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Alla ricerca del tempo perduto

di Marcel Proust

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Serie: Alla ricerca del tempo perduto (1-7)

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For this authoritative English-language edition, D. J. Enright has revised the late Terence Kilmartin’s acclaimed reworking of C. K. Scott Moncrieff’s translation to take into account the new definitive French editions of À la recherche du temps perdu (the final volume of these new editions was published by the Bibliothèque de la Pléiade in 1989).… (altro)
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843.912 PRO
  ScarpaOderzo | Apr 18, 2020 |
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da WIKIPEDIA
  junziguan | Dec 4, 2014 |
Un’opera monumentale, la ricerca del tempo perduto è un classico della letteratura ed un testo imperdibile per chi invece delle sfumature dei grigi cerca nella lettura asilo alle sue ansie. Diviso in sette libri, la ricerca è un libro sicuramente autobiografico, ma la storia dell’autore lascia il passo ad una riflessione generale sul senso stesso dell’uomo. E’ un opera difficile, intensa, per molti versi ostica, soprattutto in alcune fasi, l’autore immerge il lettore nelle sue atmosfere in modo a volte direi quasi subdolo, ci si trova, così, dalla parte di Guermantes o in quella di Combray, quasi inconsapevolmente. Il contesto sociale della borghesia parigina di fine ottocento aiuta l’autore a trovare terreno fertile per esaltare la vacuità della vita, dove il tempo scandisce i giorni che spesso si ritrovano uguali a loro stessi. Ma tutti i sentimenti, tutte le stagioni della vita vengono indagate, dall’infanzia e le sue paure, il bacio della buonanotte spesso negato dalla mamma, alla morte, pagine straordinarie quelle che raccontano la malattia delle nonna. E anche le pulsioni sessuali dell’adolescenza vengono immortalate in una sequenza incredibile di descrizione sui costumi sessuali della Francia di allora, o del mondo di sempre, dove l’omosessualità diventa una sorta di ossessione narrante. E le contraddizioni della vita, basti pensare al lucido racconto dell’amore ossessivo di Swann per Odette, trattato sotto forma di romanzo nel romanzo nel primo libro, diventa la quotidianeità per l’autore, che vivrà malissimo la sua storia d’amore con Albertine, il sospetto che anche lei sia omosessuale lo porterà a rendere alla donna amata la vita impossibile nella prigioniera. E poi quando Proust ritrova il tempo, tutto arriva a compimento, il lettore realizza la grandezza dell’opera che lo ha accompagnato per alcuni mesi che fanno parte della sua stessa vita. E la sensazione forte dei ricordi dei posti e dei luoghi in cui con la testa china ci si è immersi nella lettura, a volte con l’impressione che la fatica potesse prendere il sopravvento, come detto libro molto impegnativo, dà il senso che questa è una di quelle letture che ci accompagnerà per tutta la vita.

Siamo a marzo, sette libri, oltre tremila pagine, insomma, un vero e proprio viaggio alla ricerca del tempo perduto. Siamo al primo aprile ed ho appena terminato il primo libro, “Dalla parte di Swann”, che si suddivide, a sua volta, in due parti. Nella prima l’autore ricorda i tempi della sua infanzia, a Combray, diviso tra la ricerca dell’affetto della madre e la vita che lo attende. Pagine leggendarie della letteratura sono quelle dedicate a raccontare le nottate passate insonni in attesa che la madre gli venisse a dare il bacio della buonanotte. I terrori, le grandi delusioni e le infinite gioie di tutti quelli che hanno avuto la possibilità di crescere con l’affetto di una madre. Il tempo del racconto è lento, continuamente ondivago tra la tensione verso un futuro ignoto ed il tempo che passa. La seconda parte del libro è, invece, dedicata alla storia di Swann, amico della famiglia Proust, perdutamente innamorato di Odette, donna dai facili costumi che lo irretisce tra gelosie ed indecisioni. Un amore di Swann è l’apologia del conflitto tra la razionalità ed il sentimento, Swann, di ottima famiglia, sa perfettamente che Odette chiede concretamente solo di essere lasciata libera e mantenuta allo stesso tempo, ma non lo ammette mai a se stesso. La lettura procede abbastanza a rilento, non è semplice, ma è chiaro che sono in presenza di un grandissimo capolavoro. Siamo sempre ad aprile, è il 21 , e ho finito anche il secondo libro, “All’ombra delle fanciulle in fiore”, che prende le mosse dalla famiglia Swann; Odette è diventata la moglie, e la nuova coppia ha avuto una figlia, Gilberte, di cui l’autore si innamora perdutamente. E’ il primo amore, e l’ardore si consuma nei salotti di madame Odette, ormai entrata nell’alta società e desiderosa di riscattare il suo passato poco chiaro, in special modo al marito. La relazione con Gilberte, viva solo nell’immaginazione dell’autore, diventa sempre più difficile, la ragazza gli sfugge, l’autore continua a frequentare assiduamente il salotto della madre, ma non incontra mai la figlia; intanto alcuni amici provano a fargli conoscere le gioie del sesso, Bloch lo porta ad una casa di appuntamenti, continuano le frequentazioni con artisti ed autori, all’inizio Bergotte, alla ricerca della realizzazione professionale dell’autore. Ma la storia di amore con Gilberte non decolla e si passa a due anni dopo, la partenza per Balbec con la nonna e Francoise, l’obiettivo è l’aria buona del mare per curare le difficoltà respiratorie; la seconda parte del libro è dedicato a questa vacanza con la nonna in un albergo elegante, i rapporti sociali, l’incontro con Eltsir, pittore che ha ritratto Odette nuda in gioventù. Il tema principale è quello dei rapporti sociali con gli altri ospiti dell’albergo, fenomenale il ritratto del direttore e l’analisi del rapporto tra Francoise e gli altri servitori. Man mano l’autore acquisisce sicurezza e migliora la qualità dei propri rapporti sociali. Inizia a frequentare delle ragazze e non passa troppo tempo che si innamora di Albertine, non ricambiato un’altra volta. Ma il tempo che passa inizia a cambiare le cose. Siamo a maggio, è il 12 e termino il terzo libro, la parte di Guarmantes, il più lungo e sicuramente il più ostico dell’intera rappresentazione di Proust. L’autore vive una fase di intermezzo tra i primi amori e la realizzazione della prima corrispondenza di sensi con una donna, Albertine. Nel futuro la sfera sessuale troverò altre dinamiche e ben altri momenti di confronto con la scoperta del mondo dell’omosessualità, da Proust stesso definita inversione. Il tema a principale di questo volume è rappresentato dalla malattia della nonna che precede la morte. Gli stati d’animo dell’autore si sovrappongono a quelli dei familiari e la veglia al letto della moribonda rappresenta per l’autore il modo per tirare un primo bilancio della sua giovinezza, tra ricordi e rimpianti. La vita sociale dell’autore rappresenta l’altro palcoscenico di questo volume, dove la stessa lunghezza del racconto della cena a casa Guermantes, rappresenta un modo per Proust di dissacrare un mondo nel quale egli ha vissuto e del quale ha percepito il senso di vacuità. Comunque, volume molto difficile da leggere. E siamo a giugno, è il 26, più di un mese per terminare Sodoma e Gomorra, il quarto volume della ricerca che ha come filo conduttore il tema della sessualità, anzi dell’omosessualità. Il libro si apre, infatti, con la rilevazione delle inclinazioni del barone Charlus e delle sue manovre per adescare sempre nuovi giovani. Ma lo stesso rapporto con Albertine si basa sul sospetto dell’autore circa il suo interesse per la altre donne, in parte rivelato nel corso di una festa. Il titolo stesso del volume rende bene l’intenzione di Proust di dare alla sua ricerca un senso fisico delle relazioni, con un’indagine psicologica sui retroscena delle feste e degli incontri nei salotti, raccontati a profusione nel corso della sua ricerca. Sodoma e Gomorra è l’ultimo capitolo scritto dall’autore, per cui, rappresenta una sorta di chiusura del lavoro. Lo stile rimane quello del pittore che colora i paesaggi, ricostruendo il mondo che ha vissuto con i tratti necessari al lettore per entrare nell’universo di Proust. La ricerca insomma continua, rafforzando le sue tinte. E siamo a luglio, è il 7 luglio, e termino la prigioniera, se la gelosia di Swann per Odette merita un capitolo nel primo libro della ricerca, quella di Proust per Albertine gli dà l’abbrivio per scrivere il quinto libro, dal titolo non casuale. Si tratta di un capitolo fondamentale della letteratura di sempre, l’amore, e la sua negazione, la gelosia, diventano i protagonisti assoluti della narrazione. Le pagine dedicate a raccontare il sonno di Albertine sono semplicemente capolavori incomparabili, le parole volano ed incantano, il ritmo della narrazione diventa poesia. Ma anche le riflessioni di Proust sul valore dell’amore, sul rapporto tra uomo e donna, sui risvolti delle gelosie che spesso rappresentano l’unico vero legame indissolubile con le donne amate, come è vero, assumono livelli di difficile comparazione. E la gelosia dell’autore è all’origine dello stato di Albertine che si trasforma in prigioniera di una fitta rete che la opprime, la soffoca. I tentativi dell’uno e dell’altro di superare un rapporto che tende a comprimersi si infrangono nelle bugie dell’una e nei dubbi dell’altro. Fino a questo punto il libro migliore. Ma si va avanti con più lena e, quindi, sempre a luglio, concludo Albertine scomparsa, Se nel quinto volume, la prigioniera, Albertine aveva lasciato la casa dell’autore, stanca dell’ossessionante gelosia. Dell’autore il morboso amore trova nel sesto volume ristoro nella perdita, definitiva, della donna amata, Albertine è scomparsa davvero, un incidente di cavallo. Nella prima parte del libro l’autore rivive la sua storia con la donna amata, cercando continue ed infinite mediazioni tra l’irruenza del sentimento e la necessità di ritrovare Albertine. Ed il goffo tentativo di trovare intermediari disposti a farle incontrare Albertine si sovrappone alle continue riflessioni sul senso stesso dell’amore e del rapporto tra l’autore e l’amore. Ma la notizia della morte di Albertine getta Proust in una sorta di oblio, intermezzato da episodi che stimolano una reazione: la pubblicazione di un articolo su Figaro e l’incontro con Andreè prima e Gilberte, dopo. Durante un viaggio a Venezia con la madre Proust a seguito di un disguido epistolare, scambia una lettera di Gilberte per una di Albertine, capisce di non essere più innamorato, in una sorta di liberazione interiore che ha come sfondo la città lagunare. Ed a termine del volume l’incredibile rilevazione di Gilberte, da ragazza era innamorata di lui, lei, l’amore dirompente dell’adolescenza dell’autore. Il tempo inizia a dipanarsi, si apre la strada al tempo ritrovato. E sempre a luglio, il 27 arrivo al tempo ritrovato, dove il miracolo si compie. La confusione del tempo diventa razionalità, ragione, la vita scandita dal tempo riprende la forza sul tempo stesso. L’esplosione di sentimenti, amori, gelosie, invidie, su cui l’autore si è soffermato con maniacale cura nei capitoli precedenti si ridimensiona man mano fino a trasformarsi nella sintesi, suprema, della vita dell’autore. La capacità di Proust di dare al lettore una dimensione privilegiata nel leggere le sue pagine viene utilizzata in questo ultimo volume per accompagnarlo in profonde riflessioni sul senso stesso della vita. Pagine incomparabili raccontano uomini e luoghi, sullo sfondo la guerra, l’analogia tra la Parigi del coprifuoco e Combray, l’omaggio tutto francese ai Larivière, eroi di guerra nel compimento di gesti quotidiani, la riflessione sul dolore della morte, che si infrange nella bellezza della natura e nel silenzio che avvolgono le tombe, con un evidente richiamo ai sepolcri di Foscolo, il senso stesso del tempo nella reputazione dell’uomo, sempre traballante tra l’omaggio della folla deferente e l’accusa della stessa folla inferocita. Nel tempo ritrovato tutto si compie come in un grande miracolo, la maturità dell’uomo, l’età che avanza è una percezione degli altri, mentre all’uomo non resta che la memoria che lo porta a ripensare al tempo perduto ed alla sua ricerca per ritrovare se stessi.
Ma un giudizio complessivo per un’opera monumentale che mi ha accompagnato per quasi cinque mesi di un periodo difficile della mia vita va dato, a futura memoria di me stesso.
La ricerca del tempo perduto è un classico della letteratura ed un testo imperdibile per chi invece delle sfumature dei grigi cerca nella lettura asilo alle sue ansie. Diviso in sette libri, la ricerca è un libro sicuramente autobiografico, ma la storia dell’autore lascia il passo ad una riflessione generale sul senso stesso dell’uomo. E’ un opera difficile, intensa, per molti versi ostica, soprattutto in alcune fasi, l’autore immerge il lettore nelle sue atmosfere in modo a volte direi quasi subdolo, ci si trova, così, dalla parte di Guermantes o in quella di Combray, quasi inconsapevolmente. Il contesto sociale della borghesia parigina di fine ottocento aiuta l’autore a trovare terreno fertile per esaltare la vacuità della vita, dove il tempo scandisce i giorni che spesso si ritrovano uguali a loro stessi. Ma tutti i sentimenti, tutte le stagioni della vita vengono indagate, dall’infanzia e le sue paure, il bacio della buonanotte spesso negato dalla mamma, alla morte, pagine straordinarie quelle che raccontano la malattia della nonna. E anche le pulsioni sessuali dell’adolescenza vengono immortalate in una sequenza incredibile di descrizione sui costumi sessuali della Francia di allora, o del mondo di sempre, dove l’omosessualità diventa una sorta di ossessione narrante. E le contraddizioni della vita, basti pensare al lucido racconto dell’amore ossessivo di Swann per Odette, trattato sotto forma di romanzo nel romanzo nel primo libro, diventa la quotidianeità per l’autore, che vivrà malissimo la sua storia d’amore con Albertine, il sospetto che anche lei sia omosessuale lo porterà a rendere alla donna amata la vita impossibile nella prigioniera. E poi quando Proust ritrova il tempo, tutto arriva a compimento, il lettore realizza la grandezza dell’opera che lo ha accompagnato per alcuni mesi che fanno parte della sua stessa vita. E la sensazione forte dei ricordi dei posti e dei luoghi in cui con la testa china ci si è immersi nella lettura, a volte con l’impressione che la fatica potesse prendere il sopravvento, come detto libro molto impegnativo, dà il senso che questa è una di quelle letture che ci accompagnerà per tutta la vita.
Chiudo il ciclo del ricerca con un breve saggio dell’autore sul valore della lettura con un interessante corredo fotografico sui luoghi e le persone che hanno ispirato lo scrittore francese nella composizione del suo capolavoro. Dopo l’intensa e faticosa lettura della ricerca, questa sorta di defaticamento culturale fa bene al lettore, anche le pagine con le fotografie riescono a distendere le sinapsi cerebrali. Entrando, comunque, nel merito del testo, molto interessante la polemica, chiaramente a distanza, con Ruskin sul valore del libro e della lettura. Infatti, mentre lo scrittore inglese sosteneva che il libro è un modo per mettersi direttamente in contatto con le migliori intelligenze, Proust asseriva la differenza tra il valore della lettura e quello della conversazione. Comunque, le osservazioni dello scrittore francese sulla lettura, ripeto saggio breve, fanno ritrovare al lettore, soggetto o oggetto a seconda del lato dal quale lo si vuole inquadrare, il piacere dello sforzo appena terminato, ripensando al lungo viaggio fatto insieme a Proust alla ricerca del tempo perduto. E quasi quasi viene la voglia di dare ragione a Ruskin. ( )
  grandeghi | Aug 1, 2014 |
E' meraviglioso come in questo romanzo, per pagine e pagine, accada poco più di niente e come questo poco più di niente sia così mirabilmente e doviziosamente e ironicamente narrato!
Un vero godimento! ( )
  ermita | May 6, 2012 |
L'impresa e' compiuta! Ci sono voluti quattro anni, ma ne e' valsa la pena. Credo che iniziero' a rileggerlo presto, perche' c'e' cosi' tanto in questi sette libri, che una sola lettura sicuramente non basta. ( )
  Wordcrasher | Oct 8, 2008 |
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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Proust, Marcelautore primariotutte le edizioniconfermato
Bloom, HaroldIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Blossom, Frederick AugustusTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Clarac, PierreA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Enright, DJTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ferré, AndréA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Fischer, Bernd-JürgenTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Keller, LuziusTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Kilmartin, TerenceTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Matic, PeterNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Maurois, AndrePrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rechel-Mertens, EvaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Scott Moncrieff, C. K.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Tadié, Jean-Yvesautore secondarioalcune edizioniconfermato

Contiene

È riassunto in

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Citazioni
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Nota di disambiguazione
Redattore editoriale
Elogi
Lingua originale
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LCC canonico

Risorse esterne che parlano di questo libro

Wikipedia in inglese

Nessuno

For this authoritative English-language edition, D. J. Enright has revised the late Terence Kilmartin’s acclaimed reworking of C. K. Scott Moncrieff’s translation to take into account the new definitive French editions of À la recherche du temps perdu (the final volume of these new editions was published by the Bibliothèque de la Pléiade in 1989).

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Descrizione del libro
L'edizione comprende i sette romanzi della "Recherche" nella prestigiosa traduzione di Giovanni Raboni, e il volume "Sulla lettura", una rievocazione di Proust delle proprie esperienze di lettore, corredato di un'appendice di "Immagini proustiane" a cura di A. L. Zazo.

Dalla parte di Swann; La parte di Guermantes; All'ombra delle fanciulle in fiore; Sodoma e Gomorra; La Prigioniera; Albertine scomparsa; Il Tempo ritrovato; Sulla lettura.

(piopas)
Riassunto haiku

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