Il signore della fattoria di Tristan Egolf (askthedust)
  12. 21
    The Life and Extraordinary Adventures of Private Ivan Chonkin di Vladimir Vojnovitsj (rabornj)
    rabornj: same type of character humor
  13. 43
    Consolatio Philosophiae di Boethius (erezv)
  14. 10
    Istantanee di famiglia di Lisa Alther (ainsleytewce)
  15. 21
    Beyond the Great Indoors di Ingvar Ambjørnsen (erlend2)
  16. 32
    L' ussaro della regina bianca di George MacDonald Fraser (mcenroeucsb)
    mcenroeucsb: Flashman is a selfish coward; Toole's Ignatius is lazy, judgmental, and has delusions of grandeur. Yet through their hilarious narration of their misadventures, we come to sympathize with them and cheer for them in their bizarre quests.
  17. 43
    Complete Stories di Flannery O'Connor (ainsleytewce)
  18. 21
    Una parte del tutto di Steve Toltz (helio_)
  19. 10
    Il buon soldato Sc'veik di Jaroslav Hašek (CGlanovsky)
    CGlanovsky: Misguided protagonist gets into a series of misadventures
  20. 10
    The Sot-Weed Factor di John Barth (skavlanj)

(vedi tutti i 41 consigli)

hopes (10)
Catalog (20)
Books (58)
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Le premesse di questo libro sono ottime. L’opera prima, ed ultima, di un giovane americano che si suicida con un manoscritto inedito. La mamma che cerca, proponendolo, un editore. E, dice qualcuno, quel manoscritto è un capolavoro. Questa è la storia del libro. Interessante. Ma la storia nel libro è fiacca. Un racconto che punta a mettere in evidenza le contraddizioni e la povertà intellettuale della middle-class americana. Attraverso la storia di Ignativo, un giovane (trentenne, per me oggi un trentenne è giovane, non c’è nulla da fare, è un discorso di prospettiva) al di fuori degli schemi e permanentemente in protesta. Contro nell’abbigliamento, nei modi di fare e nel lavoro. E in secondo piano una serie di personaggi che appiano, per la gran parte, come in una fotografia in bianco e in nero. Il racconto si inerpica, si sbriga, si intreccia. La forma è serrata. Ma manca un filo conduttore, di fondo; non lo è il rapporto tra madre e figlio; non lo è quello tra uomo e donna; e nemmeno quello tra proprietario e lavoratore. Forse l’autore non lo voleva; o, forse, lo voleva così. Ed allora se il filo conduttore c’è sono io a non averlo visto. Un atto di accusa contro l’America, comunque, qualunquista, (su questa parola sono andato a fare una ricerca per approfondire dove mettere la q, beata ignoranza). Ed il solito elogio ad un qualunquista come Benni, che non è andato oltre un bel libro scritto trent’anni fa, ma che testimonia quanto le impressioni prevalgano sui fatti. ( )
  grandeghi | Mar 10, 2019 |
Un libro insieme grandioso ed insopportabile. Una galleria di personaggi davvero unici. Ed Ignatius è il grandguignolesco Don Quijote dei fannulloni, dei diseredati; un gonfio ed obeso monito alla pochezza dell'oggi. Dove la filosofia è davvero minima e non minimalista; dove tutto si piega all'immediato senza ombra di misercordiosi paluamenti. La tronfia tracotanza del protagonista galoppa e cavalca per New Orleans come un eroe d'altri tempi, mangiando a sbafo e non lavandosi mai, in un delirio onnipotente ed onniscente che si nutre della miseria che lo circonda. E se non si salva nessuno non è colpa dell'immenso Ignatius, ma del mondo di piccoli e gretti suoi simili. Un capolavoro, a modo suo, del grottesco, dove il desiderio di lasciare Ignatius e l'imperdonabile microcosmo che lo circonda al proprio destino (abbandonando anche il libro al proprio) non sortisce alcun effetto: Ignatius non ti lascerà scappare via! ( )
1 vota pipaluk63 | Oct 24, 2008 |
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A pungent work of slapstick, satire and intellectual incongruities - yet flawed in places by its very virtues.
aggiunto da Shortride | modificaThe New York Times Book Review, Alan Friedman (sito a pagamento) (Jun 22, 1980)
 
Ultimately, Ignatius is simply too grotesque and loony to be taken for a genius; the world he howls at seems less awful than he does. Pratfalls can pass beyond slapstick only if they echo, and most of the ones in this novel do not. They are terribly funny, though, and if a book's price is measured against the laughs it provokes, A Confederacy of Dunces is the bargain of the year.
aggiunto da Shortride | modificaTime, Paul Gray (Jun 2, 1980)
 
This is the kind of book one wants to keep quoting from. I could, with keen pleasure, copy all of Jones's dialogue out and then get down to the other characters. Apart from being a fine funny novel (but also comic in the wider sense, like Gargantua or Ulysses), this is a classic compendium of Louisiana speech. What evidently fascinated Toole (a genuine scholar, MA Columbia and so on) about his own town was something that A.J. Liebling noted in his The Earl of Louisiana: the existence of a New Orleans city accent close to the old Al Smith tonality, 'extinct in Manhattan', living alongside a plantation dialect which cried out for accurate recording.
aggiunto da SnootyBaronet | modificaObserver, Anthony Burgess
 
El protagonista de esta novela es uno de los personajes más memorables de la literatura norteamericana: Ignatus Reilly -una mezcla de Oliver Hardy delirante, Don Quijote adiposo y santo Tomás de Aquino, perverso, reunidos en una persona-, que a los treinta años aún vive con su estrafalaria madre, ocupado en escribir una extensa y demoledora denuncia contra nuestro siglo, tan carente de teología y geometría como de decencia y buen gusto, un alegado desquiciado contra una sociedad desquiciada. Por una inesperada necesidad de dinero, se ve 'catapultado en la fiebre de la existencia contemporánea', embarcándose en empleos y empresas de lo más disparatado.
aggiunto da Pakoniet | modificaLecturalia
 



Ruggero Bianchi
Tuttolibri
settembre 1998
Il caso di Una banda di idioti di John Kennedy Toole ricorda sorprendentemente, per molti versi, quello di Il giovane Holden di J.D. Salinger. Opere, entrambe, di autori (quasi) esordienti e comunque alla loro prima esperienza nel campo della narrativa lunga. E scritte, entrambe, da artisti irrequieti e verosimilmente nevrotici, non disposti a campare sulla sinecura del loro primo successo. Conosciamo tutti, di Salinger, la scelta di centellinare i propri scritti e di difendere la sua scelta esistenziale, una sorte di coleridgiana morte-in-vita. Ma pochi sanno della fine di Toole, nato nel 1937 e suicidatosi nel 1969, a soli trentadue anni, lasciando alla madre il compito di trasformare in bestseller e in classico moderno un libro che forse non pensava di poter mai pubblicare e che, negli Stati Uniti, uscì grazie soltanto al parere autorevole (sebbene segretamente perplesso) del celebre critico Walter Percy, che firma anche l’introduzione all’edizione italiana.Ma le analogie non si fermano qui. Sia Il govane Holden che Una banda di idioti pongono, fin dal titolo, grossi problemi alla bravura dei traduttori.
Il primo alludendo, con la dizione originale di The Catcher in the Rye, alle figure del baseball e alle coltivazioni del mais; il secondo chiamando in causa, sotto la formula di A Confederacy of Duncies, la realtà di un Sud "confederato" nella guerra civile e l’indimenticato poema di Alexander Pope, The Dunciad (1728), un capolavoro satirico inglese del primo Settecento che nessuno oggi legge come nessuno oggi legge il Parini e, probabilmente, per le stesse ragioni. Come se non bastasse, ai due romanzi è toccata di fatto la medesima sorte in Italia. The Catcher in the Rye di Salinger, uscito nel 1952 nel nostro Paese con il titolo Vita da uomo (Casini editore, traduzione di Jacopo Darca), divenne un bestseller grazie alla nuova edizione di Einaudi del 1961 (trad. di A. Motti). A Confederacy of Duncies passò inosservato dal pubblico una quindicina d’anni fa, sebbene Luciana Bianciardi vincesse, per la sua traduzione oggi ripubblicata in altra cornice, il Premio Monselice 1983.
aggiunto da cf66 | modificaTuttolibri, Ruggero Bianchi
 

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Toole, John Kennedyautore primariotutte le edizioniconfermato
Capus, AlexTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hannah, JonnyIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Percy, WalkerPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Salmenoja, MargitTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
SanjulianImmagine di copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Titolo canonico
Titolo originale
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Data della prima edizione
Personaggi
Luoghi significativi
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Premi e riconoscimenti
Epigrafe
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When a true genius appears in the world, you may know him by this sign, that the dunces are all in confederacy against him.
— Jonathan Swift, Thoughts on Various Subjects (1706)
There is a New Orleans city accent...associated with downtown New Orleans, particularly with the German and Irish Third Ward, that is hard to distinguish from the accent of Hoboken, Jersey City, and Astoria, Long Island, where the Al Smith inflection, extinct in Manhattan, has taken refuge. The reason, as you might expect, is that the same stocks that brought the accent to Manhattan imposed it on New Orleans.

"You're right on that. We're Mediterranean. I've never been to Greece or Italy, but I'm sure I'd be at home there as soon as I landed."
He would too, I thought. New Orleans resembles Genoa or Marseilles, or Beirut or the Egyptian Alexandria more than it does New York, although all seaports resemble one another more than they can resemble any place in the interior. Like Havana and Port-au-Prince, New Orleans is within the orbit of a Hellenistic world that never touched the North Atlantic. The Mediterranean, Caribbean and Gulf of Mexico form a homogeneous, though interuppted, sea.
A. J. Liebling,
THE EARL OF LOUISIANA
Dedica
Incipit
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A green hunting cap squeezed the top of the fleshy balloon of a head. The green earflaps, full of large ears and uncut hair and the fine bristles that grew in the ears themselves, stuck out on either side like turn signals indicating two directions at once. Full, pursed lips protruded beneath the bushy black moustache and, at their corners, sank into little folds filled with disapproval and potato chip crumbs.
Perhaps the best way to introduce this novel-which on my third reading of it astounds me even more than the first-is to tell of my first encounter with it. (Foreword)
Citazioni
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"The only problem those people have anyway is that they don't like new cars and hair sprays. That's why they are put away. They make the other members of society fearful. Every asylum in this nation is filled with poor souls who simply cannot stand lanolin, cellophane, plastic, television, and subdivisions."
“I refuse to ‘look up.’ Optimism nauseates me. It is perverse. Since man’s fall, his proper position in the universe has been one of misery.”
Ultime parole
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(Click per vedere. Attenzione: può contenere anticipazioni.)
Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
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Lingua originale
DDC/MDS Canonico

Risorse esterne che parlano di questo libro

Wikipedia in inglese (2)

Ignatius J. Reilly of New Orleans, --selfish, domineering, deluded, tragic and larger than life-- is a noble crusader against a world of dunces. He is a modern-day Quixote beset by giants of the modern age. In magnificent revolt against the twentieth century, Ignatius propels his monstrous bulk among the flesh posts of the fallen city, documenting life on his Big Chief tablets as he goes, until his maroon-haired mother decrees that Ignatius must work.

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Descrizione del libro
Riassunto haiku

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Voto

Media: (3.95)
0.5 24
1 199
1.5 19
2 323
2.5 70
3 692
3.5 220
4 1387
4.5 240
5 1929

Penguin Australia

4 edizioni di questo libro sono state pubblicate da Penguin Australia.

Edizioni: 0141182865, 0141023465, 0141045647, 0241951593

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