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Un canto di Natale (1843)

di Charles Dickens, Jim Dale

Altri autori: Vedi la sezione altri autori.

Serie: The Christmas Books of Charles Dickens (1)

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24,838527139 (4.09)6 / 1582
  1. 130
    David Copperfield di Charles Dickens (ncgraham)
  2. 110
    The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens's A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits di Les Standiford (bell7)
    bell7: Les Standiford explores the many ways in which Dickens' "A Christmas Carol" affected our celebration of Christmas.
  3. 80
    Stories For Christmas di Charles Dickens (ReadHanded)
  4. 50
    Il gigante egoista di Oscar Wilde (chrisharpe)
  5. 40
    Lo stregato e il patto col fantasma: Fantasia di Natale di Charles Dickens (souloftherose)
    souloftherose: The Haunted Man is the last of Charles Dickens' five Christmas tales and the one most like A Christmas Carol.
  6. 41
    Grandi speranze di Charles Dickens (cometahalley)
  7. 21
    Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness (keremix)
    keremix: I don't wanna give spoilers, but for me it was hard to miss the things these two books have in common.
  8. 10
    The Lives and Times of Ebenezer Scrooge di Paul Davis (JGKC)
  9. 21
    The Haunted Looking Glass: Ghost Stories Chosen by Edward Gorey di Edward Gorey (jonathankws)
  10. 10
    Marley di Jon Clinch (Cecrow)
  11. 43
    Alice nel paese delle meraviglie: attraverso lo specchio di Lewis Carroll (cometahalley)
  12. 10
    When We Were Young di Karen Kingsbury (JenniferRobb)
    JenniferRobb: Both have male protagonists who experience visions of the past and of the future and whose visions cause a behavioral change. Dickens's work is about Christmas while Kingsbury's is not.
  13. 11
    The Three Christmases of William Spencer di Derek Blount (JenniferRobb)
    JenniferRobb: Both books look at three different periods in the main characters life. In Dickens it is past, present, and future. In Blount, it is childhood, adulthood, and old age.
  14. 11
    The Greatest Gift di Philip Van Doren Stern (Utente anonimo)
    Utente anonimo: The Greatest Gift is the book that was turned into It's a Wonderful Life, probably the second best Christmas story after A Christmas Carol!
  15. 11
    A Christmas Carol as a mime with narration di Kay Macaulife (KayCliff)
  16. 00
    I Saw Three Ships di Elizabeth Goudge (Voracious_Reader)
    Voracious_Reader: Sweet, short Christmas story. Not a similar plot to A Christmas Carol, but I find it more enjoyable.
  17. 00
    Scrooge Wore Spurs di Janet Dailey (JenniferRobb)
    JenniferRobb: OK, so Dickens doesn't have as many children in the main part of his novel, but the story is so much better than Dailey's.
  18. 13
    Dare e avere: il debito e il lato oscuro della ricchezza di Margaret Atwood (kathrynnd)
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Ciò che ero, ciò che sono, ciò che vorrei e posso essere. Se fosse stato pubblicato oggi, invece che nel 1843, “A Christmas Carol: A Goblin Story of Some Bells that Rang an Old Year Out and a New Year In”, noto anche come Cantico di Natale, Ballata di Natale, Racconto di Natale o “Canto di Natale”, il suo autore Charles Dickens avrebbe fatto concorrenza in libreria a “Sfida delle Emozioni” della famosa mental coach italiana Nicoletta Simonazzi, quanto per ridare stimolo, spirito e coscienza all’interprete della storia.

Quasi nessuno lo rammenta, ma questo libro e il suo protagonista, tal Ebenezer Scrooge, visitato nella vigilia di natale da tre spiriti (il Natale del passato, del presente e del futuro), preceduti da una severa apparizione dello spettro del defunto amico e collega Jacob Marley, è stato per 180 anni circa (e lo è ancora) la fonte di ispirazione di film, sceneggiati, cartoni animati dedicati al Natale. Cito, a titolo di esempio, cinque successi planetari: Canto di Natale di Topolino (1983), S.O.S. Fantasmi (1988), Festa in casa Muppet (1992), A Christmas Carol (2009), Dickens – L'uomo che inventò il Natale (2017).

La storia la conoscono davvero tutti: Scrooge è un uomo d’affari avaro ed egoista, trascura affetti e famiglia, è impietoso con chi lavora per lui, rifugge la beneficenza a qualsiasi titolo, non sa apprezzare le piccole cose e, più di tutto, snobba il Natale e tutto ciò che esso porta.

"Non siate così di malumore, zio" disse il nipote.
"Sfido io a non esserlo" ribatté lo zio "quando s’ha da vivere in un mondaccio di matti com’è questo. Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l’allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all’attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!”
"Zio!" pregò il nipote.
"Nipote!" rimbeccò accigliato lo zio, "tieniti il tuo Natale tu, e lasciami il mio”.
"Il vostro Natale! ma che Natale è il vostro, se voi non ne fate?”
(da Canto di natale” di Charles Dickens)

Accade però qualcosa di inaspettato, a far da copione ad ogni Natale “fantastico" che si rispetti, ovvero che i tre fantasmi del Natale (passato, presente e futuro) conducano, di visione in visione, un atterrito Scrooge a pentirsi del proprio egoismo guardando alla sua vita trascorsa ed alle occasioni perdute (ciò che ero), scampando ad una morte solitaria e meschina (ciò che sono) e portandolo a mutare il suo atteggiamento verso il mondo, gli altri e il Natale (ciò che vorrei e posso essere). Il commovente lieto fine, con uno Scrooge che prende coscienza e si trasforma in amabile benefattore e nello zio perduto e ritrovato, ridà serenità e senso al Natale ed allo spirito che questa festa regala ad ognuno di noi.

E’ il “miracolo nella 34ª strada” che Charles Dickens ambienta in una piccola cittadina dell’Inghilterra vittoriana affetta da tutti i grandi problemi della società dell’epoca in piena rivoluzione industriale e che, attraverso una semplice, ma efficace narrazione gotica pone l’accento, e senza dubbio una critica, sulle forti disparità sociali e sulla povertà delle classi meno abbienti sfruttate dal ceto manifatturiero e mercantile, esasperando il lavoro minorile e femminile, facendo leva sull’analfabetismo, sulla necessità di sopravvivere (anche a fronte di malattie le cui cure erano precluse a chi non poteva permettersele). Criticità mai risolte dalla Poor Law inglese (Legge contro la povertà) che non fu in grado di offrire risposte reali ai problemi dei più bisognosi. Il testo si inserisce in un contesto letterario in cui comincia ad affermarsi il romanzo realista che presta particolare attenzione agli umili e ai poveri, mettendo in luce le grandi contraddizioni di una stagione in cui stabilità e crescita economica prodotte dall’industrializzazione e dai commerci coloniali, fanno da contraltare allo sfruttamento degli strati più bassi della popolazione, creando forti e crescenti tensioni sociali tra i più sfruttati e quella grande grande borghesia imprenditoriale che si nasconde dietro il velo dell'ipocrisia e del perbenismo.

La critica alla borghesia britannica di Dickens è quindi palese, ma l’autore, prendendo il Natale come ideale pretesto, riflette e fa riflettere sulla speranza che, attraverso una presa di coscienza ed una rinnovata moralità dell’individuo le cose possano cambiare, che esista insomma una speranza e che tutto non sia perduto. Ed il giorno di Natale è indiscutibilmente perfetto per parlare di rinascita. Il testo è strutturato in cinque sezioni che l’autore chiama “strofe”, come quelle di una canzone o di una poesia, dando una certa teatralità ad una effettiva rappresentazione del Natale.

Edizione resa disponibile in formato elettronico da Liber Liber e tratta dal testo di “Cantico di Natale in prosa: racconto di spiriti” di Carlo Dickens (esattamente all’italiana), la prima nel nostro Paese tradotta da Federigo Verdinois per i tipi della Ulrico Hoepli e data alle stampe nel 1888. Questa edizione, diciamo più antica, resta una vera chicca per l’italiano utilizzato nella traduzione che riflette dizionario, struttura della prosa e modi di dire dell’Italia di fine 800.

Visivo e penetrante, allegorico e ricco di immaginazione, grazie ad un narratore onnisciente che conosce alla perfezione situazioni del presente, del passato e del futuro, la psicologia dei personaggi, le loro azioni, questo è il libro ideale, stante anche le sue poco più che cento paginette, per essere letto insieme ai propri figli, nel tepore domestico e nella magica atmosfera che questa festa ci regala.

Pubblicato su: https://www.territoridicarta.com/blog/da-leggere-insieme-il-canto-di-natale-di-c...
https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/ ( )
  Sagitta61 | Dec 24, 2023 |
Ciò che ero, ciò che sono, ciò che vorrei e posso essere. Se fosse stato pubblicato oggi, invece che nel 1843, “A Christmas Carol: A Goblin Story of Some Bells that Rang an Old Year Out and a New Year In”, noto anche come Cantico di Natale, Ballata di Natale, Racconto di Natale o “Canto di Natale”, il suo autore Charles Dickens avrebbe fatto concorrenza in libreria a “Sfida delle Emozioni” della famosa mental coach italiana Nicoletta Simonazzi, quanto per ridare stimolo, spirito e coscienza all’interprete della storia.

Quasi nessuno lo rammenta, ma questo libro e il suo protagonista, tal Ebenezer Scrooge, visitato nella vigilia di natale da tre spiriti (il Natale del passato, del presente e del futuro), preceduti da una severa apparizione dello spettro del defunto amico e collega Jacob Marley, è stato per 180 anni circa (e lo è ancora) la fonte di ispirazione di film, sceneggiati, cartoni animati dedicati al Natale. Cito, a titolo di esempio, cinque successi planetari: Canto di Natale di Topolino (1983), S.O.S. Fantasmi (1988), Festa in casa Muppet (1992), A Christmas Carol (2009), Dickens – L'uomo che inventò il Natale (2017).

La storia la conoscono davvero tutti: Scrooge è un uomo d’affari avaro ed egoista, trascura affetti e famiglia, è impietoso con chi lavora per lui, rifugge la beneficenza a qualsiasi titolo, non sa apprezzare le piccole cose e, più di tutto, snobba il Natale e tutto ciò che esso porta.

"Non siate così di malumore, zio" disse il nipote.
"Sfido io a non esserlo" ribatté lo zio "quando s’ha da vivere in un mondaccio di matti com’è questo. Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l’allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all’attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!”
"Zio!" pregò il nipote.
"Nipote!" rimbeccò accigliato lo zio, "tieniti il tuo Natale tu, e lasciami il mio”.
"Il vostro Natale! ma che Natale è il vostro, se voi non ne fate?”
(da Canto di natale” di Charles Dickens)

Accade però qualcosa di inaspettato, a far da copione ad ogni Natale “fantastico" che si rispetti, ovvero che i tre fantasmi del Natale (passato, presente e futuro) conducano, di visione in visione, un atterrito Scrooge a pentirsi del proprio egoismo guardando alla sua vita trascorsa ed alle occasioni perdute (ciò che ero), scampando ad una morte solitaria e meschina (ciò che sono) e portandolo a mutare il suo atteggiamento verso il mondo, gli altri e il Natale (ciò che vorrei e posso essere). Il commovente lieto fine, con uno Scrooge che prende coscienza e si trasforma in amabile benefattore e nello zio perduto e ritrovato, ridà serenità e senso al Natale ed allo spirito che questa festa regala ad ognuno di noi.

E’ il “miracolo nella 34ª strada” che Charles Dickens ambienta in una piccola cittadina dell’Inghilterra vittoriana affetta da tutti i grandi problemi della società dell’epoca in piena rivoluzione industriale e che, attraverso una semplice, ma efficace narrazione gotica pone l’accento, e senza dubbio una critica, sulle forti disparità sociali e sulla povertà delle classi meno abbienti sfruttate dal ceto manifatturiero e mercantile, esasperando il lavoro minorile e femminile, facendo leva sull’analfabetismo, sulla necessità di sopravvivere (anche a fronte di malattie le cui cure erano precluse a chi non poteva permettersele). Criticità mai risolte dalla Poor Law inglese (Legge contro la povertà) che non fu in grado di offrire risposte reali ai problemi dei più bisognosi. Il testo si inserisce in un contesto letterario in cui comincia ad affermarsi il romanzo realista che presta particolare attenzione agli umili e ai poveri, mettendo in luce le grandi contraddizioni di una stagione in cui stabilità e crescita economica prodotte dall’industrializzazione e dai commerci coloniali, fanno da contraltare allo sfruttamento degli strati più bassi della popolazione, creando forti e crescenti tensioni sociali tra i più sfruttati e quella grande grande borghesia imprenditoriale che si nasconde dietro il velo dell'ipocrisia e del perbenismo.

La critica alla borghesia britannica di Dickens è quindi palese, ma l’autore, prendendo il Natale come ideale pretesto, riflette e fa riflettere sulla speranza che, attraverso una presa di coscienza ed una rinnovata moralità dell’individuo le cose possano cambiare, che esista insomma una speranza e che tutto non sia perduto. Ed il giorno di Natale è indiscutibilmente perfetto per parlare di rinascita. Il testo è strutturato in cinque sezioni che l’autore chiama “strofe”, come quelle di una canzone o di una poesia, dando una certa teatralità ad una effettiva rappresentazione del Natale.

Questa edizione è una stampa CDE su licenza Rizzoli, editata per la prima volta nel 1976 in Italia per la traduzione di Maria Luisa Fehr, resa ancor più gradevole da alcune illustrazioni di Arthur Rackman, conosciuto illustratore dell’epoca vittoriana che ebbe a rappresentare molti libri celebri, tra cui anche Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.

Visivo e penetrante, allegorico e ricco di immaginazione, grazie ad un narratore onnisciente che conosce alla perfezione situazioni del presente, del passato e del futuro, la psicologia dei personaggi, le loro azioni, questo è il libro ideale, stante anche le sue poco più che cento paginette, per essere letto insieme ai propri figli, nel tepore domestico e nella magica atmosfera che questa festa ci regala.

Pubblicato su: https://www.territoridicarta.com/blog/da-leggere-insieme-il-canto-di-natale-di-c...
https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/ ( )
  Sagitta61 | Dec 24, 2023 |
Ma anche se si fosse tagliato via la punta del naso, ci avrebbe appiccicato sopra un cerotto e l’avrebbe presa con allegria.

Questa frase riassume bene ciò che nell’immaginario comune è diventato Canto di Natale di Dickens: c’è Scrooge, che parte come uno stronzo avaraccio e finisce come un adorabile vecchietto. Probabilmente non c’è nessuno che detesti la storia con i tre spiriti dei Natali passati, presenti e futuri, perché è un amore che ci viene dall’infanzia ed è ormai radicato nel nostro cuore, complici anche le molte trasposizioni cinematografiche.

Dobbiamo proprio complimentarci con Dickens, che è riuscito a far arrivare così lontano la sua decisa critica sociale, scaturita dalla sua personale esperienza come operaio, grazie alla quale divenne acutamente consapevole delle terribili condizioni di vita dei meno abbienti, soprattutto dei bambini. Così ogni anno ci ritroviamo a commuoverci di fronte a Fred o Tiny Tim e magari chissà, qualcun@ di noi potrebbe anche finire per essere meno stronz*...

A questa (ennesima) rilettura, devo dire di aver molto apprezzato l’umorismo inglese di Dickens: non ricordavo affatto questo aspetto ironico di Canto di Natale ed è la conferma che i classici hanno qualcosa di nuovo da dirti a ogni lettura! ( )
  lasiepedimore | Sep 21, 2023 |
Credo che chiunque conosca la storia di Ebenezer Scrooge e dei tre spiriti che vennero a fargli visita, è un simbolo del Natale tanto quanto l'albero o il panettone; d'altronde contiene tutti quegli elementi fatti apposta per scaldare il cuore di noi sognatori: famiglie felici davanti a tavole imbandite, atmosfere gioiose ed un vecchio avaro convertito dalla magia delle festività, che si può volere di più?
Attenzione però a non sottovalutare questo libro, che non è solo un concentrato di buoni sentimenti (benché ce ne siano a profusione ed io non me ne lamenti di certo) ma un vero gioiellino della letteratura; stiamo pur sempre parlando di Dickens, e Dickens è spesso sentimentale ma mai svenevole, anzi è un maestro nello stemperare i momenti più commoventi con la giusta dose di humor, creando un equilibrio perfetto tra brio e malinconia. E' racchiuso qui il segreto di questa fiaba meravigliosa, quello che la rende unica nel suo genere da quasi duecento anni.
Non c'è lettura migliore per inaugurare il periodo natalizio, ogni volta mi fa riprovare le stesse emozioni della prima. ( )
  Lilirose_ | Dec 9, 2021 |
“perché era abbastanza saggio da sapere che nulla di buono succede su questa terra, senza che qualcuno, sulle prime, si prenda il gusto di riderne.”

E così grazie alle indagini statistiche sociologiche di una vicina, ho finalmente archiviato il “Canto di Natale”, lettura che da decenni mi riproponevo di attuare, manco a dirlo, in prossimità delle feste di fine anno, salvo poi rimandare ogni volta per mancanza di tempo.
È una bella e famosissima storia tipicamente natalizia, ma la sua morale va ben oltre questo periodo, il protagonista, Ebenezer Scrooge, viene preso come emblema sia dell’egoismo che della grettezza della classe media e invitato attraverso un percorso, che si svolge la notte di Natale, a meditare su quanto il suo comportamento sia dannoso per se stesso e per gli altri.
Alla fine del viaggio, che si può ben dire si svolge tra i suoi peggiori incubi, Scrooge si ravvedrà, portando alla luce quello che è il suo lato migliore, come in una rinascita nuova e finalmente compiuta, a dimostrare che migliorare la società in cui si vive è possibile, basta prenderne coscienza a cominciare da noi stessi.
Onore al merito a Dickens per questa breve ma intensa favola natalizia che va benissimo anche nella sua morale più superficiale e cioè, nel dubbio, meglio comportarsi sempre bene e dormire tranquilli che aspettare qualcuno che ce lo ricordi alla fine del viaggio… ( )
  barocco | Jun 5, 2017 |

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Nome dell'autoreRuoloTipo di autoreOpera?Stato
Dickens, Charlesautore primariotutte le edizioniconfermato
Dale, Jimautore principaletutte le edizioniconfermato
FlixIllustratoreautore principalealcune edizioniconfermato
Altın, SamiTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Altena, Ernst vanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Anttila, WernerTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Appelbaum, StanleyA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Aquilano, MarielaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Atwood, MargaretIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Aya, Emilio OlcinaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Baker, TomNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ballini, FridaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Barkóczi AndrásTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Barrymore, LionelIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Beck, CharlesIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Bedford, Francis D.Illustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Blake, QuentinIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Brock, C. E.Illustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Buckinx, ThéoTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Carofiglio, GianricoPrefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Chesterton, G. K.Prefazioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Churberg, WaldemarTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Colombo, RuthIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Coolen, AntonTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Curry, TimNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dale, JimNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Díaz, JoséTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dewsnap, RobertA cura diautore secondarioalcune edizioniconfermato
Downer, MaggieIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Dunn, CharlesIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Enhörning, EvaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Eytinge, SolIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Fluck, PeterIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Foreman, MichaelIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Garcia, LauraNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Grazzi, EmanueleTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Helanen-Ahtola, MarjaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Helquist, BrettIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hesse, KarenIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hildebrandt, GregIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Holmberg, NilsTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hoog, ElseTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Horowitz, AnthonyIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Hyman, Trina SchartIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ibarra Montilla, AlfredoIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Ingpen, RobertIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Innocenti, RobertoIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Jacobi, DerekNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Jones, LawrenceFotografoautore secondarioalcune edizioniconfermato
Law, RogerIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Leech, JohnIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lesser, AntonNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lund, StefanTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Lynch, P.J.Illustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Maraja, LibicoIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Masini, BeatriceTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mateus, Carlos ArdilaIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Mokrovolsky, OleksandrTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Noble, PeterNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Palmer, GeoffreyNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Pedraza, Juan ManuelIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Prebble, SimonNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Rackham, ArthurIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Richardson, Sir RalphNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Searle, RonaldIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Sestito, MarisaIntroduzioneautore secondarioalcune edizioniconfermato
Stewart, PatrickNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Sturrock, WaltIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Torvinen, JukkaTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Valkonen, TeroTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Veenbaas, JabikTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Verdejo Lopez, CarmenTraduttoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Vittum, Henry E.Collaboratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Weise, ArneNarratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Wilton, CharlesIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Winter, MiloIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Worsley, JohnIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato
Zwerger, LisbethIllustratoreautore secondarioalcune edizioniconfermato

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È rinarrato in

Ha un sequel (non seriale)

Ha l'adattamento

È riassunto in

È espanso in

È parodiato in

Ha ispirato

Ha come guida di riferimento/manuale

Ha come commento al testo

Ha come guida per lo studente

Ha come guida per l'insegnante

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Epigrafe
Dedica
Incipit
Marley era morto, tanto per incominciare, e su questo non c'è alcun dubbio.
Citazioni
Ultime parole
(Click per vedere. Attenzione: può contenere anticipazioni.)
Nota di disambiguazione
Dati dalle informazioni generali inglesi. Modifica per tradurlo nella tua lingua.
This work contains various editions of the unabridged book "A Christmas Carol" by Charles Dickens. Please do not combine it with adaptations or abridgments, or with collections that contain additional works.
I am assuming (without any evidence!) that the Puffin children's edition is an adaptation: if you know that it is NOT, please combine with the main work, otherwise leave it be.
Specially edited for reading aloud before an audience.
ISBN 1568461828 is not a DK Eyewitness Classics edition.
ISBN 1580495796 is "Unabridged with glossary and reader's notes." "This Prestwick House edition, is an unabridged republication of A Christmas Carol, published by George Routledge and Sons, London."
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