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We Have Always Lived in the Castle (Penguin…
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We Have Always Lived in the Castle (Penguin Classics Deluxe Edition) (originale 1962; edizione 2006)

di Shirley Jackson (Autore), Thomas Ott (Illustratore), Jonathan Lethem (Postfazione)

UtentiRecensioniPopolaritàMedia votiCitazioni
6,7063781,151 (4.07)765
We Have Always Lived in the Castle is a deliciously unsettling novel about a perverse, isolated, and possibly murderous family and the struggle that ensues when a cousin arrives at their estate.
Utente:marymatus
Titolo:We Have Always Lived in the Castle (Penguin Classics Deluxe Edition)
Autori:Shirley Jackson (Autore)
Altri autori:Thomas Ott (Illustratore), Jonathan Lethem (Postfazione)
Info:Penguin Classics (2006), Edition: Deluxe, 146 pages
Collezioni:La tua biblioteca
Voto:****
Etichette:Nessuno

Informazioni sull'opera

Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson (1962)

Aggiunto di recente daGumbywan, a2494, suepr634, eli_, timefornewtoys, Allyoopsi, MaryJeanPhillips, biblioteca privata, IVLeafClover, shapronator
Biblioteche di personaggi celebriRalph Ellison
  1. 161
    La prima moglie di Daphne Du Maurier (teelgee)
  2. 121
    La fabbrica degli orrori di Iain Banks (taz_)
    taz_: I suspect that Iain Banks' "Wasp Factory" character Frank Cauldhame was inspired by Shirley Jackson's Merricat, as these two darkly memorable teenagers share a great many quirks - the totems and protections to secure their respective "fortresses", the obsessive superstitions that govern their daily lives and routines, their isolation and cloistered pathology, their eccentric families and dark secrets. Be warned, though, that "The Wasp Factory" is a far more explicit and grisly tale than the eerily genteel "Castle" and certainly won't appeal to all fans of the latter.… (altro)
  3. 30
    A Head Full of Ghosts di Paul Tremblay (sturlington)
    sturlington: Sisters named Merry. Tremblay was clearly influenced strongly by Jackson.
  4. 20
    Who was Changed and Who was Dead di Barbara Comyns (laytonwoman3rd)
  5. 20
    Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia (alalba)
  6. 20
    La danza delle falene di Poppy Adams (sparemethecensor)
    sparemethecensor: Two sisters with a mysterious relationship and dark history together, unreliable narrators, dark, old, rural houses with mysteries of their own... Though the books take different plotlines, they share so many similar elements that people who enjoyed the setting and storytelling of one will likely enjoy the other.… (altro)
  7. 43
    Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli di Alan Bradley (citygirl)
    citygirl: Castle is much darker and Flavia is more adorable than creepy (Merricat is quite creepy), but if you're interested in unusual young protagonists, with a very particular world view, try these.
  8. 11
    The Hill of Dreams di Arthur Machen (Nialle)
    Nialle: Young, emotionally complex, imaginative narrators in isolated situations - have something going on that the reader only glimpses before the big reveal
  9. 22
    Il livido sulla spalla di Josephine Tey (lahochstetler)
  10. 23
    La morte non è cosa per ragazzine di Alan Bradley (kraaivrouw)
  11. 01
    Goblin di Ever Dundas (wandering_star)
    wandering_star: Similar tone (and Dundas credits Jackson in the book's afterword).
  12. 01
    The Island at the End of the World di Sam Taylor (passion4reading)
    passion4reading: Though set within completely different landscapes, situations and time periods, each novel has the central theme of an outsider intruding upon an isolated close-knit family group, with disastrous consequences.
  13. 01
    A forma di cuore di Ruth Rendell (isabelx)
Ghosts (270)
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Mostra 3 di 3
L'autrice ci dimostra con questo libro che il vero orrore nasce dentro di noi, non c'è bisogno di scomodare mostri spaventosi.
La storia è semplicissima: due sorelle vivono recluse in una grande casa assieme a uno zio invalido, l'unico altro membro della famiglia ancora in vita; praticamente è tutto qui, ma la trama non è che una cornice a quello che è il vero punto di forza del romanzo: l'atmosfera. L'idillio rurale dell'inizio si rivela uno scenario claustrofobico e malsano, mentre tanti piccoli particolari si fanno strada nella nostra mente e vanno a formare un quadro sempre più disturbante. E' un horror psicologico in cui non ci sono buoni o cattivi; l'aspetto morale non viene neanche preso in considerazione e quello che conta sono le percezioni e le emozioni dei personaggi: dei paesani ostili e impauriti, della fragile Constance ma soprattutto della nostra protagonista Mary Katherine. E' lei la voce narrante e con questo espediente il lettore avverte ancora di più il senso di straniamento, perchè per arrivare a decifrare la realtà deve prima riemergere dagli abissi torbidi e surreali della mente di Merricat
E' un libro avvincente che con semplicità e senza pretese è riuscito a coinvolgermi sin dalla prima riga. Unico punto dolente il finale, un po' troppo in anticlimax; forse poteva concludersi prima, all'apice della tensione emotiva. ( )
  Lilirose_ | May 4, 2017 |
Non sarà un capolavoro della letteratura mondiale ma quel che è certo è che è riuscito a tenermi inchiodata fino all'ultima pagina.
Due sorelle con un vecchio zio invalido vivono praticamente recluse in regime di quasi autarchia domestica, scansate e odiate dalla comunità del vicino villaggio a causa di una mortale cena che anni prima ebbe luogo nella loro casa e dalla quale sono le uniche scampate, unitamente allo zio. Il loro legame è morboso e squilibrato, e la strana atmosfera di questa casa è così ben congegnata e costruita che persino l'apparire di un cugino venuto a spezzarla non fa che attirare le antipatie del lettore e - ancor più - della più pericolosa delle due sorelle.
Lo scioglimento è più inverosimile del libro intero, ma tant'è...
  ShanaPat | Jul 14, 2012 |
Mostra 3 di 3
Of the precocious children and adolescents of mid-twentieth-century American fiction ... none is more memorable than eighteen-year-old "Merricat" of Shirley Jackson's masterpiece of Gothic suspense We Have Always Lived in the Castle (1962).
 

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Jackson, Shirleyautore primariotutte le edizioniconfermato
Bliss, HarryImmagine di copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dunne, BernadetteNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Franzén, TorkelTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lethem, JonathanIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Oates, Joyce CarolPostfazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ott, ThomasImmagine di copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pareschi, MonicaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Serra, Roseanne J.Progetto della copertinaautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Titolo canonico
Titolo originale
Titoli alternativi
Data della prima edizione
Personaggi
Luoghi significativi
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Eventi significativi
Film correlati
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Premi e riconoscimenti
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Epigrafe
Dedica
per Pascal Covici
Incipit
Mi chiamo Mary Katherine Blackwood.
Citazioni
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Merricat, said Connie, would you like a cup of tea?
Oh no, said Merricat, you’ll poison me.
Merricat, said Connie, would you like to go to sleep?
Down in the boneyard ten feet deep!
You will be wondering about that sugar bowl, I imagine. Is it still in use? you are wondering; has it been cleaned? you may very well ask; was it thoroughly washed?
Our house was a castle, turreted and open to the sky.
Ultime parole
(Click per vedere. Attenzione: può contenere anticipazioni.)
Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
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Lingua originale
DDC/MDS Canonico
LCC canonico

Risorse esterne che parlano di questo libro

Wikipedia in inglese

Nessuno

We Have Always Lived in the Castle is a deliciously unsettling novel about a perverse, isolated, and possibly murderous family and the struggle that ensues when a cousin arrives at their estate.

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Descrizione del libro
Riassunto haiku

Copertine popolari

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Media: (4.07)
0.5 1
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1.5 1
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4.5 135
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Edizioni: 0141191457, 0141194995

 

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