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Sto caricando le informazioni... A Fire Upon The Deep (Zones of Thought) (originale 1992; edizione 2011)di Vernor Vinge
Informazioni sull'operaUniverso incostante di Vernor Vinge (1992)
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Iscriviti per consentire a LibraryThing di scoprire se ti piacerà questo libro. L'aspetto più interessante di questo romanzo è l'ambientazione: una Galassia brulicante di vita, di milioni di specie su milioni di pianeti, in cui la natura stessa dello spazio muta a seconda della distanza dal nucleo galattico: procedendo verso l'esterno, dove la materia ha densità minore, le possibilità aumentano, la tecnica, e il pensiero stesso, diventano più potenti, fino ad oltrepassare i margini, dove si entra nella "zona trascendente" in cui gli esseri (le "Potenze") sono simili a dèi. E la vicenda prende avvio con il risveglio, provocato accidentalmente da una spedizione imprudente, di una potenza maligna e irresistibile, che attacca e ingloba tutte le forme di vita vicine. L'intera galassia è minacciata, ma per fortuna c'è una contromisura che aspetta di essere attivata... La storia è raccontata abilmente, ha ritmo e avvince, contiene due linee narrative che si intrecciano rendendola più varia e vivace, alcune delle razze descritte sono assai interessanti: i "Tines", in cui un individuo è un piccolo branco di animali con un'unica mente condivisa (anche se trovo che abbiano una psicologia un po' troppo umana); o gli Skroderiders, vegetali marini innestati su piattaforme elettromeccaniche che li dotano di moto e memoria. Ma in sostanza è la solita storia di una grande lotta tra il Bene e il Male: un'entità malvagia che sembra inarrestabile; un eroe che è l'unica persona nell'universo in grado di sconfiggerla, ma che non sa bene come fare; un "mago" dotato di poteri superiori, ma che viene eliminato troppo presto; alcuni volonterosi aiutanti; un personaggio sospettato di un'orribile complicità con il maligno, che riscatta l'onore a costo della vita. E naturalmente il Bene trionfa per un pelino all'ultimissimo momento. Un modello di storia ipersfruttato centinaia o migliaia di volte in tante altre storie di fantasy e fantascienza (due esempi: "Guerre stellari", "La spada di Shannara"), e quindi terribilmente banale. nessuna recensione | aggiungi una recensione È contenuto inZones of Thought: A Fire Upon the Deep, A Deepness in the Sky (Vernor Vinge Omnibus) di Vernor Vinge Ha un sequel (non seriale)
Amazon.com Amazon.com Review (ISBN 0812515285, Mass Market Paperback)In this Hugo-winning 1991 SF novel, Vernor Vinge gives us a wild new cosmology, a galaxy-spanning "Net of a Million Lies," some finely imagined aliens, and much nail-biting suspense.Faster-than-light travel remains impossible near Earth, deep in the galaxy's Slow Zone--but physical laws relax in the surrounding Beyond. Outside that again is the Transcend, full of unguessable, godlike "Powers." When human meddling wakes an old Power, the Blight, this spreads like a wildfire mind virus that turns whole civilizations into its unthinking tools. And the half-mythical Countermeasure, if it exists, is lost with two human children on primitive Tines World. Serious complications follow. One paranoid alien alliance blames humanity for the Blight and launches a genocidal strike. Pham Nuwen, the man who knows about Countermeasure, escapes this ruin in the spacecraft Out of Band--heading for more violence and treachery, with 500 warships soon in hot pursuit. On his destination world, the fascinating Tines are intelligent only in combination: named "individuals" are small packs of the doglike aliens. Primitive doesn't mean stupid, and opposed Tine leaders wheedle the young castaways for information about guns and radios. Low-tech war looms, with elaborately nested betrayals and schemes to seize Out of Band if it ever arrives. The tension becomes extreme... while half the Beyond debates the issues on galactic Usenet. Vinge's climax is suitably mindboggling. This epic combines the flash and dazzle of old-style space opera with modern, polished thoughtfulness. Pham Nuwen also appears in the nifty prequel set 30,000 years earlier, A Deepness in the Sky. Both recommended. --David Langford, Amazon.co.uk (ricavata da Amazon Thu, 14 Feb 2013 13:30:35 -0500) Thousands of years hence, many races inhabit a universe where a mind's potential is determined by its location in space, from superintelligent entities in the Transcend, to the limited minds of the Unthinking Depths, where only simple creatures and technology can function. Nobody knows what strange force partitioned space into these "regions of thought," but when the warring Straumli realm use an ancient Transcendent artifact as a weapon, they unwittingly unleash an awesome power that destroys thousands of worlds and enslaves all natural and artificial intelligence. Fleeing the threat, a family of scientists, including two children, are taken captive by the Tines, an alien race with a harsh medieval culture, and used as pawns in a ruthless power struggle. A rescue mission, not entirely composed of humans, must rescue the children-and a secret that may save the rest of interstellar civilization.… (altro) (summary from another edition) |
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Alcuni difetti mi impediscono, però, di considerarlo un capolavoro della SF, come invece da molti ritenuto:
Innanzitutto è molto, troppo lungo. Tutta la parte dedicata al pianeta Artiglio è sostanzialmente “superflua”, per così dire… il racconto non solo è completamente scollegato dalla trama primaria ma è lento e di scarso interesse: VV si dilunga in un sacco di descrizioni, particolarismi psicologici, ricordi, stati d'animo, idee e progetti, (ecc…) dei vari personaggi che divengono spesso ripetitivi e alla lunga noiosi per chi legge. In realtà è praticamente un altro libro all'interno del principale, libro bello sostanzioso (un buon 60% del totale) che ha poco a che vedere con la fantascienza ma più con la fantasy (e di qualità discutibile: la civiltà degli Aggruppi è sinceramente assurda e non credibile in moltissimi aspetti) e che a me è piaciuto poco.
Altro difetto del libro è “l'eccessiva originalità” dell'universo descritto da VV: la galassia “a zone” descritta è troppo improbabile, così come improbabili sono per es. gli Skrode o altre specie, poco plausibile la Rete, il come agisce la Perversione, la moltitudine incredibile di razze e civiltà sparse nella galassia ed altro ancora… Infine, troppo leggero mi è sembrato l'uso che VV fa dei "milioni di anni" riferiti ad una gran quantità di fatti e vicende descritte nel romanzo. Insomma, se da un lato è una grande space opera, ricca ed elaborata dall'altro è un “polpettone” lento e spesso incredibile, con uno stile (di contenuti) un po’ immaturo, un po’ confuso e troppo immaginoso. Insomma, nella mia personale classifica non gli assegnerei più di un 6 e ½ (