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La guerra gallica

di Julius Caesar

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3,751432,432 (3.9)84
Caesar (C. Iulius, 102-44 BCE), statesman and soldier, defied the dictator Sulla; served in the Mithridatic wars and in Spain; pushed his way in Roman politics as a 'democrat' against the senatorial government; was the real leader of the coalition with Pompey and Crassus; conquered all Gaul for Rome; attacked Britain twice; was forced into civil war; became master of the Roman world; and achieved wide-reaching reforms until his murder. We have his books of Commentarii (notes): eight on his wars in Gaul, 58-52 BC, including the two expeditions to Britain 55-54, and three on the civil war of 49-48. They are records of his own campaigns (with occasional digressions) in vigorous, direct, clear, unemotional style and in the third person, the account of the civil war being somewhat more impassioned. There is no rhetoric. The Loeb Classical Library edition of Caesar is in three volumes. Volume II is his Civil Wars. The Alexandrian War, the African War, and the Spanish War, commonly ascribed to Caesar by our manuscripts but of uncertain authorship, are collected in Volume III.… (altro)
  1. 04
    Asterix e il giro di Gallia di René Goscinny (Artymedon)
    Artymedon: The description of Gaul by this contemporary of Asterix will enlight the reader as to where Asterix' banquet takes place.
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Ce l’ho fatta! L’ho letto tutto. Credo al terzo tentativo. L’ho fatto con una bella rincorsa, con qualche trucco e con molta determinazione; ma ce l’ho fatta. Capolavoro di storia, di racconto, di esposizione e di stile. Capolavoro senza tempo, studiato e ristudiato si libri di scuola: “Gallia est omnis divisa in partes tres, quorum unam incolunt Belgae, aliam Aquitanixm tertium qui impsum lingua Caltae, nostra Galli appellantur”. La grandezza di Cesare non è solo nel coraggio che ha avuto nel trasformare Roma nella capitale di un grande impero; o di estendere i confini fino ai limiti dell’immaginabile e di farlo senza risparmiarsi. Prima di lui solo Alessandro Magno aveva pensato ad un processo di espansione di questa portata. Ma nessuno, da soldato, aveva avuto il coraggio di raccontare tutto in un libro; Cesare passa alla storia non solo per quello che ha fatto, ma per averlo raccontato, per essere stato storico e cartografo delle grandi conquiste di Roma. È una lettura necessaria e sono finalmente riuscito a portarla fino in fondo. ( )
  grandeghi | Sep 14, 2020 |
Il classico – con riferimento sia allo status del titolo, sia al periodo storico – ispira comunque una certa reverenza: se poi vi si innesta la frequentazione scolastica, anche se addolcita dal ricordo di parafrasi goliardiche, la reverenza suddetta si trasforma in diffidenza, micidiale reazione che ha fatto la sfortuna di numerosi libri. In questo caso, si aggiunge in più la maliziosa (ma vera) considerazione che la storia viene scritta sempre dai vincitori e quindi l’approccio al ‘De bello gallico’ non si rivela certo dei più facili: però la versione dei Galli non la sapremo mai, a far da contrappeso possono sempre servire le meravigliose avventure di Asterix, e questa è un’opera che merita assolutamente di essere letta. La sua fortuna, proprio dal punto di vista letterario, è che si tratti di ‘commentarii’, ovvero del racconto in breve differita dei fatti in qualcosa che sta a mezza via tra il diario e il rapporto da redarre per il senato: cronaca veloce, ficcante, non troppo meditata che – proprio per questo – finisce per trascinare il lettore a destra e a manca per un territorio vastissimo e, dal punto di vista romano, quasi sconosciuto. Le legioni di Cesare vanno dalle Alpi alla Britannia e dall’Atlantico alla Germania in un ossessivo rintuzzare l’agitazione di questa o quella fra le infinite tribù galliche o germaniche: un ritmo quasi concitato che si nota ancor di più quando si giunge all’ottavo libro, aggiunto postumo da Aulo Irzio senza riuscire a mantenere la stessa tensione narrativa. Il volume è un manuale di tattica militare – la rapidità e la sorpresa sono il credo di Cesare – ma anche una dettagliata testimonianza dell’ingegneria bellica romana (torri, terrapieni, valli ma anche un ‘genio pontieri’ che lascia a bocca aperta i nemici) e pure un tentativo di descrivere con la maggior fedeltà possibile gli usi dei vari popoli e le caratteristiche delle terre da loro abitate. In più, si racconta di come Cesare non fosse un comandante da ‘carne da cannone’, ma ci tenesse moltissimo ai propri uomini, specie i reparti più esperti, cercando di evitar loro rischi inutili: in compenso, però, chiedeva loro sacrifici ai limiti dell’umana resistenza tra marce forzate, condizioni climatiche sfavorevoli e, spesso e volentieri, battaglie e assedi contro un avversario forse un po’ disorganizzato ma fiero e ferocemente combattivo. I Galli vengono raffigurati come di grande valore sul campo di battaglia ma scarsi in tattica e, soprattutto, con una notevole tendenza a tradire la parola data, tanto che i Romani (Cesare ci tiene a mostrarsi magnanino col nemico) devono ritessere ogni poco la tela di alleanze che il primo capetto locale finisce presto per far saltare: l’arrivo in scena di Vercingetorige muta in parte questo quadro, ma anche il condottiero arverno - ispiratore di una tattica di ‘terra bruciata’ che, sulle prime, dà buoni frutti – deve fare i conti con questa incostanza. Tra Gergovia e Alesia si raggiunge l’acme dello scontro tra i due popoli: confronti all’arma bianca e cadaveri su cadaveri, fra i quali si contano innumerevoli le vittime civili, a testimonianza che la storia dell’umanità si è sempre scritta in buona parte con il sangue. Però la narrazione cesariana è precisa, nel limite del possibile non nasconde le difficoltà ed è, ovviamente, fondamentale per la nostra conoscenza dei fatti di quel periodo. Il tutto in uno stile, mirabile nella sua limpidezza e concisione, ulteriormente sottolineato dal colpo di genio del racconto in terza persona. ( )
  catcarlo | Oct 8, 2014 |
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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Caesar, JuliusAutoreautore primariotutte le edizioniconfermato
Barabino, AndreaA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Cunliffe, Barry W.Collaboratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dorminger, GeorgTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Edwards, H. J.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hammond, CarolynTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Handfors, S. A.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hirtius, Aulusautore secondarioalcune edizioniconfermato
Huibregtse, P.K.A cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hunink, VincentTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Katwijk-Knapp, F. H. vanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lukstiņš, GustavsTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pearl, JosephTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rieu, E. V.Traduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Tadema, A.A.Illustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wiseman, AnneTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wiseman, PeterTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
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Titolo canonico
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Titolo originale
Titoli alternativi
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Data della prima edizione
Personaggi
Luoghi significativi
Eventi significativi
Film correlati
Premi e riconoscimenti
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Epigrafe
Dedica
Incipit
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Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostrae Galli appellantur.
Gaul is a whole divided into three parts, one of which is inhabited by the Belgae, another by the Aquitani, and a third by a people called in their own tongue Celtae, in the Latin Galli.
Citazioni
Ultime parole
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Nota di disambiguazione
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This LibraryThing work is for translations of De bello Gallico into modern languages. Please do not combine it with the Latin text.
Redattore editoriale
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Lingua originale
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DDC/MDS Canonico

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Caesar (C. Iulius, 102-44 BCE), statesman and soldier, defied the dictator Sulla; served in the Mithridatic wars and in Spain; pushed his way in Roman politics as a 'democrat' against the senatorial government; was the real leader of the coalition with Pompey and Crassus; conquered all Gaul for Rome; attacked Britain twice; was forced into civil war; became master of the Roman world; and achieved wide-reaching reforms until his murder. We have his books of Commentarii (notes): eight on his wars in Gaul, 58-52 BC, including the two expeditions to Britain 55-54, and three on the civil war of 49-48. They are records of his own campaigns (with occasional digressions) in vigorous, direct, clear, unemotional style and in the third person, the account of the civil war being somewhat more impassioned. There is no rhetoric. The Loeb Classical Library edition of Caesar is in three volumes. Volume II is his Civil Wars. The Alexandrian War, the African War, and the Spanish War, commonly ascribed to Caesar by our manuscripts but of uncertain authorship, are collected in Volume III.

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