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Arundhati Roy

Autore di Il dio delle piccole cose

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Sull'Autore

Suzanna Arundhati Roy, 1961 - Suzanna Roy was born November 24, 1961. Her parents divorced and she lived with her mother Mary Roy, a social activist, in Aymanam. Her mother ran an informal school named Corpus Christi and it was there Roy developed her intellectual abilities, free from the rules of mostra altro formal education. At the age of 16, she left home and lived on her own in a squatter's colony in Delhi. She went six years without seeing her mother. She attended Delhi School of Architecture where she met and married fellow student Gerard Da Cunha. Neither had a great interest in architecture so they quit school and went to Goa. They stayed there for seven months and returned broke. Their marriage lasted only four years. Roy had taken a job at the National Institute of Urban Affairs and, while cycling down a road; film director Pradeep Krishen offered her a small role as a tribal bimbo in Massey Saab. She then received a scholarship to study the restoration of monuments in Italy. During her eight months in Italy, she realized she was a writer. Now married to Krishen, they planned a 26-episode television epic called Banyan Tree. They didn't shoot enough footage for more than four episodes so the serial was scrapped. She wrote the screenplay for the film In Which Annie Gives It Those Ones and Electric Moon. Her next piece caused controversy. It was an article that criticized Shekar Kapur's film Bandit Queen, which was about Phoolan Devi. She accused Kapur of misrepresenting Devi and it eventually became a court case. Afterwards, finished with film, she concentrated on her writing, which became the novel "A God of Small Things." It is based on what it was like growing up in Kerala. The novel contains mild eroticism and again, controversy found Roy having a public interest petition filed to remove the last chapter because of the description of a sexual act. It took Roy five years to write "A God of Small Things" and was released April 4, 1997 in Delhi. It received the Booker prize in London in 1997 and has topped the best-seller lists around the world. Roy is the first non-expatriate Indian author and the first Indian woman to win the Booker prize. (Bowker Author Biography) mostra meno

Opere di Arundhati Roy

Il dio delle piccole cose (1997) 19,775 copie
The Cost of Living (1999) 390 copie
Power Politics (2001) 364 copie
I fantasmi del capitale (2014) 329 copie
War Talk (2003) 297 copie
Walking with the Comrades (2011) 159 copie
The End of Imagination (1999) 153 copie
Il mio cuore sedizioso (2019) 113 copie
In marcia con i ribelli (2011) 96 copie
The Shape of the Beast (2008) 60 copie
The Greater Common Good (1999) 31 copie
War Is Peace (2001) 20 copie
Come September (2004) 17 copie
Mamuli Chijon Ka Devta (2008) 2 copie
We. 2 copie
Mazo lietu Dievs (2002) 1 copia
Kathghare Mein Loktantra (2012) 1 copia
Nav Samraj (2008) 1 copia
Cena življenja (2002) 1 copia

Opere correlate

Granta 57: India! The Golden Jubilee (1997) — Collaboratore — 202 copie
War With No End (2007) — Collaboratore — 38 copie
Inspired Lives: The Best of Real Life Yoga from Ascent Magazine (2005) — Collaboratore, alcune edizioni10 copie

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Recensioni

Questo romanzo mi ha lasciata molto perplessa e non so bene quale sia la mia opinione finale: non posso dire che mi abbia fatto schifo, ma non mi ha nemmeno soddisfatta del tutto. Durante la lettura, avevo la sensazione di star leggendo qualcosa pericolosamente in bilico tra la buona letteratura e la trashata commerciale. Non si sbilancia mai, né in una direzione né nell’altra, ma ha finito per lasciarmi insoddisfatta.

Mi è abbastanza chiaro il motivo che ha portato Il dio delle piccole cose a diventare un clamoroso caso letterario mondiale, come si dichiara orgogliosamente in copertina: gli amori impossibili ostacolati dalle regole della società vanno sempre forti. Credo che Roy volesse scrivere un romanzo popolare in grado di avvicinare a tematiche complesse come la problematicità del sistema delle caste indiane, le conseguenze nefaste del colonialismo, il sessismo e la discriminazione anche a persone che normalmente non si interessano granché a queste tematiche, oppure pensano che non le riguardino.

Sicuramente c’è riuscita, ma penso che la riflessione potesse essere gestita in maniera migliore, perché ogni tematica è trattata sul filo di lana della superficialità: non posso dire che Roy abbia l’abbia buttata in caciara, ma mi ha lasciato la sgradevole sensazione che ogni tematica fosse lì solo per contestualizzare i drammi in corso e non per dare loro spessore e significato. Insomma, Roy non è mai riuscita a convincermi che non stesse solo scrivendo un romance da spiaggia, nonostante le belle pagine molto poetiche e alcuni passaggi ispirati.

A tutto questo si somma il fatto che la storia viene piuttosto tirata per le lunghe: si capisce abbastanza presto dove andremo a parare, ma nonostante questo l’autrice fa finta che nessunǝ lo sappia: così ci sorbiamo pagine e pagine di non detti di cui non si capisce bene il senso. Soprattutto alla luce del fatto che le ultime pagine, che raccontano in maniera organica cosa è accaduto per far deragliare definitivamente le vite dei membri di questa famiglia, sono tra le più belle e significative del romanzo. Non so se meritino la fatica per arrivarci, però.
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lasiepedimore | 372 altre recensioni | Dec 3, 2023 |
Su facebook ho aperto una pagina che ho chiamato "Vivere con i libri" (https://www.facebook.com/vivereconilibri). Nell’immagine del profilo di questa pagina ho inserito una mia fotografia in cui mi rappresento seduto in terra con la schiena appoggiata a un libro. L'autore è il premio nobel Ilya Prigogine ed il libro porta il titolo di "La fine delle certezze". Ho preso spunto da questo titolo per attribuire all'immagine il titolo: "La fine delle illusioni".

Nel suo libro Prigogine propone un futuro in cui il venir meno della scienza deterministica, incapace di sostenere oltre le proprie contraddizioni, apre nuove prospettive allo sviluppo della creatività. Ma tale consapevolezza, in un mondo ancora fortemente condizionato da un sapere e da un agire che a volte trovo ancora molto limitanti, si rivela un vero e proprio boomerang che moltiplica la sensazione di oppressione senza riuscire a fornire indicazioni su possibili vie d'uscita.

Mosso da queste riflessioni ho cercato libri che condividessero l’idea della fine delle illusioni e mi sono imbattuto in questo testo di Arundhati Roy. Si tratta di un testo minore e ormai piuttosto datato che nella versione originale porta il titolo “The cost of living”. Cosa abbia spinto l’editore a modificare in modo così vistoso il titolo non riesco a capirlo ma la scelta, a distanza di venti anni, si dimostra piuttosto interessante. Nel libro non mi sembra di riconoscere segni di illusione. L’autrice è talmente disgustata dalla politica indiana da nutrire solo la certezza di trovarsi di fronte a personaggi incapaci di portare reali vantaggi alla enorme massa di indiani poveri.

La ricerca comunque mi ha permesso di trovare The End of Illusions di Andreas Reckwitz, un interessante libro dove effettivamente si affronta la fine delle illusioni che si sono sviluppate dopo la caduta del muro di Berlino, la fine della fede nella possibilità di costruire un mondo più sano, giusto, pacifico.

Ne riparliamo nel libro di Reckwitz.

(La foto di copertina è di Steve McCurry.)
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claudio.marchisio | 5 altre recensioni | Jun 17, 2022 |
Il ministero della suprema felicità ci accompagna in un lungo viaggio nel vasto mondo dell’India: dagli angusti quartieri della vecchia Delhi agli scintillanti centri commerciali della nuova metropoli, fino alle valli e alle cime innevate del Kashmir dove la guerra è pace, la pace è guerra e occasionalmente viene dichiarato lo «stato di normalità».Anjum, nuova incarnazione di Aftab, srotola un consunto tappeto persiano nel cimitero cittadino che ha eletto a propria dimora. Una bambina appare all’improvviso su un marciapiede, poco dopo mezzanotte, in una culla di rifiuti. L’enigmatica S. Tilottama è una presenza forte ma è anche un’assenza amara nelle vite dei tre uomini che l’hanno amata: tra loro Musa, il cui destino è indissolubilmente intrecciato al suo.Dolente storia di sentimenti e insieme vibrante protesta, Il ministero della suprema felicità si snoda tra sussurri e grida, tra lacrime e sorrisi. I suoi eroi, spezzati dalla realtà in cui vivono, si salvano grazie a una cura fatta di gesti d’amore e di speranza. Ed è per questa ragione che, malgrado la loro fragilità, non si arrendono.… (altro)
 
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kikka62 | 48 altre recensioni | Apr 2, 2020 |
Ammu, figlia di un alto funzionario, decide di lasciare il marito violento e di tornare a casa con i suoi bambini, i gemelli Estha e Rahel, maschio e femmina. Nell’India meridionale dei tardi anni Sessanta, però, dove il benessere e talvolta persino la sopravvivenza sono ancora legati all’arrivo del monsone, una donna divorziata come lei si ritrova priva di una posizione sociale riconosciuta. A maggior ragione se commette l’imperdonabile errore di innamorarsi di un paria. Non è dunque una vita facile quella toccata ai gemelli, legati nel profondo da «un’unica anima siamese». Considerano Velutha, l’intoccabile che la madre può amare solo di notte, giù al fiume, in segreto, un padre,ma hanno anche dei nemici: quella Baby Kochamma eccessiva nella stazza quanto nei pregiudizi di casta; e forse anche l’amato zio Chacko, fantasioso intellettualoide e marxista per convenienza.Caso letterario che ha rivelato al mondo una nuova autrice e con lei un’intera generazione di scrittori indiani, il romanzo d’esordio di Arundhati Roy è la storia di un grande amore, e dell’eterno conflitto tra sentimenti e convenzioni, attraverso gli occhi di due bambini, capaci di cogliere le piccole cose e i piccoli eventi al di là di ogni distinzione sociale e morale. Nei loro pensieri e nelle loro parole, espresse in una lingua che deforma l’inglese degli ex dominatori, risuona la critica più radicale a ogni legge che stabilisca chi si deve amare, e come, e quanto.… (altro)
 
Segnalato
kikka62 | 372 altre recensioni | Jan 29, 2020 |

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